icon/back Indietro Esplora per argomento

I migliori integratori per controllare il colesterolo

Redazione

Ultimo aggiornamento – 04 Luglio, 2022

Integratori per il Colesterolo: Quali Sono e Come Agiscono

Gli integratori alimentari per il colesterolo rappresentano una vasta e variegata categoria di prodotti che possono apportare, se associati ad una corretta alimentazione e attività fisica, una significativa correzione dello stile di vita. 

Sono visti come dei farmaci, ma nonostante non lo siano, sono prodotti che devono essere assunti soltanto dopo aver ottenuto il parere affermativo del proprio medico, soprattutto se importante quando si assumono altri farmaci, se si soffre, o si ha sofferto, di patologie importanti e durante la gravidanza e l'allattamento.

Vediamo, più nel dettaglio, quali sono, e come funzionano, i migliori integratori per il colesterolo.

Quali sono gli integratori per il colesterolo e come agiscono?

Generalmente, gli integratori ipocolesterolizzanti contengono numerosi elementi efficaci nel ridurre il valore del colesterolo alto, come ad esempio:

  • Acidi grassi
  • Omega 3
  • Omega 6
  • Proteine della soia: in particolare lecitina di soia
  • Polifenoli
  • Aglio
  • Chitosano
  • Olio di canapa
  • Riso rosso fermentato
  • Berberina

Spesso, questi elementi lavorano in sinergia con altri principi attivi che ne possono potenziare l’effetto, come gli antiossidanti e fibre.

Esistono varie categorie di integratori per il colesterolo, come ad esempio quelli che hanno una formulazione a base di fibra:

  • semi di psillio;
  • glucomannano;
  • pectina;
  • gomma di Guar;
  • gomma di karaya.

Gli integratori per il colesterolo sono efficaci?

Per quanto riguarda la modalità d’azione dagli integratori per il colesterolo, occorre dividere i principi attivi per meccanismo d’azione

Esistono vari tipi di inibitori, come:

  • gli inibitori per l'assorbimento del colesterolo, come ad esempio chitosani e fitosteroli;
  • gli inibitori della sintesi del colesterolo a livello epatico, come ad esempio il riso rosso fermentato;
  • gli induttori di escrezioni di colesterolo LDL, come ad esempio la berberina e gli Omega 3.

Per stabilire se un integratore rappresenta un’alternativa ai farmaci e può portare, quindi, un beneficio al paziente, è necessaria una valutazione approfondita del rischio cardiovascolare complessivo della persona.

Tale scelta deve essere fatta dal medico che, in base alla situazione specifica del paziente, potrà stabilire la strada più efficace per controllare il colesterolo.

In generale, l’integratore può essere un primo approccio per persone con:

  • valori di colesterolo leggermente elevati;
  • rischio cardiovascolare basso o moderato; 
  • percorso di correzione dello stile di vita (dieta, abolizione del fumo, movimento regolare);
  • sindrome metabolica.

L'uso di integratori per il colesterolo è sconsigliato per chi:

  • ha un rischio cardiovascolare medio/alto;
  • ha una forma di ipercolesterolemia familiare;
  • ha avuto un problema cardiaco;
  • ha delle placche nelle arterie.

Dalla letteratura scientifica, sappiamo che gli integratori, anche i più efficaci, come quelli a base di riso rosso fermentato, riducono i livelli di colesterolo nel sangue ma ancora non c’è una risposta definitiva sul fatto che possano ridurre anche gli eventi cardiovascolari, come infarto e ictus.

In ogni caso, come riportato anche in precedenza, è sempre opportuno rivolgersi al medico.

Condividi
Redazione
Scritto da Redazione

La redazione di Pazienti.it crea contenuti volti a intercettare e approfondire tutte le tematiche riguardanti la salute e il benessere psificofisico umano e animale. Realizza news e articoli di attualità, interviste agli esperti, suggerimenti e spunti accuratamente redatti e raccolti all'interno di categorie specifiche, per chi vuole ricercare e prendersi cura del proprio benessere.

a cura di Dr.ssa Irené Matichecchia
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
icon/chat