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Soffri d’ansia? Ecco come capirlo

Vincenzo Russo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 09 Dicembre, 2015

Soffri d’ansia? Ecco come capirlo

L’ansia è una normale emozione umana che tutti abbiamo provato e proviamo. È un sistema di difesa che ci permette di affrontare con le dovute cautele situazioni problematiche o pericolose, come prendere una decisione, affrontare un esame o un problema di lavoro.

I disturbi d’ansia, tuttavia, sono una patologia caratterizzata da uno stato d’ansia estremo e quasi permanente, tale da creare un disagio che interferisce con la capacità della persona di condurre una normale vita di relazione. In questi casi, si parla di un disagio psicologico grave, classificato in diverse tipologie:

  • disturbo da panico
  • ansia sociale
  • fobie
  • disturbo d’ansia generalizzato

Il disturbo da panico

Le persone con questa condizione hanno sentimenti di terrore che colpiscono improvvisamente e ripetutamente. I sintomi fisici di un attacco di panico includono sudorazione, dolore al petto, palpitazioni insolitamente forti e una sensazione di soffocamento che può portare la persona a pensare di morire.

Ansia sociale

Chiamato anche fobia sociale, il disturbo d’ansia sociale comporta un’esagerata paura di affrontare le relazioni sociali quotidiane. La preoccupazione è spesso incentrata sulla paura del giudizio degli altri, sulla propria inadeguatezza e incapacità ad affrontare i problemi, che portano il paziente a isolarsi. A volte, questo disturbo si manifesta nel modo opposto, con comportamenti vistosi e imbarazzanti fino al ridicolo. 

Fobie specifiche

Una fobia specifica è un’intensa paura di un oggetto, di un animale o di una situazione ambientale come, ad esempio il volare. Si parla di fobia quando il livello di paura è così elevato da essere del tutto incongruente rispetto alla situazione, da rendere il paziente incapace di affrontarla e rinunciare. 

Disturbo d’ansia generalizzato

Questo disturbo comporta eccessiva preoccupazione e tensione, anche in situazioni del tutto prive di presupposti. 

Quali sono i sintomi di un disturbo d’ansia?

I sintomi possono variare in base al tipo di disturbo d’ansia, quelli comuni includono:

  • Sentimenti di paura e inquietudine
  • Problemi del sonno
  • Sudorazione eccessiva delle mani e dei piedi
  • Sensazione di mancanza di respiro
  • Palpitazioni
  • Incapacità di concentrazione
  • Secchezza della bocca
  • Intorpidimento o formicolio alle mani o ai piedi
  • Nausea e vertigini
  • Rigidità muscolare

Quali sono le cause dei disturbi d’ansia?

La causa dei disturbi d’ansia non è ancora nota, ma diversi studi forniscono conferme che molti di questi disturbi possano essere il frutto di una combinazione di fattori, tra i quali lo stress ambientale avrebbe, insieme ai probabili problemi di natura cerebrale, un ruolo significativo.

Come altre malattie cerebrali, i disturbi d’ansia possono essere causati da problemi di funzionamento dei circuiti cerebrali, in questo caso quelli che regolano la paura e le emozioni. Alcuni studi hanno dimostrato che uno stress molto forte o prolungato può modificare le cellule nervose, alterando il modo in cui questi circuiti trasmettono le informazioni da una regione del cervello a un’altra.

Altri studi sembrano provare che le persone con disturbi d’ansia hanno cambiamenti in alcune strutture cerebrali che controllano i ricordi, in particolare quelli di forti emozioni. Doversi studi hanno poi dimostrato che i disturbi d’ansia presentano caratteri di familiarità, il che significa che, almeno in parte, possano essere ereditati da uno o entrambi i genitori, come avviene per altre malattie.

Anche determinati fattori ambientali – come un forte trauma o un evento negativo particolarmente significativo – possono scatenare un disturbo d’ansia nei soggetti che hanno una predisposizione ereditaria a sviluppare la malattia.

Quanto sono comuni i disturbi d’ansia?

I disturbi d’ansia sono diffusissimi in tutti i paesi e colpiscono milioni di persone. Nella maggior parte dei casi, si manifestano durante l’infanzia, l’adolescenza e la prima età adulta. Colpiscono più spesso le donne che gli uomini e si verificano con uguale frequenza nei diversi gruppi razziali.

Come vengono diagnosticati? 

Poiché non esistono esami di laboratorio per la diagnosi dei disturbi d’ansia, il medico cercherà di determinare, dopo l’anamnesi personale e familiare, se esista un problema di natura fisica alla base dei sintomi manifestati.

Se non viene individuato alcun problema fisico e i sintomi sono evidenti e specifici, il paziente dovrà essere affidato alle cure di un professionista della salute mentale, specializzato per diagnosticare e trattare le malattie mentali. Psichiatri e psicologi utilizzano test e interviste di valutazione appositamente progettate.

Il medico basa la sua diagnosi sulla relazione tra intensità e la durata dei sintomi del paziente e il grado di interferenza con le normali attività quotidiane e la vita di relazione. Sulla base dei test e con l’osservazione e l’analisi dei comportamenti del paziente, il medico diagnosticherà il tipo di disturbo d’ansia di cui il paziente soffre.

Come si trattano i disturbi d’ansia?

Fortunatamente, sono stati fatti molti progressi negli ultimi due decenni nel trattamento di persone con disturbi d’ansia. L’approccio, naturalmente, è personalizzato in base al tipo di disturbo e alle diverse situazioni personali, tuttavia, il trattamento è, in genere, misto, una combinazione tra terapia farmacologica e psicoterapia.

I farmaci utilizzati per ridurre i sintomi dei disturbi d’ansia includono ansiolitici e antidepressivi, come le benzodiazepine, mentre la psicoterapia si basa sull’approccio cognitivo-comportamentale. Si tratta di un particolare tipo di psicoterapia in cui la persona impara a riconoscere e modificare modelli di pensiero e di comportamenti per ridurre ed allontanare le fobie.

Anche la terapia del rilassamento, insieme all’educazione a uno stile di vita più salutare, è utile e utilizzata.

Si possono prevenire i disturbi d’ansia?

Purtroppo, i disturbi d’ansia si possono prevenire anche se ci sono alcune attenzioni che, se assunte, possono ridurre le fasi acute nel numero e nell’intensità. Interrompere l’assunzione di caffeina e di cioccolato, ad esempio, e adottare una dieta che escluda alimenti, anche alcuni tipi di vegetali, che possono favorire l’insorgere di ansia.

Passare molto tempo all’aperto, facendo passeggiate rilassanti, anche da soli. Si è visto che i pazienti che passano più tempo all’aperto ottengono una riduzione dell’intensità dei sintomi.

Fonti

http://www.webmd.com/anxiety-panic/guide/mental-health-anxiety-disorders

http://www.rd.com/health/conditions/natural-anxiety-relief/

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