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Trapianti umani: organi e tessuti provenienti dai maiali

Ultimo aggiornamento – 19 ottobre, 2015

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Secondo un nuovo studio condotto presso la Harvard University, l’ingegneria genetica potrebbe permettere in un futuro non molto lontano di “trapiantare” nell’uomo organi e tessuti provenienti dai maiali.
In particolare, l’equipe del Prof. George Church della Harvard University ha sfruttato una tecnica chiamata CRISPR per modificare il DNA delle cellule dei suini per rendere queste stesse cellule adatte per essere “inserite” nel corpo umano.
In altre parole, mediante la tecnica CRISPR, sarebbe possibile alterare il corredo genetico dei maiali per rendere gli organi di questi animali più simili a quelli dell’uomo.

La CRISPR è una tecnica scientifica relativamente innovativa che sfrutta enzimi e batteri opportunamente “modificati” per “tagliare” il Dna in modo estremamente accurato.
Se questi studi dovessero portare a dei buoni risultati, in futuro potremmo avere organi di maiali trapiantati nell’uomo e ciò potrebbe sopperire alla cronica carenza di organi umani.

I primi studi sull’argomento, pubblicati dalla rivista Science, evidenziano comunque i rischi legati al rigetto e alle possibili infezioni di origine virale.
Il professor Church e i suoi collaboratori hanno dunque, cercato di risolvere le due principali questioni che fino ad oggi non hanno permesso di utilizzare gli organi dei suini nell’uomo.
La prima questione riguarda la presenza del retrovirus endogeno suino (Perv) presente nella linea cellulare del maiale e potenzialmente rischioso perché, almeno in vitro, è capace di infettare le cellule umane.
Il Prof. Church ha risolto il problema sfruttando la CRISPR: mediante questa raffinata metodologia, sono stati eliminati i 62 geni legati al virus dal Dna degli embrioni dei maiali.
Il secondo limite che finora non ha permesso di effettuare xenotrapianti, ovvero “impianti” nell’uomo di organi appartenenti ad animali, è legato ai rischi di rigetto dovuto al fatto che il sistema immunitario umano non riconosce “materiale” estraneo e lo attacca costringendo poi il paziente a sottoporsi a terapie immunosoppressive. Per risolvere questo problema, i ricercatori della Harvard University hanno modificato in alcuni embrioni di maiali 20 geni che codificano per le proteine presenti sulla superficie delle cellule e che sono responsabili della risposta immunitaria.

Secondo la Dott.ssa Sarah Chan dell’Università di Edimburgo, una volta affrontate le questioni relative alla sicurezza, dovremmo comunque essere consapevoli dei possibili problemi culturali e sociali connessi con l’uso di organi di maiale per il trapianto su esseri umani. Tuttavia, i risultati dello studio aprono la strada all’utilizzo nell’uomo di organi appartenenti ad animali.

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