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Anca

Anca
Curatore scientifico
Lorenzo Bichi
Specialità del contenuto
Ortopedia e traumatologia

Cos'è l'anca?

L’anca si collega con il bacino, che poi si collega al tronco. L'articolazione dell'anca è di forma sferica ed è il punto in cui il femore si congiunge con le 3 ossa del bacino: l'ileo, l'ischio e il pube. La cartilagine ricopre queste ossa e permette loro di muoversi facilmente, senza causare dolore nello sfregamento dell’una contro l'altra.

L'anca si caratterizza nel fatto di avere una capsula articolare formata da 3 legamenti molto robusti che sono la fonte primaria di stabilità dell’articolazione coxo – femorale. Internamente all’articolazione, è presente un altro legamento, detto legamento rotondo.

Nell'anca, non ci sono molti muscoli e di conseguenza nemmeno molti tendini, essendo presenti principalmente: i muscoli glutei nella parte posteriore, nella parte interna della coscia i muscoli adduttori, nella parte anteriore il muscolo quadricipite e il muscolo ileo psoas.

Articolazione e funzioni principali dell’anca

Tutte le ossa portanti del nostro corpo sono in genere protette dalla cartilagine articolare, una superficie sottile, flessibile e scivolosa che viene costantemente lubrificata dal liquido sinoviale. Questo fluido permette di flettere le articolazioni sotto pressione e senza usura.

L'articolazione dell'anca è una delle maggiori articolazioni del corpo umano ed è uno snodo portante cruciale per ogni persona. Un’anca sana può sostenere il peso corporeo e consentire un movimento regolare ed indolore, disturbi all’anca, invece, influiscono significativamente sull’andatura e generano sollecitazioni anomale sulle articolazioni di tutta la zona.

Com’è fatta l’anatomia dell’anca?

L’anca è un’articolazione cava a sfera, come la spalla, ma molto più stabile rispetto all’articolazione della spalla, poiché la prima ha la funzione di consentire l’accettazione del carico di tutto il corpo sovrastante, mentre l’articolazione della spalla ha la funzione di consentire l’esplorazione dello spazio mediante l’azione dell’arto superiore.

La sua stabilità è assicurata principalmente dalla presenza della capsula articolare, dei muscoli e dei legamenti circostanti.

Strutture ossee
Lo scheletro adulto è composto da ossa e cartilagini, tessuti connettivi con cellule specializzate. La cartilagine è un tessuto rigido ma flessibile, grazie all’elevato contenuto d’acqua al suo interno. Nelle nostre articolazioni ha il compito principale di sostenere grandi pesi. La cartilagine articolare dell’anca è più spessa nella zona dov’è maggiore la forza esercitata per muoversi.

Legamenti
La stabilità dell'anca è aumentata dai legamenti che la circondano e che vanno a formare la capsula articolare. Il legamento ileo-femorale è il legamento più resistente del corpo umano. Eventuali danni a questo legamento possono provocare la morte del tessuto osseo nella testa del femore, rendendo inevitabile un intervento chirurgico all’anca.

Muscoli
I muscoli della coscia e della schiena lavorano insieme per mantenere l'anca stabile e allineata. Sono proprio i muscoli dell'anca che consentono 4 movimenti basilari:

  • flessione
  • estensione
  • abduzione
  • adduzione
I muscoli dell'anca sono divisi in 4 gruppi in base alla loro posizione: anteriori, posteriori, mediali e laterali. Tutti questi muscoli conferiscono stabilità all’anca, sostengono l’articolazione in fase di movimento, collegano il tronco agli arti inferiori.

Nervi
I nervi dell'anca trasportano i segnali di movimento dal cervello ai muscoli e, con tragitto inverso, gli impulsi relativi ai diversi tipi di sensibilità.

Borse
Le borse sono sacche membranacee che producono liquido sinoviale, si trovano spesso nei pressi delle articolazioni e la loro funzione è quella di ridurre l'attrito fra tendini e ossa, legamenti ed ossa, tendini e legamenti e tra i muscoli. Ci sono ben 20 borse attorno all'anca. Una loro infiammazione o infezione è detta borsite.

Quali sono i disturbi più comuni dell'anca?

Ecco quali sono i problemi che si manifestano più di frequente nella zona dell’anca:

Come si manifesta l’artrosi dell’anca?

L’artrosi all’anca è un disturbo che danneggia gravemente la cartilagine.

Artrosi primaria: si verifica come conseguenza del normale processo d’invecchiamento.

Artrosi secondaria: la causa è dovuta a danni precedenti (fratture articolari, malformazioni congenite).

Con il passare degli anni, lo strato di tessuto cartilagineo diventa sempre più logoro e più ruvido, diminuendo così la capacità della testa del femore di muoversi liberamente.

La mucosa congiunta diventa gonfia ed infiammata, la superficie della cartilagine e il punto d’incontro osso-cartilagine si distruggono, deformando l'osso adiacente all’articolazione.

Tutto ciò limita sempre di più il movimento, causando anche l’accorciamento e l’indebolimento di muscoli e tendini che muovono l'articolazione.

Tre sono le cause principali che portano le articolazioni ad usurarsi:

  • invecchiamento
  • eccessivo peso corporeo
  • lesioni causate da sforzi continuati nel tempo o incidenti (ad esempio, in ambito sportivo)
L’artrosi all’anca può essere scoperta con esami ai raggi X, osservando il restringimento dello spazio articolare, l'ispessimento dell'osso e la sua deformazione.

Quando è il momento giusto per un'operazione?

In caso di artrosi pronunciata, è possibile ricorrere ad un'articolazione artificiale per ripristinare la corretta mobilità, alleviare il dolore e garantire la giusta stabilità di tutto il corpo.

Tuttavia, una sostituzione parziale o totale dell'anca è una procedura non semplice, che può causare dolore e complicazioni. Bisogna quindi valutare attentamente l’ipotesi d’intervento.

Com’è la qualità della vita dopo un’operazione all’anca?

I tempi di recupero per tornare ad una vita normale dopo un intervento all’anca sono di circa 3/4 mesi. 

Per la ripresa di attività sportive, invece, molto dipende dal tipo di sport: quelli che prevedono un contatto fisico diretto non dovrebbero essere più ripresi, per altri (ciclismo e nuoto) ci sono invece meno problemi.

Diverse statistiche mostrano come, trascorsi 10 anni dall’operazione, circa il 95% dei pazienti è ancora pienamente soddisfatto del funzionamento della sua nuova articolazione.

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