Zecche e zanzare cambiano stagione: come cambia il rischio di malattie in Italia

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 16 Marzo, 2026

Una donna si protegge sa zecche e zanzare al parco.

Come sta cambiando la diffusione delle malattie trasmesse da insetti e animali

Il cambiamento climatico e la trasformazione degli ecosistemi stanno modificando la diffusione di insetti e animali vettori di malattie. Zecche, zanzare e flebotomi compaiono in nuovi territori e nuovi periodi. 

Anche in Italia alcune infezioni stanno cambiando geografia e stagionalità. 

Vediamo come si stanno modificando e come proteggersi dal rischio di malattie in Italia.

Malattie trasmesse dagli animali: come stanno cambiando in Italia

Con la primavera alle porte, sulla soglia tornano anche zecche, zanzare e altri insetti vettori di malattie, capaci di trasmettere infezioni a uomini e animali.


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Sebbene si sia sempre discusso in termini di stagionalità, oggi gli esperti osservano un cambiamento: questi insetti non scompaiono più davvero durante l’inverno e stanno diventando sempre più diffusi anche in aree dove prima erano rari.

Ma quali sono le motivazioni profonde?

Il fenomeno è legato soprattutto al cambiamento climatico, che con temperature più alte e inverni più miti favorisce la sopravvivenza e l’espansione dei vettori.

Non a caso, durante un recente convegno sulle zoonosi all’Ospedale Molinette di Torino, gli specialisti hanno segnalato la presenza di zecche fino a 2.000 metri di altitudine, un dato che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato insolito.

Leishmaniosi e altre zoonosi: perché stanno aumentando

Tra le infezioni che stanno cambiando distribuzione in Italia c’è la leishmaniosi, una malattia trasmessa dai flebotomi (specie di moscerini) e che ha nel cane il suo principale serbatoio.


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In passato la malattia era diffusa soprattutto nel Sud Italia e nelle isole, ma negli ultimi vent’anni è stata segnalata con sempre maggiore frequenza anche nelle regioni settentrionali.

Secondo gli esperti, l’aumento delle zoonosi dipende da fattori sia globali sia locali.

Vediamo quali:

  • aumento delle temperature e inverni più miti che favoriscono la sopravvivenza degli insetti vettori;
  • espansione degli habitat urbani e periurbani con maggiore contatto tra uomo e fauna selvatica;
  • abbandono di alcune aree rurali che ha favorito la proliferazione di specie animali selvatiche;
  • maggiore mobilità di persone e animali domestici tra diverse regioni.

Proprio la mobilità può facilitare la diffusione di alcune infezioni.

Ad esempio? Un cane che soggiorna in aree dove la leishmaniosi è endemica può contrarre la malattia e, una volta tornato in altre zone del Paese, contribuire alla diffusione del patogeno se il clima locale permette ai vettori di sopravvivere.

Zecche e insetti vettori: come stanno cambiando i periodi di presenza 

Uno degli aspetti con maggiore rilevanza riguarda la stagionalità degli insetti vettori, che negli ultimi anni si è modificata sensibilmente.

In passato molti di questi insetti erano attivi soprattutto nei mesi più caldi, mentre oggi la loro presenza tende a prolungarsi per periodi più lunghi dell’anno.

Indicativamente:

  • zecche: un tempo concentrate tra primavera e inizio estate, oggi possono essere presenti già da febbraio-marzo fino all’autunno inoltrato, con attività che in alcune aree prosegue anche nei mesi invernali più miti;
  • zanzare: la stagione di attività si è estesa e può iniziare già in aprile, proseguendo fino a ottobre o novembre;
  • flebotomi (i vettori della leishmaniosi): tradizionalmente presenti in estate, oggi possono comparire già tra fine primavera e inizio autunno.

Questo significa che chi frequenta ambienti naturali, come boschi, sentieri di montagna o aree verdi, dovrebbe prestare attenzione per un periodo più lungo dell’anno rispetto al passato.

Come proteggersi

Vi sono fondamentali precauzioni consigliate quando si frequentano ambienti naturali. Vediamole:

  • indossare pantaloni lunghi e calze alte durante escursioni nei boschi o nell’erba alta;
  • utilizzare repellenti per insetti quando indicato;
  • controllare la pelle e gli indumenti al termine delle attività all’aperto;
  • verificare la presenza di zecche anche sugli animali domestici dopo passeggiate nella natura.

Zecche e zanzare cambiano stagione: dengue, chikungunya e West Nile

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso anche di arbovirosi, cioè infezioni virali trasmesse da artropodi come zanzare e zecche.

Tra le principali malattie monitorate in Europa e in Italia vi sono:

  • dengue;
  • chikungunya;
  • virus del Nilo Occidentale (West Nile);
  • virus Zika.

La presenza ormai stabile della zanzara tigre, arrivata in Italia negli anni Novanta e oggi ampiamente diffusa sul territorio, ha contribuito a rendere possibile la comparsa di alcuni focolai autoctoni di queste infezioni, ovvero casi contratti direttamente nel Paese e non importati da viaggi all’estero.

Rischio di malattie: animali domestici e prevenzione

La diffusione delle zoonosi richiama l’attenzione sull’importanza dell’approccio One Health, un modello che considera strettamente interconnesse la salute umana, quella animale e quella dell’ambiente.

Nel caso degli animali domestici, alcune precauzioni possono contribuire a ridurre il rischio di infezioni.

Tra le principali misure di prevenzione:

  • consultare il veterinario per scegliere la profilassi antiparassitaria più adatta;
  • utilizzare regolarmente antiparassitari e, quando indicato, vaccini per alcune malattie come la leishmaniosi;
  • mantenere un’adeguata igiene delle lettiere dei gatti utilizzando guanti protettivi;
  • evitare ristagni d’acqua nei balconi e nei giardini, che favoriscono la proliferazione delle zanzare.

Anche piccoli gesti quotidiani, come eliminare l’acqua stagnante nei sottovasi, possono contribuire a ridurre la presenza di insetti vettori.

Zecche e zanzare: come funziona il sistema di sorveglianza in Italia?

Nonostante l’aumento di queste malattie, in Italia esiste un sistema di sorveglianza che monitora la presenza di arbovirosi su più livelli.

Il controllo riguarda infatti:

  • animali sentinella come uccelli e cavalli;
  • popolazioni di insetti vettori;
  • casi umani segnalati dai sistemi sanitari.

Questo sistema consente di individuare precocemente eventuali focolai e intervenire con misure di prevenzione e bonifica ambientale, contribuendo a contenere la diffusione delle infezioni.

Ambiente, animali e salute umana sono collegati, e tale consapevolezza incarna la vera chiave imprescindibile per affrontare le sfide poste dalle malattie emergenti.


Fonti:

Corriere della Sera - Malattie trasmesse dagli animali: Come cambiano luoghi e periodi

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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