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Villocentesi

Villocentesi
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cosa è la villocentesi?

La villocentesi è un esame che consiste nel prelievo di frammenti della placenta (i villi coriali) Il prelievo avviene preferibilmente per via addominale (per diminuire le possibilità di infezioni), sia attraverso la cervice uterina, sempre sotto guida ecografica.

I frammenti prelevati, detti villi coriali, sono impiegati per le indagini enzimatiche e molecolari per lo studio delle anomalie cromosomiche.

Per la prima volta fu usata per fare diagnosi precoce di Talassemia, o Anemia Mediterranea), poi l’indagine si allargò a molte malattie genetiche.

Cosa può rivelare la villocentesi?

La villocentesi consente di diagnosticare le anomalie cromosomiche del feto. Da questo test si può anche risalire alla paternità.

Quando si effettua la villocentesi?

La villocentesi si effettua tra la 11° e la 13° settimana di gestazione. Il test è consigliato quando:

  • l'età materna è avanzata
  • aumentato rischio di patologia cromosomica
  • precedente figlio affetto da anomalia cromosomica
  • genitori portatori di alterazioni cromosomiche

Quali sono i rischi della la villocentesi?

Il rischio di aborto legato alla villocentesi è dell'1%. Si possono avere delle lievi emorragie o perdite di liquido.

Quando si ha l'esito del test?

Dopo circa 10 giorni si ha l'esito del test.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi rispetto alla amniocentesi?

La amniocentesi si esegue dopo la 12^ settimana (preferibilmente alla sedicesima settimana) ed è meno invasiva rispetto alla villocentesi, dato che si va, sotto guida ecografica a pungere  la parete uterina e prelevare liquido amniotico  in una zona in cui sicuramente non vi sono parti fetali.

Con la villocentesi invece (11^-13^ settimana), si va a pungere in una zona ove è presente la placenta, ma possono esservi componenti embrionarie.

Si possono avere più facilmente emorragie placentari. Il tessuto placentare però è molto più attivo e ricco di cellule in fase di divisione rispetto al liquido amniotico: perciò, si velocizzeranno i tempi di crescita cellulare e, quindi, di risposta.

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