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Quale terapia dovrebbe seguire un uomo di 88 anni affetto da demenza senile?

Buongiorno, mio papà di 88 anni è affetto da demenza senile ad uno stadio moderato. Su consiglio di un geriatra, ha iniziato la seguente terapia: alla mattina, 10 gocce di Serenase 2 mg, alla sera, 20 gocce di Serenase 2 mg e una compressa di trittico 75 mg (all'occorrenza trittico gocce 60 mg, 7/8 gocce, anche 3 volte al dì, per ora mai usato), dopo una settimana di terapia, le condizioni di mio padre sono peggiorate: disorientamento, difficoltà di deambulazione, difficoltà nel disegnare (sua attuale passione), continui risvegli notturni e pomeridiani in cui deambula come un sonnambulo fino a cadere in terra, sembra sognare ad occhi aperti, sembra uno zombi; anche l'espressione del viso non è più la stessa: occhi semichiusi ed inespressivi, tratti del viso che sembrano essere contratti. Il geriatra vorrebbe aumentare le gocce di Serenase, io non sono molto convinta, lei cosa ne pensa? Potrebbe darmi qualche consiglio? Prima della terapia mio padre manifestava sintomi quali: difficoltà di memoria, soprattutto per episodi recenti, disorientamento temporale (confondere i giorni della settimana), anomia, difficoltà nell’eseguire compiti complessi, episodi di ansia, depressione, irritabilità ed altri sintomi tipici di questa patologia. L'unico medicinale che prendeva, prima della visita geriatrica, era il Talofen che però non aveva più molta efficacia. La ringrazio. Cordialmente.

La terapia impostata non è di per sé errata né in qualità di farmaci né in posologia (tenuto conto che il Talofen già provato era inefficace). Purtroppo però, a volte, si verificano risposte paradosse ai farmaci antidepressivi e neurolettici come il trittico ed il Serenase (ossia il farmaco peggiora i sintomi che dovrebbe controllare).

A mio parere quindi, non rischierei un loro aumento di dosaggio. Piuttosto, varrebbe la pena provare con farmaci diversi.

È un po' procedere per tentativi fino a trovare il farmaco giusto (cosa forse poco scientifica, ma in geriatria tutt'altro che rara).

Previo consulto col collega che ha in cura tuo papà, potrei proporre ad esempio la Quetiapina (da iniziare con dosaggio basso, da incrementare molto gradualmente in base alla risposta clinica).

Cordiali saluti

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Risposta a cura di:
Dr. Fabio Perico
Dr. Fabio Perico
Bergamo
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