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Sei basso? Allora presto potresti essere anche calvo

Ultimo aggiornamento – 13 marzo, 2017

calvizie: potrebbe essere legata anche all'altezza
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Essere un uomo bianco di bassa statura sembra essere un fattore di rischio per il presentarsi di malattie dei capelli. Questo legame è stato reso noto su Nature Communications, che ha riportato lo studio della dottoressa Stefanie Heilmenn-Heimbach, dell’Università di Bonn.

La ricerca ha portato alla luce delle associazioni genetiche che legano le piccole dimensioni del corpo a varie situazioni, come la perdita dei capelli e la pubertà precoci e alcune forme di cancro. Lo studio ha preso in esame un campione di 11.000 uomini che presentavano una forma di calvizie precoce e 12.000 che invece avevano ancora i loro capelli.

La dottoressa Heilmann-Heimbach e il suo staff hanno potuto così identificare ben 63 alterazioni del genoma, che andavano ad aumentare il rischio di calvizie prematura.

Cosa si può fare per fermare la perdita dei capelli?

Per rispondere a questo quesito, circa il come poter arrestare la calvizie, risponde il professor Markus Nothen, dell’Istituto di genetica umana dell’Università di Bonn. Questi, rifacendosi allo studio citato prima, evidenzia come il colore della pelle, una volta esposta al sole e una maggiore densità ossea e l’insorgenza della calvizie precoce siano collegate tra di loro. “Gli uomini che soffrono di calvizie”, dice il professor Nothen, “riescono a sintetizzare meglio la vitamina D, cosa che spiega perché siano gli uomini bianchi quelli maggiormente colpiti da questo problema”.

Le ricerche sono comunque in fase iniziale e richiedono ancora molti approfondimenti.

Curare la calvizie: come?

La perdita dei capelli viene vista dagli uomini come un dramma, per il quale va assolutamente trovata una soluzione. La medicina riesce a curare con successo il cancro, ma una soluzione per vincere la calvizie pare ancora lontana. Il dottor George Cotsarelis, direttore della clinica per i capelli ed il cuoio capelluto dell’Università della Pennsylvania, ha affermato che negli ultimi 5-7 anni lo studio di questo fenomeno è diventato intenso e la ricerca ha fatto molti passi in avanti.

Per capire però come curare la calvizie è necessario analizzare prima il meccanismo che regola la vita dei capelli. I follicoli sono quei forellini, presenti sul cuoio capelluto e non solo, da dove spuntano i capelli e i peli. Questi sono auto rigeneranti ed è alla loro base che si trova il bulbo pilifero. La crescita del capello passa per 5 distinte fasi:

  1. È il momento in cui il capello o il pelo crescono.
  2. Si ha quando un nuovo capello nasce, spingendo fuori quello morto, che cade, ed va così a sostituirlo.
  3. Anagen finita. È la fase di crescita del nuovo capello, che giunte a completa maturazione.
  4. In questa fase i due terzi del follicolo vengono distrutti e la papilla dermica rimane attaccata al follicolo che ha adesso dimensioni ridotte.
  5. Il follicolo riposa ed attende che le cellule staminali si attivino per dare il via ad un nuovo ciclo.

Ci sono però delle cure che vanno a riattivare in modo corretto questo meccanismo quando, per qualche motivo, non funziona più nel modo corretto. Prodotti, come shampoo o lozioni, a base di Minoxidil, sono utili contro l’alopecia androgenetica, sia in uomini che in donne.

Il prodotto va applicato due volte al giorno, massaggiando sulla parte colpita dal disturbo. La sua funzione però, più che di cura contro la calvizie, è quella di bloccarne la diffusione sul nascere, aiutando a mantenere i capelli rimasti. Un altro prodotto, che però funziona solo con soggetti di sesso maschile, è la Propecia, che fa ad agire sui livelli di testosterone. Alle volte Minoxidil e Propecia possono essere somministrati insieme, o essere usate anche come supporto per la chirurgia.

Il trattamento chirurgico è infatti l’alternativa al trattamento farmacologico. Consiste nel trapianto di follicoli piliferi, che vengono prelevati dalla parte posteriore della testa. Questi prelievi comportano però una riduzione della superficie del cuoio capelluto e le estremità, delle zone asportate, che vengono suturate tra di loro, lasciano delle cicatrici visibili.

I risultati che si ottengono con il trapianto di capelli variano da persona a persona, in base alla qualità ed alla quantità dei capelli sani. La soluzione migliore sarebbe però cercare di aiutare i capelli ad autorigenerarsi. Il dottor Cotsarelis se ne sta occupando, lavorando sulla manipolazione, in provetta, delle cellule staminali. Studi similari sono portati avanti anche dalla Aderans, una società giapponese.

La clonazione dei capelli, se così vogliamo chiamarla, sarà la soluzione, che speriamo sia presto accessibile, per risolvere tutti i problemi di calvizie.

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