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Dislessia

Dislessia
Curatore scientifico
Dr. Domenico Giuseppe Bozza
Specialità del contenuto
Logopedia Neurologia

Cosa è la dislessia

La dislessia è una sindrome classificata tra i disturbi dell'apprendimento, che coinvolge principalmente la lettura e la sillabazione (spelling) delle parole. Studi su tale sindrome hanno dimostrato che le persone con dislessia fanno un uso maggiore dell'emisfero destro del cervello, che è relativo agli aspetti più creativi del pensiero. 

In sintesi, le persone affette da dislessia presentano:
  • buone abilità verbali;
  • buone abilità sociali;
  • capacità di capire il "quadro generale";
  • buona visuale e capacità di ragionamento.

Sintomi della dislessia

I sintomi della dislessia possono risultare lievi o, a volte, molto gravi. In particolare, le persone affette da dislessia presentano difficoltà con:
  • consapevolezza fonologica;
  • memoria verbale;
  • velocità di elaborazione verbale.
I sintomi più comuni del disturbo sono: 
  • Disgrafia – La disgrafia comporta problemi grafici nella riproduzione di segni alfabetici e numerici.
  • Disortografia – Vale a dire problemi con l'ortografia.
  • Disprassia – La disprassia implica difficoltà nel vestirsi, parlare, giocare.
  • Difficoltà nel distinguere la destra dalla sinistra
  • Difficoltà sociali – Nel capire, ad esempio, uno scherzo o parole sarcastiche.
  • Difficoltà associative e di apprendimento– Come ad esempio ad abbinare le lettere ai suoni e, conseguentemente, difficoltà nell'apprendimento di nuove parole o di lingue straniere. Questo dipende dalla scarsa consapevolezza fonologica presente in chi è affetto da dislessia, ossia dalla capacità di identificare i suoni (fonemi) associandoli alle parole. I pazienti affetti da dislessia manifestano, infatti, una generale difficoltà nel riconoscere i fonemi.
  • Disordine grafico – La persona dislessica, per via della confusione che sperimenta, si trova in difficoltà con l'ordine delle lettere.
  • Discalculia – La discalculia causa difficoltà nell’apprendimento della matematica.
  • Mancanza di memoria – La memoria verbale è la capacità di ricordare una sequenza di informazioni verbali per un breve periodo di tempo. Un sintomo della dislessia è la mancanza di memoria relativa alle brevi informazioni sequenziali, come "prendi i guanti, lascia il capello".
  • Scarsa velocità di elaborazione mentale – Per velocità di elaborazione verbale si intende il tempo necessario per elaborare e riconoscere le informazioni verbali, come le lettere e le cifre. La dislessia causa un'alterazione della velocità di elaborazione verbale.
Anche se la dislessia è classificata come una difficoltà di apprendimento, non vi è alcun legame tra la dislessia e intelligenza di un bambino. La difficoltà di un bambino con la lettura e l'ortografia non è determinata dalla loro intelligenza, ma da quanto è grave la loro dislessia. I bambini con un'intelligenza media e dislessia lieve sono probabilmente più abili nella lettura e nella scrittura rispetto ai bambini con grande intelligenza affetti da dislessia grave. Se ritieni di riconoscere i sintomi della dislessia in te o in un tuo parente rivolgiti dal tuo medico di fiducia.

Chi è colpito da dislessia

La dislessia è più comune nei ragazzi che nelle ragazze. La dislessia colpisce persone di tutte le etnie, anche se la lingua madre di una persona può svolgere un ruolo importante. Lingue come l'inglese, in cui non vi è una chiara connessione tra la forma scritta e il suono, possono essere più difficili per un paziente affetto da dislessia.

Cause della dislessia

Non si conoscono le cause della dislessia. Fattori genetici e differenze cerebrali potrebbero influenzare le probabilità, per un bambino, di sviluppare la dislessia.

Ecco alcune delle possibili cause:
  • Genetiche
  • Anatomiche – Il cervello del dislessico potrebbe essere diverso dal cervello di persone che non hanno la dislessia. Si consideri, ad esempio, il planum temporale: questa zona del cervello svolge un ruolo nella comprensione del linguaggio. Generalmente è più grande nell'emisfero sinistro rispetto all'emisfero destro. Se il bambino è affetto da dislessia, il planum temporale è probabilmente della stessa dimensione da entrambi i lati del cervello.
  • Cerebrali –  Per essere in grado di leggere, il nostro cervello deve tradurre i simboli in suoni che poi devono essere associati con parole sensate. Questi meccanismi, governati dall'attività cerebrale, sono diversi nei bambini dislessici.

Diagnosi della dislessia

Attraverso alcuni specifici step è possibile diagnosticare la dislessia. Già alla fine del primo anno della scuola primaria, i profili funzionali compromessi ed altri specifici indicatori diagnostici possono anticipare i termini della formulazione diagnostica. 

La diagnosi si basa sull’osservazione delle reali difficoltà del bambino. Possono essere insegnanti anche ai genitori per permettere loro di individuare eventualmente qualche anomalia di apprendimento nel loro figlio. 

Non c'è nessun test per la dislessia, e la sua identificazione spesso coinvolge un team di professionisti che per la diagnosi seguono alcuni step:
  • Fase 1 – Esame medico per verificare che il bambino non abbia problemi di udito o di sviluppo.
  • Fase 2 – Visita di uno psicologo specializzato in problemi di apprendimento
  • Fase 3 – Stabilire metodi di tutoraggio e formazione della consapevolezza fonologica che possono contribuire a migliorare la comprensione del bambino rispetto a suoni e lettere.

Cure per la dislessia

Anche se non esiste attualmente alcuna cura per la dislessia, una gamma di programmi educativi e di interventi si sono dimostrati efficaci nel migliorare la lettura e la scrittura in molti bambini.

Cosa si può fare a casa per la dislessia

Aiutare il bambino con dislessia può essere una sfida non confinata al lavoro dei professionisti. I metodi di supporto non possono, infatti, essere standardizzati ma vanno personalizzati in base alla risposta del paziente. Trovare le giuste strategie e vedere miglioramento può aumentare la fiducia del bambino.

A casa si può imparare giocando attraverso strategie semplici ma efficaci. Può essere utile leggere ad alta voce tutti i giorni, rendendo la propria casa una piccola biblioteca e fornendo una varietà di materiali di lettura, come fumetti, storie e audiolibri, che rispettino il livello di lettura del vostro bambino. È molto importante lodare il bambino, per migliorare la sua autostima, e sottolineare che tutti commettono errori. Da ultimo, se la dislessia viene diagnosticata nei primi anni della scuola elementare è più facile da recuperare. 

Certificazioni per la dislessia

Le certificazioni per la dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia rientrano in quelle per specifici dell'apprendimento o DSA e risultano normate dalla Legge n. 170, dell'8/10/2010.

A questo proposito è importante distinguere la diagnosi dalla certificazione diagnostica: la diagnosi è l'atto clinico mediante il quale un professionista sanitario (logopedista) esprime una risposta in termini patologici ai sintomi percepiti dal paziente. La certificazione diagnostica è invece un documento dal valore legale che certifica la presenza di un disturbo nel paziente e ne garantisce il diritto ad usufruire delle misure agevolative previste dalla legge. Pertanto gli studenti che hanno ricevuto una diagnosi di DSA non hanno immediatamente accesso alla certificazione diagnostica, ottenendo la quale potranno usufruire della legge 170.

Le strutture o i professionisti in grado di rilasciare la certificazione diagnostica per DSA devono:
  • Dimostrare di avere esperienza diagnostica nell'ambito dei disturbi specifici di apprendimento
  • Offrire o formare una equipe multidisciplinare (composta da neuropsichiatri infantili, logopedisti, psicologi)
  • Rispettare le Raccomandazioni per la pratica clinica dei DSA (2007/2009)
La situazione, tuttavia, rimane ancora eterogenea a livello regionale.
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