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Come funziona la dialisi? Tutto ciò che dobbiamo sapere per vivere meglio!

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Dialisi: tutto quello che si deve sapere
Indice

La dialisi è un trattamento necessario quando i reni non sono più in grado di funzionare, diffusa in tutto il mondo dagli anni Sessanta, che assicura un’aspettativa di vita che va dai 5 ai 10 anni, sfiorando picchi molto più alti in presenza di condizioni mediche generali abbastanza buone.

Il trattamento si rende necessario quando l’insufficienza renale arriva a uno stadio avanzato, con riduzione della funzionalità renale di circa il 10%. L’obiettivo della dialisi è quello di:

  • Eliminare le scorie azotate, il sale e l’acqua in eccesso
  • Mantenere il livello ematico di potassio, sodio e bicarbonato
  • Controllare la pressione sanguigna

Alcuni tipi di insufficienza renale acuta migliorano dopo questo trattamento. In alcuni casi d’insufficienza renale acuta, invece, la dialisi può essere necessaria soltanto per un breve periodo, fino a quando le funzionalità dei reni non avranno registrato miglioramenti.

In caso d’insufficienza renale cronica o allo stadio terminale, i reni non potranno ristabilirsi e sarà necessaria la dialisi per il resto della vita. In quest’ultimo caso, si può scegliere di essere inseriti in una lista d’attesa per il trapianto di rene.

Cerchiamo di capire insieme tutte le caratteristiche di questo trattamento che, in moltissimi casi, può davvero salvare e migliorare la vita di una persona.

Emodialisi: ecco come funziona

La dialisi, come abbiamo visto, è un trattamento che, artificialmente, rimuove dal sangue i prodotti di scarto e i liquidi in eccesso, sostituendosi appunto ai reni stessi. In particolare, nell’emodialisi, una macchina filtra i rifiuti e i liquidi in eccesso dal sangue. Nella dialisi peritoneale, un tubo sottile (catetere) inserito nell’addome, riempie la cavità addominale con una soluzione di dialisi che assorbe i rifiuti e i liquidi in eccesso. Vediamone insieme tutte le caratteristiche:

Nell’emodialisi, un macchinario funge da rene artificiale ed è utilizzato per rimuovere i rifiuti, le sostanze chimiche in eccesso e i liquidi dal sangue. Per poter eseguire l’emodialisi, è necessario ottenere un accesso (ingresso) ai vasi sanguigni, attraverso un piccolo intervento chirurgico eseguito generalmente al braccio o alla gamba.

A volte, l’accesso è realizzato unendo un’arteria a una vena sotto la pelle per ottenere un vaso sanguigno più grande, chiamato fistola. Occasionalmente, l’accesso è eseguito per mezzo di un tubo di plastica sottile, chiamato catetere, che viene inserito in una grande vena del collo. Questo tipo di accesso può essere temporaneo, ma a volte è usato per anche per il trattamento a lungo termine.

Solitamente, ogni trattamento di emodialisi dura circa quattro ore e viene effettuato tre volte alla settimana.

Cosa aspettarsi dalla dialisi peritoneale

Se si è sottoposti a dialisi peritoneale, invece, il sangue è ripulito all’interno del corpo. Un intervento chirurgico servirà ad inserire un catetere nell’addome per effettuare l’accesso. Durante il trattamento, l’area addominale (cavità peritoneale) è lentamente riempita di una soluzione specifica, il dializzato, attraverso il catetere stesso. Il sangue, in questo modo, rimane nelle arterie e nelle vene che rivestono la cavità peritoneale. I fluidi e rifiuti in eccesso si riversano nel dializzato. Esistono due tipi di dialisi peritoneale:

  1. La dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD) viene eseguita senza l’ausilio di macchinari, senza l’aiuto di un medico o di un infermiere, di solito quattro o cinque volte al giorno a casa e/o al lavoro. Un sacchetto di soluzione (dializzato) viene introdotto nella cavità peritoneale attraverso il catetere e lì vi rimane per circa quattro o cinque ore, prima che il dializzato venga scaricato nuovamente dentro il sacchetto e gettato via.
  2. La dialisi peritoneale automatizzata (APD) viene eseguita in casa, utilizzando una speciale macchina chiamata cycler. Questo trattamento è comunque molto simile alla CAPD tranne che per il numero di cicli (scambi) che vengono effettuati. Ogni ciclo dura circa due ore e gli scambi sono fatti per tutta la notte mentre si dorme.

La dialisi, generalmente, non è dolorosa. Si può avvertire un certo disagio quando sono inseriti gli accessi, come la fistola o il catetere, ma la maggior parte dei pazienti non riscontra particolari problemi. Infatti, il trattamento di dialisi è in sé indolore. Sono molti i pazienti che vivono una vita normale, nonostante i trattamenti richiedano molto tempo: la dialisi, però, contribuisce a stare meglio, alleviando gran parte dei disturbi causati dall’insufficienza renale.

Persino viaggiare è possibile! Esistono centri di dialisi in ogni parte del mondo ed il trattamento è standardizzato.
PS: Se volete girare il mondo, per evitare di perdere la seduta, ricordate di prenotare il trattamento. In questi casi, c’è poco da scherzare!

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