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Superare i traumi è questione di allenamento

Maria Brigida Deleonardis | Blogger

Ultimo aggiornamento – 04 Gennaio, 2011

Perché alcune persone reagiscono ai problemi in maniera efficace e altre soccombono alle difficoltà? Che cos’è la capacità di ripresa che alcune persone riescono ad attivare di fronte alle sconfitte della vita?

La scienza da anni sta cercando di capire le cause di questa attitudine ma le risposte non sono univoche. Le ricerche più recenti sostengono che la capacità di reagire sia legata
alla personalità e alla quantità di situazioni avverse che la persona ha
dovuto affrontare in passato.

“La frequenza fa la differenza”, riassume Roxane Cohen Silver, psicologa alla University of California, Irvine. “Ogni evento negativo – prosegue -, spinge le persone ad attivare le risorse per affrontarlo e le obbliga a sfruttare le loro capacità, a fare ricorso al proprio network di amicizie e a distinguere tra amici veri e semplici conoscenti. Quello che si impara in queste circostanze è importante per affrontare le difficoltà future”.

Queste conclusioni derivano da uno studio che la dottoressa Cohen Silver ha condotto con la collega di ateneo E. Alison Holman e con Mark D. Seery, della State University di Buffalo.
Per diversi anni i ricercatori hanno monitorato il benessere psicologico di duemila adulti che avevano dovuto indicare le esperienze negative (per esempio una malattia seria, la perdita di un amico o un parente, un divorzio) che avevano vissuto. Centonovantaquattro di questi non avevano indicato nessuna esperienza traumatica. A un’analisi più profonda era emerso un dato interessante: chi non aveva traumi alle spalle aveva lo stesso grado di benessere di chi aveva dovuto affrontare fino a dodici problemi gravi nel corso della vita. Coloro che dimostravano maggior benessere erano coloro che stavano nel mezzo (avevano cioè subito dai due ai sei eventi stressanti) e avevano anche
una maggior capacità di ripresa di fronte alle difficoltà. Chi aveva dovuto affrontare più di dodici eventi stressanti, invece, dimostrava il più basso tasso di benessere.

Secondo altre ricerche le esperienze negative potrebbero inoltre insegnare strategie di auto-terapia. Secondo i test condotti dall’Università di Denver e dai ricercatori dell’ateneo di Basilea su 78 donne, si è verificato che alcune tra loro avevano una maggior
capacità di adattare le proprie risposte emotive ai contesti traumatici senza sviluppare tendenze depressive eccessive. Questa capacità di auto-aiuto, innata in alcuni, secondo gli studiosi potrebbe essere “allenata” affrontando un certo numero di difficoltà.
In sostanza anche in questo campo le capacità si sviluppano con l’esercizio.

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