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Avvelenamento da cromo

Curatore scientifico
Dr. Alberto Siclari
Specialità del contenuto
Pronto Soccorso Medicina generale

In cosa consiste l'avvelenamento da cromo?

Come metallo il cromo non presenta una tossicità particolarmente elevata, ma i suoi composti solubili lo sono di più, specie l’acido cromico, i cromati e i bicromati.

Il cromo entra nell'aria, nell'acqua e nel terreno in forma di cromo (III) e cromo (VI), creatisi attraverso processi naturali o attività umane, tra queste, quelle che aumentano le concentrazioni di cromo (III) sono:  lavorazione di acciaio, cuoio e tessuti.

Il cromo (III) è un elemento essenziale per gli organismi dal momento che può interrompere il metabolismo dello zucchero e causare problemi al cuore, quando la dose quotidiana è troppo bassa. Il cromo (VI) è soprattutto tossico per gli organismi. Può alterare i materiali genetici e causare il cancro.

Le persone possono essere esposte a cromo con la respirazione, mangiando o bevendo ed attraverso il contatto della pelle con cromo o composti di cromo.

Per la maggior parte delle persone il consumo di alimenti che contengono cromo (III) consiste nella via principale di assunzione di cromo, dal momento che il cromo (III) è presente in molte verdure, frutte, carni, lieviti e farinacei. 

I soggetti esposti al rischio solitamente lavorano nei seguenti settori: metallurgia, vernici, inchiostri, cemento, elettronica, legnami, fibre tessili, esplosivi. L’azione dei composti solubili è caustica, tossica e allergizzante; si calcola che più del 20% dei lavoratori esposti a intorssicazione da cromo siano colpiti da dermatiti.

Il cromo (VI) é un pericolo per la salute umana, principalmente per le persone che lavorano nell'industria tessile e siderurgica. Anche le persone che fumano tabacco hanno una maggiore probabilità di esposizione al cromo e a seguito di inalazione esso può causare irritazione e sanguinamento del naso.

Quali sono i sintomi da avvelenamento da cromo?

Tra i sintomi e i segni da esposizione al cromo si annoverano:

  • eruzioni cutanee
  • indebolimento del sistema immunitario
  • alterazone del materiale genetico
  • problemi respiratori
  • danni a fegato e polmoni
  • problemi di stomaco e ulcera
  • sinusiti
  • dolore gastrico
  • dolore intestinale intenso
  • vomito
  • nausea
  • diarrea
  • febbre
  • vertigini
  • crampi muscolari
  • diatesi emorragica
  • nefrite tossica
  • insufficienza renale
  • emolisi intravascolare
  • insufficienza cardiaca
  • epatopatie
  • insufficienza multiorgano
  • coma
  • morte

Il cromo e la maggior parte dei composti del cromo trivalente sono stati elencati dal programma nazionale di tossicologia (NTP) come aventi insufficienti prove di carcinogenicita' negli animali da laboratorio.

Cosa comporta una esposizione cronica?

Una esposizione cronica al cromo può portare anche a dermatiti con edemi su tutto il corpo, in particolare nelle zone maggiormente esposte. Inoltre, si possono avare, se l’esposizione è anche orale, gengiviti, periodontiti, piorrea, caduta dei denti, tumori al tratto respiratorio superiore e inferiore. Naturalmente, si avranno danni anche alla cavità nasale con conseguente scomparsa del senso dell’olfatto e delle volte di quello del gusto.

Se il cromo entra in contatto diretto con la pelle, si possono avere delle ferite di grave entità che penetrano nei tessuti sottostanti danneggiandoli gravemente. Tali feriti sono conosciute con il nome di ulcere da cromo. Tali ferite, essendo aperte, possono diventare terreno fertile per infezioni secondarie che possono portare alla morte.

L’effetto a lungo termine più noto è quello del tumore ai polmoni e in generale ai tratti respiratori. Infatti le esalazioni di cromo  causano notevoli danni ai tessuti respiratori. Inoltre, oltre che al tumore si possono avere delle malattie croniche come bronchiti, riniti e sinusiti.

In conclusione, per i casi di esposizione involontaria è importante la prevenzione mediante l’utilizzo di dispositivi di protezione che impediscano qualsiasi contatto tra il cromo e il nostro organismo

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