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Swab test

Swab test
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cos'è lo swab test?

Lo swab test, detto anche test del cotton-fioc, o test di Friedrich (dal nome del suo ideatore, che lo adottò per primo nel 1987) è un esame impiegato in dal medico per completare una diagnosi di due patologie collegate tra loro, chiamate vestibolite vulvare (o vulvodinia localizzata) e la vulvodinia generalizzata, (ovvero la vulvodinia propriamente detta).

Il test del cotton-fioc consiste nell’applicazione di una leggerissima pressione su alcuni punti precisi del vestibolo, cioè la parte delimitata dalle piccole labbra, tramite la punta di un cotton-fioc. Tale esame va esteso anche al resto della vulva per precisare meglio le caratteristiche del dolore. In questo modo è possibile verificare la sensibilità di quest’area e se sia presente una risposta di tipo doloroso esagerata rispetto allo stimolo applicato. 

Qual è la procedura prevista per lo swab test?

Più in particolare lo swab test viene eseguito nella maniera seguente:

  • dapprima il cotton fioc viene inumidito per evitare la frizione con la pelle delicata del vestibolo
  • poi vengono valutate le zone seguenti:
    • grandi labbra
    • solco interlabiale
    • perineo
    • prepuzio
    • piccole labbra (in particolare la linea di Hart)
    • clitoride 
    • vestibolo vulvare

Il vestibolo vulvare in particolare è la zona più sensibile di tutte e va esaminato toccandolo in sette punti diversi:

  • davanti e dietro all’uretra;
  • vestibolo posteriore sulle posizioni dell’orologio 4, 6, 8.

In base alla reazione della paziente, il ginecologo potrà capire se questa è affetta da vulvodinia. La donna, infatti, se patologica, al contatto con il cotton fioc avrà come prima reazione un dolore acuto, a cui potrebbero seguire gesti istintivi di auto-protezione, quali chiudere le gambe, irrigidirsi, allontanare il cotton fioc e, nei casi più gravi, urlare per il dolore.

Vulvodinia: perché eseguire il test del cotton-fioc?

Come appena menzionato, questo tipo di test serve per verificare lo stato del vestibolo vulvare. L’infiammazione può essere provocata da molteplici cause di tipo chimico, infettivo, meccanico, ecc. Se queste patologie vengono escluse e il dolore perdura per più di tre mesi, viene eseguita la diagnosi di vulvodinia.

Infatti questo semplice test è l’unico in grado di orientarci per la diagnosi di questa patologia.

Questa patologia può essere localizzata (vestibolodinia) se il dolore provocato dal test rimane circoscritto a un punto o è visibile un eritema. A volte invece il dolore al vestibolo è generalizzato nonostante la mucosa appaia normale (vulvodinia). 

Cosa fare in caso di Swab test positivo?

La terapia, una volta effettuata la diagnosi il più tempestivamente possibile, esiste. Non esiste uno standard di cura, ma un approccio composto da più accorgimenti e strategie terapeutiche possono eliminare il problema.

Teniamo presente che lo Swab test orienta, ma la diagnosi di vulvodinia deve essere supportata da indagini plurispecialistiche in cui vengano coinvolte le figure del ginecologo, dell’urologo, dello psicologo: solo così si potranno adottare i migiori mezzi per trovare risultato efficace.

Come si cura la vulvodinia?

Se è stata diagnosticata la vulvodinia, il consiglio è rivolgersi a un centro specializzato quanto prima. 

Nel frattempo è importante prevenire tutte quegli stimoli irritativi e pericolosi per questa patologia, attraverso i seguenti rimedi:

  • indossare biancheria intima di cotone bianco e pantaloni comodi ed ampi;
  • usare detergenti intimi adeguati: delicati non profumati (acquistabili in farmacia);
  • utilizzare il detergente intimo solo 1-2 volte al giorno; in caso di necessità utilizzare solo acqua;
  • evitare che lo shampoo od il bagno schiuma entrino in contatto per lungo tempo con l’area vulvare;
  • non trattenere a lungo l’urina; cercare di avere un intestino regolare;
  • usare assorbenti in puro cotone; evitare salva-slip;
  • applicare un panno freddo o fare un bidet con acqua fredda dopo i rapporti sessuali;
  • evitare esercizi fisici che comportino un eccessivo sfregamento e frizione sulla regione vulvare (es. bicicletta, equitazione, ciclette o spinning).

Centri specializzati per la vulvodinia

Purtroppo la vestibolodinia e la vulvodinia, proprio per le loro difficoltà ad essere diagnosticate, spesso permangono molto tempo nella paziente, prima di ricevere un adeguato trattamento.

Trattandosi di stati infiammatori cronici ma non riscontrabili con esami clinici (in quanto non dipendono da virus e batteri), occorre affidarsi a degli specialisti qualificati ed esperti del problema, per trovare il miglior approccio terapico possibile, che consiste, in genere, in un cambiamento dello stile di vita e nella somministrazione di farmaci e integratori.

Esistono alcuni centri pubblici e privati specializzati nel trattamento della vulvodinia e della vestibolite, ed alcuni di essi permettono di curare questa malattia con costi accessibili e standard di qualità comunque molto alti.

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