Sei un professionista sanitario? Iscriviti
  1. Pazienti.it
  2. I Nostri Contenuti
  3. Malattie
  4. Agrafia

Agrafia

Agrafia
Curatore scientifico
Dr. Paola Valenzano
Specialità del contenuto
Logopedia Neurologia

Cos'è

L’agrafia è un disturbo che causa la perdita della capacità di scrivere in via parziale o totale. Insieme all’alessia, appartiene alla categoria delle afasie sensoriali.

Alla base di questo disturbo ci possono essere diverse cause, che comprendono traumi al cranio, malattie che compromettono la mielina, malattie degenerative, neoplasie, e patologie cerebrovascolari.
 Le agrafie possono essere suddivise in centrali o periferiche.

Quali aree cerebrali regolano la scrittura

Ci sono varie teorie per spiegare la capacità di scrivere e la sua relativa perdita. Partiano analizzando quelle che sono le zone del cervello che la regolano, che sono fondamentalmente tre:
  1. Lobo sinistro frontale dove si trovano l’area di Broca e la zona di Exner. Si occupano di gestire gli aspetti espressivi della scrittura e del discorso.
  2. Lobo temporale sinistro sede dell’area ricettiva del discorso di Wernicke.
  3. Lobo parietale superiore ed inferiore.
Queste ultime due si occupano della comprensione della parola scritta.

Si pensa che il lobo parietale programmi le aree motorie frontali, dando a quella zona del cervello la conversione o immagine visiva di discorsi scritti. E’ probabile che il lobo parietale crei le immagini scritte delle parole, questi passano poi al lobo frontale dove si ha la conversione tra grafema e espressione motoria. 

Agrafia e afasia

L’afasia è un disturbo che provoca un problema espressivo e di linguaggio, che comporta perdita di comprensione, o di capacità di parlare o entrambe.

In genere tutti i pazienti che soffrono di afasia presentano anche l’agrafia, mentre non è così nel caso opposto. 

Tipi

Poiché l’attività dello scrivere è gestita da più aree del cervello, l’agrafia può essere provocata da danni in una qualsiasi di queste zone. Quindi si hanno diversi tipologie di questo disturbo:
  • Agrafia frontale. In questa variante la malattia si manifesta con difficoltosa formazione dei grafemi, che diventa sciacca e scoordinata e più visibile nella scrittura corsiva piuttosto che in quella in stampatello. Le lesioni frontali fanno si che il paziente sembri aver dimenticato come scrivere alcune lettere, o ne aggiunga altre inutili durante la creazione di una parola. Il disturbo è ancora più evidente nel caso di utilizzo della mano sinistra.
  • Agrafia pura. In questo caso la lesione si trova nel lobo parietale superiore (aree 5 e 7) o inferiore (IPL), dove si trovano le capacità uditiva, visiva, motoria e tattile. Con tali tipi di lesioni i pazienti non riescono a coordinare bene  i movimenti necessari alla scrittura, inseriscono errori di ortografia, o mettono le lettere che compongono le parole nella sequenza sbagliata. Capacità orali e di lettura restano invariate.
  • Agrafia alexica. Dovuta ad una lesione del lobo parietale inferiore sinistro e giro angolare, sconvolge la capacità di leggere (alexia) e scrivere (agrafia). Le due capacità non sono colpite allo stesso modo, alcuni pazienti infatti possono riconoscere le lettere scritte, ma non riescono a scriverle, altri l’esatto opposto. Tuttavia anche coloro che rientrano nel primo caso dopo la manifestazione della malattia hanno incominciato ad avere difficoltà e le parole tendono a diventare meno familiari. Anche i pazienti con questo tipo di agiografia hanno problemi con la grammatica, specie nella scrittura in stampatello.
  • Agrafia aparassica. L’aprassia è un disturbo che si presenta con difficoltà a mettere in sequenza i movimenti o l’esecuzione di alcuni nello specifico. Se associata all’agrafia il paziente non sa più come manipolare la penna o come spostarla durante la scrittura.
  • Agrafia spaziale. Le lesioni si presentano nell’area destra dell’encefalo, sede delle capacità di coordinazione dei movimenti nello spazio, quindi anche di quelli rotatori necessari per scrivere. I pazienti potranno avere dificoltà a scrivere in linea retta, e le lettere potranno avere inclinazioi anomale; in casi estremi la scrittura si presenterà come uno scarabocchio. Altra caratteristica è che i malati tendono a scrivere quasi esclusivamente sul lato destro del foglio, lasciando quello sinistro praticamente vuoto. Chi presenta questo disturbo tende ad inserire spazi all’interno delle lettere di una parola. 

Agrafie centrali

Le agrafie centrali si dividono in agrafia lessicale, fonologica e profonda. Nel primo caso, il soggetto si appoggia solamente alla procedura fonologica, e quindi non è in grado di scrivere parole che si pronunciano in maniera diversa da come sono scritte. Quindi il soggetto ha problemi nei casi in cui il fonema è diverso dal grafema. Per esempio, il soggetto avrà particolari problemi nel scrivere parole di lingua inglese.

La grafia fonologica, invece, è il problema opposto della grafia lessicale. Il soggetto dipende totalmente dalla memoria ortografica e non è in grado di riprodurre in maniera scritta dei lemmi senza significato. Questi soggetti spesso trovano difficoltà nello scrivere delle parole astratte, come ad esempio le preposizioni.

Infine i soggetti colpiti da agrafia profonda hanno problemi in entrambi i campi sopracitati. Solitamente questo problema deriva da una lesione che coinvolge la regione parietale sinistra. Questi soggetti non sono in grado di ricordare le parole, anche se queste vengono scritte nel modo corretto, e non hanno idea dei suoni che determinano la corretta ortografia delle stesse. 

Questi soggetti si affidano alla memoria ortografica, che essendo comunque compromessa causa diversi errori. La natura di questi errori è principalmente semantica. Ad esempio questi individui scrivono sedia invece che tavolo e orologio invece che tempo.

Agrafie periferiche

Gli individui colpiti da agrafie periferiche commettono degli errori di sostituzione, di assemblaggio, di scambio e di trasposizione di lettere. I tipi di agrafia periferica sono due: neglect e aprassica.

Nel primo tipo di agrafia l'individuo tende a lasciare un ampio margine sinistro a lato del foglio e commette degli errori di amputazione all'inizio della parola nella parte sinistra. La grafia aprassica invece non è uno specifico disturbo di scrittura, ma più un incapacità di eseguire l'insieme dei movimenti complessi che permettono la stessa. I soggetti saranno quindi in grado di scrivere con una macchina da scrivere, con dei blocchi di lettere, o con dei moduli, ma non con la penna.

Agrafia ideativa

In questo tipo di disturbo l'individuo non è in grado di scrivere sotto dettatura perché si scorda la forma stessa delle lettere. È in grado di riprodurle solo se le ha davanti.
Hai trovato questo contenuto utile?
Mostra commenti

Contenuti correlati

Cefalea
La cefalea è una tipologia di mal di testa e può essere di due generi, primaria e secondaria. 
Disartria
La disartria è un disordine della parola. Deriva da una alterazione dei movimenti dei muscoli che permettono di parlare correttamente, tr...
Insonnia
L'insonnia è la percezione di un sonno insufficiente o di scarsa qualità.