Zanzare e birra, esiste davvero un legame? Cosa dice la scienza sul rischio di punture

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 25 Giugno, 2026

Una persona che viene punta dalle zanzare

C’è chi, durante una serata all’aperto, viene preso di mira dalle zanzare e chi invece sembra quasi ignorato. Diverse ricerche hanno mostrato che le zanzare sono in grado di distinguere tra individui diversi e di orientarsi verso alcune persone più che verso altre. La loro scelta non dipende da un unico elemento, ma da una combinazione di segnali biologici che questi insetti riescono a percepire anche a distanza.

Le responsabili delle punture sono le femmine di zanzara, che cercano sangue per completare il ciclo riproduttivo. Per individuare una possibile fonte, utilizzano più segnali: l’anidride carbonica emessa con il respiro, il calore corporeo, l’umidità della pelle e gli odori prodotti dall’organismo. Questi elementi, insieme, permettono alle zanzare di avvicinarsi e poi selezionare il bersaglio considerato più interessante.

L’attrattività di una persona, però, non è fissa. Può cambiare nel tempo in base allo stato fisico, all’alimentazione, alla sudorazione, alla temperatura corporea e ad alcune condizioni particolari, come la gravidanza.

L’odore della pelle è uno dei fattori principali

Tra tutti i segnali studiati, l’odore corporeo sembra avere un ruolo centrale. La pelle umana rilascia centinaia di composti chimici diversi, prodotti sia dal metabolismo sia dai microrganismi che vivono naturalmente sulla sua superficie. Queste sostanze formano una sorta di firma olfattiva, diversa da persona a persona.

Secondo gli studi citati dagli esperti, alcune combinazioni di composti odorosi risultano più attraenti per le zanzare. In particolare, sono stati individuati composti legati alla degradazione del sebo cutaneo che possono aumentare il rischio di essere punti. Anche piccole variazioni nella concentrazione di queste sostanze possono modificare il comportamento degli insetti.


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Questo spiega perché due persone sedute nello stesso luogo, alla stessa ora e con abiti simili possano avere esperienze molto diverse. Per le zanzare, non conta soltanto la presenza umana: conta il tipo di segnali chimici che ogni corpo emette.

Anidride carbonica, calore e umidità: i primi segnali

Il primo richiamo per le zanzare è spesso l’anidride carbonica. Ogni volta che respiriamo, ne emettiamo una certa quantità, e questi insetti sono capaci di intercettarla. Una volta avvicinate, entrano in gioco altri indicatori più ravvicinati, come il calore della pelle e l’umidità.

Il calore corporeo aiuta la zanzara a individuare una zona adatta su cui posarsi. L’umidità, invece, può segnalare la presenza di sudore o di una pelle più favorevole. È per questo che nelle giornate calde, dopo attività fisica o in ambienti afosi, alcune persone possono risultare ancora più esposte.

Questi meccanismi non agiscono separatamente. La zanzara non “sceglie” solo perché una persona respira di più, suda di più o ha un odore particolare. È la somma dei segnali a renderla più o meno attratta.

Gravidanza e maggiore rischio di punture

Alcuni studi hanno osservato che le donne in gravidanza, soprattutto durante il secondo trimestre, tendono ad attirare più zanzare rispetto ad altre persone. Gli esperti ritengono che questo possa dipendere da cambiamenti fisiologici legati alla gestazione.

Durante la gravidanza possono modificarsi la temperatura corporea, la respirazione e la produzione di alcuni composti odorosi. Tutti elementi che possono rendere più facile per le zanzare individuare una possibile ospite. Anche in questo caso, non si tratta di un singolo fattore, ma di un insieme di cambiamenti che alterano il modo in cui il corpo viene percepito dagli insetti.

Il dato è importante soprattutto nelle aree in cui le zanzare possono trasmettere malattie. Una maggiore attrattività, infatti, può tradursi in un rischio più alto di punture e quindi in una maggiore necessità di protezione.

Il gruppo sanguigno convince meno gli esperti

Tra le credenze più diffuse c’è quella secondo cui le zanzare preferirebbero determinati gruppi sanguigni. L’idea è molto popolare, ma le evidenze scientifiche disponibili non hanno confermato in modo definitivo questa teoria.

Lo stesso vale per altre convinzioni comuni, come una presunta preferenza delle zanzare per il colore della pelle, degli occhi o dei capelli. Secondo gli studiosi, questi elementi non hanno un peso solido nella letteratura scientifica. A guidare davvero la scelta sembrano essere soprattutto gli odori, i segnali metabolici, il calore e l’anidride carbonica.

In altre parole, non basta appartenere a un certo gruppo sanguigno per essere automaticamente più esposti. Il comportamento delle zanzare è più complesso e dipende da un insieme di caratteristiche biologiche e ambientali.

La birra può rendere più “interessanti” per le zanzare

Tra i fattori più curiosi studiati dagli scienziati c’è il consumo di birra. Diverse ricerche hanno evidenziato una correlazione tra l’assunzione di questa bevanda e un aumento dell’attrazione esercitata sulle zanzare. Non significa che bere birra provochi automaticamente più punture, ma i dati suggeriscono che possa rendere alcune persone più appetibili per questi insetti.

Le possibili spiegazioni sono diverse. Dopo aver bevuto birra, può verificarsi un lieve aumento della temperatura corporea, una maggiore emissione di anidride carbonica e una modifica dell’odore della pelle. Tutti fattori che, singolarmente o insieme, possono influenzare il comportamento delle zanzare.

Alcuni studi hanno rilevato che le persone che avevano consumato birra nelle ore precedenti risultavano statisticamente più attraenti per le zanzare rispetto a chi non ne aveva bevuta. È un’associazione interessante, anche se non va trasformata in una regola assoluta valida per tutti.

Come ridurre il rischio di punture

Gli specialisti consigliano alcune misure semplici ma utili. Indossare abiti larghi e coprenti può ridurre le aree di pelle esposte. I repellenti specifici aiutano a limitare il contatto con gli insetti, mentre le zanzariere alle finestre restano una barriera efficace negli ambienti domestici.

È importante anche eliminare o ridurre i ristagni d’acqua vicino alle abitazioni, perché sono luoghi favorevoli alla riproduzione delle zanzare. Nelle giornate molto calde può essere utile preferire pasti più leggeri e moderare il consumo di alcol, soprattutto nelle aree dove le zanzare sono numerose.

Non esiste un modo per diventare completamente “invisibili” alle zanzare. Si può però ridurre l’esposizione, limitare i fattori che aumentano l’attrattività e adottare comportamenti più prudenti. La scelta del bersaglio, per questi insetti, è il risultato di molti segnali. Conoscerli aiuta a proteggersi meglio.

Fonti:

TGCom24 - Zanzare, il consumo di birra aumenta il rischio di punture? Ecco cosa dice la scienza

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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