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Protesi dell’anca: cosa prevede l’intervento (e quando è necessario)

Ultimo aggiornamento – 12 giugno, 2020

protesi anca: l'operazione chirurgica
Indice

L’artrosi dell’anca (o coxartrosi) è un disturbo abbastanza comune che colpisce tanto le donne quanto gli uomini, non necessariamente in età avanzata.

I primi sintomi possono esordire già dopo ai 45 anni e, nei casi in cui i soggetti siano predisposti a particolari fattori di rischio, come la displasia congenita dell’anca, i sintomi possono comparire anche molto prima. A volte, quando la patologia si fa grave, è necessario sottoporsi all’intervento.

Ma cosa prevede l’intervento all’anca? Quando è necessario? E dopo l’operazione, cosa è possibile fare e cosa no? Cerchiamo di capirlo insieme.

Protesi dell’anca: quando è necessaria

La chirurgia di sostituzione dell’anca è una procedura chirurgica che prevede la rimozione dell’articolazione dell’anca danneggiata da patologie infiammatorie croniche, come artrosi o artrite, e la sua sostituzione, con un’articolazione artificiale spesso prodotta con componenti metallici e di plastica.

Di solito, si ricorre alla protesi dell’anca quando tutte le altre opzioni di trattamento non sono riuscite a fornire un adeguato sollievo dal dolore. La procedura ha lo scopo di alleviare il dolore dell’articolazione dell’anca dolorosa, rendendo più facile la deambulazione.

Cosa succede durante la chirurgia di sostituzione dell’anca

L’intervento chirurgico di sostituzione dell’anca viene eseguito in anestesia generale. In particolare, il chirurgo effettua un taglio lungo il fianco dell’anca, muovendo i muscoli collegati alla parte superiore del femore per esporre esternamente l’articolazione dell’anca.

Successivamente, la parte a sfera del giunto viene rimossa tagliando il femore con una sega. A questo punto, la famosa articolazione artificiale viene attaccata al femore utilizzando cemento o un materiale speciale che consente all’osso restante di attaccarsi alla nuova articolazione. Il chirurgo, quindi, prepara la superficie dell’osso iliaco, rimuovendo qualsiasi cartilagine danneggiata, collegando la parte di presa sostitutiva all’osso iliaco. La nuova porzione della testa del femore viene quindi inserita nella parte di presa dell’anca. Il chirurgo, quindi, riattacca i muscoli e chiude l’incisione.

La chirurgia di sostituzione dell’anca può essere eseguita tradizionalmente o utilizzando quella che è considerata una tecnica minimamente invasiva. La principale differenza tra le due procedure è la dimensione dell’incisione – e ciò che questa comporta. I piccoli tagli sono pensati per ridurre la perdita di sangue, alleviare il dolore dopo l’intervento chirurgico, ridurre le degenze ospedaliere, l’aspetto della cicatrice e accelerare la guarigione.

La degenza ospedaliera prevista è di circa 4-6 giorni durante i quali il paziente rimane a letto con un cuscino a forma di cuneo tra le gambe, per mantenere la nuova articolazione dell’anca in posizione.

Un catetere vescicale verrà probabilmente inserito nella vescica per aiutare il paziente ad andare in bagno senza scendere dal letto. La terapia fisica ribilitativa inizia di solito il giorno dopo l’intervento e in pochi giorni si può camminare con un deambulatore, stampelle o un bastone: questa tipologia di terapia può durare per settimane o addirittura mesi.

Quali attività evitare dopo l’intervento chirurgico di sostituzione dell’anca

Per circa 6 – 12 mesi dopo l’intervento chirurgico di sostituzione dell’anca, si dovrebbe evitare di ruotare o torcere la gamba interessata. Non si dovrebbe girare la gamba coinvolta verso l’interno e piegarla oltre i 90 gradi sia per la flessione in avanti sia per l’accovacciamento. Anche dopo che l’articolazione dell’anca è guarita, alcuni sport o attività pesanti dovrebbero essere evitati.

Ci sono alcune semplici misure che si possono adottare per rendere la vita più facile quando il paziente torna a casa dopo un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca, tra cui:

  • Evitare le scale
  • Sedersi su sedie ferme e dritte, le poltrone non dovrebbero essere usate
  • Per evitare cadute, rimuovere tutti i tappetini
  • Utilizzare un sedile rialzato per evitare di piegarsi troppo

Protesi d’anca: ma quanto dura?

La chirurgia delle protesi d’anca è stata eseguita per anni e le tecniche chirurgiche vengono continuamente migliorate. Come con qualsiasi intervento chirurgico, tuttavia, ci sono dei rischi. Dal momento che il paziente non è subito in grado di muoverti molto, è possibile che si formino coaguli di sangue. Per tale motivo verranno somministrati anticoagulanti per aiutare a prevenire la formazione di eventuali trombi. Sono possibili anche infezioni e sanguinamento, così come i rischi associati all’uso dell’anestesia generale.

Quando gli interventi chirurgici di sostituzione dell’anca sono stati eseguiti per la prima volta nei primi anni ’70, si pensava che l’articolazione artificiale media sarebbe durata circa 10 anni. Ora sappiamo che circa l’85% degli impianti dell’articolazione dell’anca durerà almeno 20 anni. Miglioramenti nella tecnica chirurgica e nei materiali delle articolazioni artificiali dovrebbero, comunque, rendere questi impianti più duraturi.

Niente paura. Se l’articolazione dovesse danneggiarsi, la chirurgia per ripararla avrà quasi sicuramente successo, nonostante la procedura sia leggermente più complicata.

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