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Come si può aiutare un ragazzo a capire la sua sessualità?

Convivo con il mio ragazzo da un anno. Il sesso tra noi è sempre stato un argomento discusso, per via della sua mancanza di dedizione nei confronti del mio piacere. Nei primi mesi della nostra relazione, gli feci notare la mia insoddisfazione in maniera molto pacata, ma poiché non notavo miglioramenti, le mie maniere diventarono sempre più brusche, finché un giorno, quando ero sul punto di lasciarlo, scoppiò a piangere e mi raccontò di aver avuto solo poche esperienze prima di me (cosa che a me risultava già palese). Tuttavia, si ripromise di impegnarsi a darmi più spazio nei nostri momenti intimi. Ciò ovviamente non successe, per mesi continuai a parlargliene, finché, su un altro punto di rottura, mi confessò un fatto successo nella sua infanzia: era solo un bambino, quando ebbe il suo primo rapporto anale con un suo amichetto. Di per sé, questo fatto non mi sconvolse: i bambini sono sessualmente curiosi, ma il suo orrore nel raccontarmi il disgustoso ricordo mi colpì molto. Capii subito che quello era il problema che si insinuava fin sotto le nostre lenzuola. E' terrorizzato dall'idea di essere gay. Ciò che più lo eccita durante i nostri rapporti, è farsi sottomettere e mimare una penetrazione anale di cui lui è parte passiva, ma solo per pochi secondi, finché non se ne vergogna e cambia posizione. È vagina-repellente: esclusi i momenti della penetrazione, si tiene sempre a debita distanza dalla vagina o dal clitoride (se non pochi eventi in cui necessario). Non si preoccupa se, dopo un anno di discussioni e lezioni di stimolazione clitoridea e vaginale, ancora non sia mai riuscito a farmi venire. Non mi guarda spesso e non si eccita guardandomi. Gli ho consigliato di consultare un sessuologo, ma la sua risposta non è stata positiva. Credo abbia timore possano dirgli che sia omosessuale. Io, dal canto mio, ho fatto tutto ciò che potevo, non so come aiutarlo in questa storia, che affatica anche me e mi impedisce di godermi il nostro rapporto. So di meritare una relazione sessuale appagante e stimolante; so che non è giusto dare 100 e ricevere 10; so che le fantasie e i nuovi giochi sarebbe più bello se fossero ideati da entrambi. Voglio davvero bene a questo ragazzo, vorrei sapere se è possibile risolvere questo problema.

Cara utente,

dal racconto, si evince che il ragazzo ha necessità di una psicoterapia psicodinamica per rimuovere eventuali disturbi omosessuali che crede di avere.

Devo affermare che l'omosessualità è latente in tutti noi, diventarlo cioè farsi guidare da un orientamento sessuale, non è una malattia.

Credo che necessiti, oltre ad una psicoterapia, anche una di coppia con sessuologo iscritto allal FISS che,con tecniche appropriate al caso, può aiutarvi nel risolvere i quesiti posti.

Auguri

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Risposta a cura di:
Dr. Sergio Puggelli
Dr. Sergio Puggelli
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Prato - Via Galcianese, 93/12, 59100 Prato PO
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