Sifilide in aumento tra i giovani: cos’è e come si cura

Salvatore Privitera | Divulgatore scientifico
A cura di Salvatore Privitera
Divulgatore scientifico

Data articolo – 10 Marzo, 2026

Giovane ragazza in visita dal medico

Negli ultimi anni si sta registrando un aumento dei casi di sifilide tra i giovani, anche tra gli adolescenti. A segnalare la situazione è l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha parlato di un fenomeno in crescita a livello internazionale e che riguarda anche l’Italia.

Secondo lo specialista, i nuovi casi coinvolgono sempre più spesso ragazzi molto giovani, anche tra i 15 e i 17 anni. Un dato che riporta l’attenzione sull’importanza della prevenzione e dell’educazione sessuale, soprattutto nelle fasce di età più giovani.

Cos’è la sifilide

La sifilide è un’infezione sessualmente trasmessa di origine batterica, causata dal batterio Treponema pallidum.

La trasmissione avviene principalmente attraverso rapporti sessuali non protetti, ma può essere trasmessa anche da madre a figlio durante la gravidanza.

Se diagnosticata e trattata tempestivamente, la malattia è generalmente curabile senza conseguenze. Tuttavia, quando non viene individuata in tempo, può evolvere in forme più gravi e provocare complicazioni anche importanti.

I sintomi della sifilide

La sifilide si sviluppa in diverse fasi, ognuna caratterizzata da sintomi differenti.

Nella fase primaria, la malattia si manifesta con la comparsa di una piccola ulcera indolore, chiamata sifiloma, che compare nel punto in cui è avvenuto il contagio.


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Successivamente si entra nella fase secondaria, che può comparire settimane o mesi dopo l’infezione. In questa fase possono manifestarsi:

Se la malattia non viene trattata, può entrare in una fase latente, durante la quale i sintomi scompaiono ma l’infezione rimane presente nell’organismo.

Nei casi più avanzati può svilupparsi la fase terziaria, oggi più rara ma potenzialmente molto grave, che può provocare danni a organi vitali come cuore, cervello e sistema nervoso.

Come si cura

La diagnosi della sifilide avviene attraverso specifici esami del sangue, chiamati test sierologici.

Una volta confermata l’infezione, il trattamento prevede generalmente la somministrazione di antibiotici, in particolare penicillina, che resta la terapia di riferimento.

Se la malattia viene diagnosticata nelle fasi iniziali, la cura è molto efficace e permette di eliminare l’infezione. Tuttavia, se la sifilide viene scoperta in una fase avanzata, eventuali danni agli organi possono non essere completamente reversibili.

La prevenzione resta fondamentale

Gli specialisti sottolineano che il modo più efficace per ridurre il rischio di infezione resta la prevenzione.

L’utilizzo del preservativo durante i rapporti sessuali rappresenta uno degli strumenti principali per proteggersi dalla sifilide e dalle altre infezioni sessualmente trasmesse.

Allo stesso tempo, test diagnostici precoci e maggiore informazione tra i giovani sono considerati fondamentali per individuare rapidamente eventuali infezioni e limitarne la diffusione.

 

FONTI:

 

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