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Disprassia

Disprassia
Curatore scientifico
Dr. Domenico Giuseppe Bozza
Specialità del contenuto
Neurologia

Tipi di disprassia

  • Disprassia ideomotoria. Si tratta della difficoltà a portare a termine compiti motori come il pettinarsi o l’agitare la mano per salutare.
  • Disprassia ideativa. Colpisce l’esecuzione di eventi come lavarsi i denti o rifare il letto.
  • Disprassia oromotoria. Tocca i movimenti muscolari necessari per pronunciare le parole.
  • Disprassia costrutiva. Rende difficile comprendere le relazioni spaziali.

Diffusione

Si stima che ne soffrano circa il 6-10% dei bambini. Colpisce di più i maschi.

Cause

Non è ancora chiaro, anche se si pensa che abbia un’origine genetica. Sembra che ci sia un legame tra disprassia e nascite premature e assunzione di alcool in gravidanza, anche se non è chiaro il perché.

Sintomi

  • Difficoltà di alimentazione. Il bambino usa le mani per mangiare anziché utilizzare le posate.
  • Irritabilità
  • Sviluppo motorio lento
  • Difficoltà nel parlare
I sintomi variano in base all’età del bambino. In età prescolare i principali sono:

  • Il bambino sbatte contro cose e persone
  • Ha difficoltà a saltare
  • Spesso gli cadono gli oggetti di mano
  • È lento nello sviluppo della parte dominante del corpo
  • Ha difficoltà nel disegnare
  • Non riesce ad agganciare i bottoni o chiudere le cerniere
  • Parla lentamente e con un tono o velocità sbagliati
  • Fatica a socializzare
Durante la scuola elementare e media sono:

  • Evitare le lezioni di ginnastica
  • Difficoltà nello scrivere
  • Difficoltà motorie e di riposo
Sintomi simili si verificano anche nel periodo del Liceo.

Cura

  • Fisioterapia
  • Logopedia
  • Terapia occupazionale

Quali competenze intacca la disprassia

  • La comunicazione
  • Aspetti emotivo/comportamentali
  • Aspetti legati all’educazione scolastica
  • Aspetti quotidiani necessari per raggiungere un’indipendenza, come, ad esempio, il vestirsi

Diagnosi

Per prima cosa va osservato il comportamento del bambino. Se si verificano dei sintomi questi devono perdurare per 6 mesi. Non ci sono test specifici per diagnosticare il disturbo, se non l’eliminare la possibilità che i sintomi siano legati ad altri disturbi neurologici. Uno specialista diagnosticherà la disprassia se si verificano queste condizioni:

  1. Ritardo delle attività motorie
  2. Accertarsi che sia questo disturbo a causare le difficoltà nella vita quotidiana ed a scuola
  3. Escludere disturbi neurologici
  4. Chiedere se i sintomi sono presenti dalla nascita

Disturbi legata alla disprassia

Cosa si può fare per aiutare i bambini affetti da disprassia

  • Informarsi il più possibile su cos’è realmente questo disturbo
  • Incoraggiarlo a svolgere dell’attività fisica
  • Farlo giocare con i puzzle perché questi favoriscono la percezione visiva e spaziale.
  • Aiutarlo ad allenarsi a digitare
  • Usare sostanze come il Didò per aiutarlo a rinforzare i muscoli della mano
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