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Quoziente intellettivo

Neurologia
Quoziente intellettivo

Cos’è

Il quoziente intellettivo (QI) è un punteggio che misura la capacità di una persona di ragionare e svolgere un test di intelligenza rispetto ai suoi coetanei.

Un tempo si otteneva dividendo (da cui “quoziente”) l’età mentale della persona, ottenuta attraverso il test del quoziente intellettivo, per l’età reale della persona, espresse in anni e mesi. Il risultato veniva poi moltiplicato per 100. Secondo questi parametri, ad esempio, una persona di 10 anni con un’età mentale di 10 aveva un QI di 100.

Calcolare il QI

È possibile calcolare il quoziente intellettivo tramite degli appositi test che comprendono diversi aree di esercizio, quali:
  • Abilità spaziali: visualizzare e manipolare forme
  • Abilità matematiche: risolvere problemi e usare la logica
  • Abilità linguistiche: completare frasi, riconoscere parole quando le lettere sono state rimosse o riordinate
  • Abilità mnemoniche: ricordare elementi presentati tramite suoni o immagini.

Quoziente intellettivo medio

Un QI medio è pari a 100 – il dato, cioè, corrisponde al risultato ottenuto dalla maggior parte delle persone che svolgono il test, dove i valori medi del quoziente intellettivo si attestano tra i 90 e i 110 punti.

Agli estremi della curva classificatoria del test del QI si collocano invece i seguenti dati:
  • Un quoziente intellettivo di 70 o inferiore risulta di molto al di sotto della norma ed è correlato alla presenza di difficoltà di apprendimento e disabilità intellettuali
  • Un QI di 130 è, al contrario, estremamente al di sopra della media, rappresentando la soglia della genialità intellettuale secondo i parametri del test.

Come allenare il QI

È possibile migliorare le proprie prestazioni nel test del QI?

Anche se alcune abilità, come il ragionamento fluido o le competenze verbali, tendono a rimanere stabili soprattutto con l’aumentare dell'età allenare il proprio quoziente intellettivo è fattibile tramite i seguenti accorgimenti che rendono più efficienti le proprie funzioni cognitive:
  • Giocare a scacchi –  Questo gioco da tavola complesso e intricato permette di rafforzare il corpo calloso, ossia la componente interconnettiva dei due emisferi cerebrali; la stimolazione di entrambi gli emisferi del cervello contribuisce a sviluppare le proprie capacità di problem-solving e a migliorare i propri livelli di concentrazione.
  • Svolgere una attività aerobica – Anche l’esercizio aerobico risulta estremamente benefico per il proprio cervello; svolgere un’attività cardiovascolare è infatti una pratica correlata a migliori risultati nei test cognitivi. 
  • Assumere creatina – Ingerire 5 grammi giornalieri di creatina permette di potenziare l’attività cerebrale perché innalza i livelli di energia disponibili.
  • Meditare – Meditare per 20 minuti giornalieri, oltre a essere una pratica generalmente efficace per la propria salute poiché riduce lo stress, migliora l’efficienza dei processi cognitivi profondi, il che risulta connesso con l’intelligenza fluida.
  • Dormire a sufficienza – È importante non sottovalutare le ore di riposo notturno: dormire un quantitativo di ore inferiore rispetto alle 8 consigliate può far diminuire il punteggio del proprio QI di un punto.
  • Imparare una nuova lingua – Apprendere una lingua diversa dalla propria lingua madre risulta connesso con la crescita dell’attività cerebrale. Acquisire un nuovo complesso sistema di regole linguistiche può inspessire la corteccia cerebrale e incrementare il volume dell’ippocampo; ampliare i propri centri deputati al dominio linguistico può infine aiutare con altre competenze linguistiche come le diplomazia, la lettura e il problem-solving.
  • Suonare uno strumento – Impratichirsi con uno strumento musicale può far aumentare il QI sia di bambini che di adulti.

Limiti del QI: diversi tipi di intelligenza

I cosiddetti test d’intelligenza si ottengono sottoponendo a un campione della popolazione dei quiz logici e costruendo, così, una scala di intelligenza in base al punteggio medio raggiunto da tale gruppo di riferimento.

Il limite dei test di intelligenza è pertanto la relatività della parametrazione, che ne riduce l'attendibilità. I quiz del QI non determinano, infatti, una misura assoluta della propria intelligenza, bensì una relativa alla cultura di appartenenza.

 Un test d’intelligenza non misura dunque l’intelligenza effettiva ma il rendimento relativo a quella determinata richiesta, in quel particolare contesto.

 Oltretutto il momento della prestazione può essere condizionato negativamente da alcuni tratti della personalità quali timidezza, ansia, emotività o positivamente dalla propria motivazione.

I test risultano inoltre modellati sulla concezione standard di intelligenza, ossia quella che la identifica con le capacità logico-matematiche, mnemoniche e spaziali e dipendono perciò da una versione mitizzata, meccanicista e riduzionista del processo cognitivo.

Le più recenti osservazioni neuroscientifiche, in particolare gli studi di Howard Gardner, fanno riferimento a una concezione più ampia: l’intelligenza multipla o fattorialista. Secondo questa teoria esisterebbero nove differenti tipologie di intelligenza. Eccole elencate:
  1. Intelligenza linguistico-verbale – Essa consente una notevole capacità di padroneggiare il linguaggio: il soggetto intelligente da un punto di vista linguistico presenta un vocabolario completo ed esteso e, al tempo stesso, chiaro ed efficace nella comunicazione; a livello cerebrale risultano coinvolti entrambi gli emisferi.
  2. Intelligenza logico-matematica – In questo caso risulta invece coinvolto l’emisfero cerebrale sinistro. Chi è dotato di un elevato sviluppo del pensiero logico-deduttivo ricorda con maggior facilità mappe e schemi mentali, concatenazioni logiche di elementi, simboli e formule.
  3. Intelligenza spaziale – Un soggetto dotato di intelligenza spaziale possiede molto senso dell’orientamento, un’alta capacità di memorizzazione visiva, di attenzione ai particolari figurativi e creatività. Pertanto, nonostante sia indispensabile la logica e perfino la razionalità (dettate dall’emisfero cerebrale sinistro) è soprattutto l’emisfero destro ad esserne interessato.
  4. Intelligenza corporeo-cinestesica –  La sua attivazione comporta una spiccata coordinazione degli arti e del corpo in generale e una grande padronanza dei propri movimenti; risulta guidata da diverse aree cerebrali, in particolare dal cervelletto, compreso il talamo. 
  5. Intelligenza musicale – Saper cantare in modo intonato o suonare strumenti con facilità è una facoltà acquisibile ma più spesso si tratta di una dote innata. È propriamente l’emisfero destro del cervello a svilupparla, per via della sua totale correlazione con la creatività.
  6. Intelligenza interpersonale – Relativa alla capacità di saper riconoscere le sensazioni ed emozioni altrui, strettamente correlata alla intelligenza intrapersonale. Entrambe risultano condotte dall’emisfero destro, quello più relativo alla gestione emotiva e creativa, ma anche dai lobi prefrontali. 
  7. Intelligenza intrapersonale – Relativa alla capacità di saper riconoscere le sensazioni ed emozioni proprie. Riconoscere e accettare le emozioni proprie e altrui, imparando a gestirle, è necessario per riuscire a vivere nella società in maniera sana. La stessa empatia, ossia il sapersi immedesimare negli stati emotivi altrui, dipende dalla profonda comprensione che si sperimenta dei propri. Quest’ultima prerogativa (insieme alla consapevolezza e al dominio di sé, alla motivazione e all’abilità sociale) costituisce inequivocabile una componente dell’Intelligenza Emotiva, studiata approfonditamente da Daniel Goleman, docente di psicologia all'università di Harvard. Egli parla infatti di Quoziente Emotivo (QE) che, diversamente dal QI, misura le capacità intuitive, introspettive e relazionali del soggetto esaminato.
  8. Intelligenza naturalistica – Essa permette di saper individuare, categorizzare e collegare tra loro oggetti naturali.
  9. Intelligenza esistenziale – Grazie a quest’ultima un individuo risulta particolarmente abile nel riflettere con consapevolezza sulle più considerevoli teorie dellesistenza, e si dimostra dotato di una notevole abilità di astrazione, per via dell’intervento dell’emisfero cerebrale sinistro.
Dr. Leila Turnava Medico Chirurgo
Dr. Leila Turnava
Neurologo

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