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Creata in laboratorio una sinapsi artificiale: l’intelligenza delle macchine

Roberto Pisani | Studente di medicina

Ultimo aggiornamento – Aprile 11, 2017

Creata in laboratorio una sinapsi artificiale: l’intelligenza delle macchine

Ciascuno di noi possiede miliardi di sinapsi, collegamenti neuronali che consentono la comunicazione tra neuroni e definiscono gli aspetti comportamentali alla base della personalità di ciascun individuo.

Il nostro sistema nervoso è, infatti, formato da miliardi di cellule nervose, i neuroni. Ogni neurone è formato da un corpo cellulare (pirenoforo) e da una serie di prolungamenti chiamati assoni, che costituiscono il mezzo attraverso cui viaggia l’impulso nervoso.

Gli assoni giungono in corrispondenza di un’area rilevata situata su un altro neurone. Tale area prende il nome di sinapsi. A livello delle sinapsi i neuroni rilasciano una sostanza, il neurotrasmettitore, che propaga l’impulso al neurone successivo. Il neurotrasmettitore può essere di natura inibitoria o eccitatoria. In base alla tipologia di neurotrasmettitore, il neurone invierà un segnale piuttosto che un altro.

Come è stata ricreata la sinapsi artificiale? 

I ricercatori hanno ora creato in laboratorio una sinapsi artificiale in grado di apprendere da sola. Si tratta probabilmente del primo passo verso la realizzazione di circuiti più complessi, che apriranno la porta a nuovi importanti progressi nella comprensione del cervello umano. Il dispositivo creato in laboratorio mima perfettamente le caratteristiche di una sinpasi. È quindi in grado di ricevere ed elaborare una risposta in base al tipo di informazione.

Per poter ricreare la trasmissione del segnale tra un neurone e l’altro, i ricercatori hanno applicato una pellicola ultra sottile, realizzata con materiali ferroelettrici. Tale strato fotoelettrico è stato interposto tra due elettrodi, di cui è possibile regolare la resistenza tramite impulsi di tensione.

Di conseguenza, la sinapsi artificiale presenta una maggiore connessione quando si ha una bassa resistenza, mentre una resistenza alta determina una connessione debole.

L’equipe di scienziati ha quindi realizzato un dispositivo in grado di apprendere una serie di comandi ripetuti. Questo risultato segna una svolta importante nel campo dell’intelligenza artificiale su cui stanno lavorando anche i diversi colossi dell’informatica.

Il futuro dell’intelligenza artificiale

C’è da dire che questo risultato costituisce un primo piccolo passo, ma c’è ancora molto da fare per poter ricreare le diverse connessioni del cervello umano, un organo complesso i cui circuiti neuronali vanno incontro a continui cambiamenti in risposta ai diversi stimoli provenienti dall’ambiente esterno.

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