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Clostridium Perfringens

Clostridium Perfringens
Curatore scientifico
Dr. Antonio Silvestri
Specialità del contenuto
Malattie infettive e tropicali Medicina generale

Cos’è un’intossicazione alimentare?

Per intossicazione alimentare, anche chiamata tossinfezione alimentare, si intende una condizione patologica causata dall’assunzione di cibi contaminati.

I possibili responsabili di un’intossicazione alimentare sono alcuni batteri, virus, parassiti o le tossine che producono. Questi organismi possono contaminare i cibi in qualsiasi tappa del processo di produzione. La contaminazione ovviamente può avvenire anche quando i cibi sono nelle nostre case pronti per essere mangiati.

Di solito, nel giro di poche ore dall’assunzione di cibi contaminati, si manifestano i primi sintomi di un’intossicazione alimentare. I sintomi principali comprendono: nausea, diarrea, mal di stomaco. Nella maggior parte dei casi, si tratta di sintomi lievi che si risolvono senza alcun tipo di trattamento specifico.

Tuttavia, per alcune persone si consiglia il ricovero ospedaliero.

Cos’è il clostridium perfringens?

Il clostridium perfringens è un batterio responsabile della maggior parte delle intossicazioni alimentari. Si tratta di un batterio anaerobio gram positivo, che produce spore tossiche per l’uomo. 

I clostridi si presentano come organismi dalla forma simile a quella di un bastoncino e solitamente liberano le loro tossine a livello del tratto intestinale, motivo per cui sono i principali responsabili delle intossicazioni alimentari.

In quali alimenti si trova il clostridium perfringens?

La maggior parte delle intossicazioni alimentari causata dal clostridium perfringes è dovuta all’assunzione di cibi poco cotti, in particolare: carne rossa, carne di pollo, sughi già pronti, pesci.

È piuttosto comune che la contaminazione avvenga quando si cucinano grandi quantità di cibo, che è poi lasciato per un tempo prolungato a temperatura ambiente. Non è un caso se infatti gran parte delle intossicazioni alimentari da clostridium si verifichi in luoghi come ospedali, carceri o in eventi con servizio catering.

Se gli alimenti sono conservati a lungo, le spore del clostridium liberano le tossine e causano poi un’intossicazione alimentare.

Clostridium e gangrena gassosa

Con il termine gangrena, si intende il processo che porta alla morte di un tessuto del corpo. La gangrena gassosa o cancrena gassosa è una condizione potenzialmente letale causata nella maggior parte dei casi dal clostridium perfringens.

L’infezione batterica porta al rilascio di tossine a livello dei tessuti, delle cellule e dei vasi sanguigni causando la morte del tessuto e il rilascio di gas.

Generalmente, il clostridium perfringens riesce ad entrare nel corpo attraverso una ferita non ancora rimarginata conseguenza di un trauma o di un intervento chirurgico, e così liberare le proprie tossine.

La gangrena gassosa è una condizione rara, ma potenzialmente letale perché tende a diffondersi in modo molto rapido se non trattata adeguatamente.

Quali sono i sintomi del clostridium?

Generalmente, i sintomi di un’intossicazione alimentare causata dal batterio clostridium tendono a manifestarsi dalle 6 alle 24 ore dopo l’assunzione dei cibi contaminati. Il malessere generale può essere improvviso e tende ad andar via spontaneamente nel giro di un giorno.

I sintomi più comuni sono: diarrea, crampi addominali e nausea. Più rari sono i casi di intossicazione alimentare associata a febbre. Ad ogni modo, si tratta di una condizione non mortale.

Discorso diverso per quanto riguarda la gangrena gassosa dovuta ad un’infezione da clostridium, dove il quadro sintomatologico risulta più complesso ed è possibile osservare una sintomatologia che comprende:

  • Febbre
  • Dolore nella zona circostante alla ferita
  • Gonfiore in corrispondenza della ferita
  • Viso pallido
  • Tachicardia
  • Nausea
  • Ittero

La cancrena gassosa si diffonde molto rapidamente ed è possibile notare cambiamenti improvvisi in poco tempo. 

Qual è la terapia?

Una normale intossicazione alimentare causata dal consumo di cibi contaminati dalle tossine del clostridium perfringens può essere tranquillamente trattata a casa e può risolversi in pochi giorni. 

Nei casi di intossicazione alimentare, è fondamentale mantenere una buona idratazione del corpo. Possono essere quindi utili succhi di frutta ricchi di carboidrati per recuperare le energie. Sono invece da evitare le bevande a base di caffeina, che potrebbero irritare ulteriormente il tratto gastro-intestinale.

Si consigliano quindi bevande decaffeinate come la camomilla per lenire il mal di stomaco.

Inoltre, è possibile ricorrere a farmaci come gli antidiarroici per tenere sotto controllo la diarrea e la nausea. Tuttavia, è necessario il via libera da parte di un medico prima di procedere all’assunzione di qualsiasi farmaco. La diarrea e il vomito sono il mezzo attraverso cui il corpo si libera dalle tossine del clostridium.

In generale, un po’ di riposo dovrebbe essere più che sufficiente ad assicurare una completa guarigione. Solo nei casi più gravi di intossicazioni alimentari, può essere necessario il ricovero ospedaliero.

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