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I sensi: sono solo cinque?

Ultimo aggiornamento – 11 Dicembre, 2014

Diciamo tutti che abbiamo 5 sensi: vista, udito, gusto, olfatto e tatto. Ma sapete una cosa? Non è esattamente così!

A parlare dei 5 sensi è stato due millenni fa Aristotele. Da allora, lo si continua a ripetere. Invece i nostri sensi sono molti di più – o molti di meno. Dipende da come si risponde alla domanda: i sensi, che cosa sono?

I sensi

I sensi sono le vie tramite cui percepiamo informazioni sul mondo e sul corpo. Se la mettiamo così, i sensi sono almeno tredici: come la mettiamo con la “propriocezione“? I suoi recettori si chiamano spindles e sono cellule fusiformi. Grazie ad essi, percepiamo la posizione nello spazio. Nel buio, nel silenzio, se si prova a congiungere l’indice destro e quello sinistro delle mani. Come si riesce?

Oppure l’equilibrio. Da bendati, comunque ci si muove e non si cade. Non è la vista, non è l’udito: è il sistema vestibolare a far percepire come cambia la posizione in relazione alla gravità. Si trova all’interno dell’orecchio, è una piccola ampolla di liquido e funziona come una livella a bolla. Ma anche la fame, la sete, l’urgenza di fare pipì – non sono a loro volta altri 3 sensi? Se facessimo molta attenzione, potremmo persino percepire la nostra pressione sanguigna, il pH del fluido cerebrospinale, e molto altro dello stato interno del nostro corpo.

Ci sono tanti sensi quanti recettori sensoriali

Si dice anche questo. Ma non sembra un sistema molto intuitivo. Abbiamo più di 1.000 recettori diversi per percepire distinte informazioni olfattive. Il tatto ha recettori specifici per temperatura, pressione, prurito etc etc. E il gusto? Abbiamo almeno 5 diversi recettori. Decisamente, si fa molto prima a parlare di 3 sensi che non di mille sensi.

I sensi sono informazioni in entrata

Cosa sono i sensi? In termini fisici, sono informazioni in entrata. E allora avremo 3 soli sensi:

  1. Il senso meccanico: tatto, udito, propriocezione.
  2. Il senso chimico: include gusto, olfatto e i sensi interni.
  3. Il senso luminoso: la vista.

I sensi? Non sono decisivi

C’è anche questa teoria, per cui i vari sensi altro non sono che i vari modi in cui le informazioni sensoriali in entrata vengono usate. Prendiamo la capacità umana di eco-locarsi. Ossia quel senso tipico dei pipistrelli di orientarsi nello spazio grazie all’eco. C’è addirittura una squadra di ciclisti ciechi che corre grazie a questo nostro senso, di cui in genere non ci serviamo. Perché in fondo, che senso è? Udito o vista? È l’udito usato come vista.

I sensi sono un tutto indistinto

E molto spesso si fondono insieme, i sensi. Quante volte la vista influenza il gusto? L’olfatto il tatto? Lo studio di queste connessioni farebbe luce su molte questioni: le percezioni sinestetiche, i meccanismi stessi della nostra coscienza, il marketing sensoriale.

Li diamo per scontati, eppure definire cosa siano i sensi è problematico. Se pensiamo a tutti i tipi di informazione che raggiungono il cervello, ci accorgiamo che la nostra è una sensibilità infinita – forse, il sesto senso (o quarto, o ennesimo) è proprio questo: la percezione della complessità. Che ci spinge a cercare, capire, conoscere – ed è proprio quello che ci rende uomini.

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