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Ritardo Mentale

Ritardo Mentale
Curatore scientifico
Dr. Martina Valizzone
Specialità del contenuto
Psicologia

Cos'è il ritardo mentale

Il ritardo mentale (RM) è un disturbo con esordio in età evolutiva che comprende un deficit del funzionamento intellettivo (di entità variabile a seconda della severità del ritardo) ed adattivo con implicazioni negli ambiti concettuali, sociali e pratici.

Chi soffre di questo disturbo, presenta un quoziente intellettivo (QI) al di sotto di almeno due deviazioni standard rispetto al QI medio, quindi un QI di 70 o inferiore.

Test di valutazione per il ritardo mentale

Esistono diverse tipologie di test utilizzati in ambito psicometrico per valutare il ritardo cognitivo.

Per la valutazione del funzionamento intellettivo sono solitamente utilizzati strumenti standardizzati in grado di valutare le capacità mentali di un individuo, di ragionamento, problem solving, pianificazione e ragionamento astratto. Tale valutazione si basa sui risultati ottenuti attraverso uno o più test di intelligenza volti a misurare e definire il QI.

Le scale o test più utilizzati in epoca pediatrica per sono la Scala di Intelligenza Wechsler, la Standford Binet e la Leiter-R che, oltre a fornire i valori del quoziente d’intelligenza, forniscono valide informazioni circa il funzionamento adattivo del soggetto sottoposto al test.

Livelli di ritardo mentale

Sulla base del grado di compromissione delle competenze adattive è possibile individuare quattro livelli di disabilità. In particolare:

  1. Ritardo mentale lieve - Da solo rappresenta la fascia più numerosa (circa l’83-85%) di persone con RM, con un QI compreso tra 50-55 e 70. Gli individui con ritardo mentale lieve manifestano una compromissione minima nell'area senso-motoria, mentre le capacità comunicative risultano sufficientemente adeguate per le esigenze quotidiane.
  2. Ritardo mentale moderato - Costituisce il 10-14% circa di persone con RM ed è caratterizzato da un QI compreso tra 35-40 e 50-55. Le capacità comunicative di base e le abilità prescolastiche si evolvono con un significativo rallentamento. Solitamente i soggetti con ritardo mentale moderato possono, con supervisione, provvedere alla cura personale ed acquisire una relativa autonomia nei contesti familiari e protetti.
  3. Ritardo mentale grave - Un tempo definito con il termine frenastenia, rappresenta circa il 3-4% di tutti i soggetti con disabilità intellettuale ed ha principalmente un’eziologia organica, definito da un QI che va da 20-25 a 35-40. Il ritardo mentale grave comporta una serie di compromissioni severe e rallentamento psicomotorio, evidente sin dai primi anni di vita mentre le abilità comunicative sono estremamente ridotte se non assenti.
  4. Ritardo mentale profondo o gravissimo - Rappresenta l’1-2% delle persone con RM con un QI al di sotto di 20. L’eziologia del ritardo mentale profondo ha una base organica e nella maggior parte dei casi, sin dalla nascita, è possibile notare importanti compromissioni a livello senso-motorio e marcate limitazioni nell'area espressivo-comunicativa.

Ritardo mentale lieve

Un soggetto con ritardo mentale lieve può presentare compromissioni, che riguardano le componenti biologiche, cognitive, affettive e sociali. Di fatto, le principali classificazioni utilizzate in ambito clinico e di ricerca, riportano criteri riferibili a tre aspetti, quali:

1) Un funzionamento intellettivo al di sotto della media, con un QI inferiore a 70, ottenuto attraverso la somministrazione individuale di strumenti validati e standardizzati.
2) La presenza di limitazioni nell'adattamento in due o più delle seguenti aree:
  • Comunicazione
  • Cura della persona
  • Vita familiare
  • Attività sociali
  • Capacità di usare in autonomia le risorse della comunità
  • Autodeterminazione
  • Ambito scolastico
  • Ambito lavorativo
  • Tempo libero
  • Salute e cura personale
3) L’esordio deve verificarsi entro i primi 18 anni di vita.

Si guarisce dal ritardo mentale lieve

Non esiste una cura per chi è colpito da ritardo mentale. Tuttavia è possibile guidare il soggetto con RM, tramite strategie e tecniche d'intervento come l’acquisizione di nuove competenze e abilità comunicative, pratiche e sociali, a un miglioramento dei i suoi livelli di autonomia e la sua integrazione nel contesto sociale in cui questo vive.

Ѐ dunque possibile intervenire attraverso:

  • Strategie comportamentali, basate sull'uso sistematico del rinforzo positivo
  • Lavori sulla motivazione e sull'autostima
  • Il training sulle autonomie personali, sociali e scolastiche/lavorative
  • Un training e un supporto adeguato per i familiari in modo che possano aiutare il soggetto con ritardo cognitivo a raggiungere il suo potenziale

Ritardo mentale lieve e legge 104

Diverse sono le malattie che danno diritto all’invalidità e alla legge 104.

L’invalidità civile comporta il riconoscimento di una serie di benefici, posti a carico dell’INPS, previo accertamento dell’effettiva difficoltà a svolgere le attività tipiche della vita quotidiana, lavorativa/scolastica o di relazione.

Nel caso del ritardo mentale lieve è previsto un diritto all’invalidità civile che va dal 41 al 50%, previo accertamento del ritardo mentale di lieve entità.
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