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La nuova pillola contraccettiva e il rischio di trombosi

Elisabetta Ciccolella | Farmacista

Ultimo aggiornamento – 04 Giugno, 2015

La nuova pillola contraccettiva e il rischio di trombosi

Secondo un recente studio epidemiologico, condotto presso la Nottingham University e pubblicato sul British Medical Journal,  le molecole di nuova generazione utilizzate come anticoncezionali orali causano effetti collaterali più pesanti rispetto a quelle già esistenti. In particolare, la ricerca ha analizzato il legame esistente tra l’uso dei contraccettivi orali di terza generazione, contenenti principi attivi come desogestrel, gestodene, drospirenone e ciproterone, e il rischio di tromboembolismo venoso, evento patologico che comprende sia episodi di trombosi a carico delle vene profonde, soprattutto degli arti inferiori, che i casi di embolia polmonare.

I sorprendenti risultati della ricerca mostrano come la “pillola” contenente molecole più moderne possa causare maggiori rischi di eventi trombotici venosi nella popolazione femminile sottoposta al trattamento con questo tipo di farmaci.

Lo studio

Nel corso dello studio, i ricercatori britannici hanno posto a confronto i casi di un gruppo composto da 10.500 donne, tra i 15 e i 49 anni, colpite da episodi di trombosi venosa, con le caratteristiche di un altro gruppo composto da circa 42.000 donne della stessa età e con gli stessi fattori di rischio, ma senza trombosi.

Dopo una attenta analisi dei due gruppi rappresentativi delle popolazione femminile in età fertile, gli scienziati hanno concluso che la probabilità di incorrere in un evento di trombosi venosa nelle donne che assumono anticoncezionali orali di ultima generazione è da 3,6 a 4,3 volte maggiore rispetto a coloro che non assumono la “pillola”.

Inoltre, lo studio mostra anche come i contraccettivi orali di seconda generazione, ovvero meno recenti e contenenti molecole quali noretisterone, levonorgestrel o norgestimato, possano causare un rischio di 2,5 volte maggiore di sviluppare episodi di tromboembolismo venoso per le donne che assumono questo tipo di farmaci rispetto a chi non fa uso di contraccettivi orali: questo rischio è tuttavia di gran lunga più basso rispetto a quello provocato dagli anticoncezionali orali più recenti e solo teoricamente più innovativi e sicuri.

 

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