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Bradicinesia

Bradicinesia
Curatore scientifico
Dr. Roberta Arca
Specialità del contenuto
Neurologia

Cosa è la bradicinesia?

Il termine bradicinesia deriva dal greco e significa letteralmente “movimenti lenti”.

Rappresenta il sintomo più comune del morbo di Parkinson e si caratterizza per l'estrema difficoltà e lentezza da parte del paziente, nel compiere anche i movimenti più semplici, determinando un generale senso di fatica.

Le persone che iniziano a manifestare lentezza nei loro movimenti, tendono ad avere:

  • difficoltà nel compiere movimenti spontanei
  • riduzione nella coordinazione dei movimenti di precisione (difficoltà a scrivere)
  • problemi durante la deambulazione, con passi più lenti e affaticati
  • sensazione di tremore
  • difficoltà a salire sul letto o a sedersi su una sedia

Nell'ambito del morbo di Parkinson, la bradicinesia è accompagnata da altri sintomi caratteristici di questa malattia.

Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa del sistema nervoso, che va a compromettere le capacità di movimento di una persona.

Quali patologie causano la bradicinesia?

La bradicinesia è un disturbo che si manifesta spesso nei soggetti anziani. I pazienti con il morbo di Parkinson, inoltre, presentano una evidente alterazione delle normali capacità di movimento che colpisce un lato del corpo.

Qual è il sintomo più comune della bradicinesia?

Il freezing, ovvero il blocco improvviso della deambulazione, è uno dei sintomi più comuni della bradicinesia.

Quali sono i sintomi del Parkinson?

La sintomatologia del Parkinson tende a variare da persona in persona. In genere, i sintomi iniziali sono lievi e possono passare inosservati o interessano solo una parte del corpo, per poi iniziare a peggiorare.

Oltre alla bradicinesia, altri sintomi e segnali tipici del Parkinson includono:

  • Tremore. Il tremore interessa inizialmente un arto, più precisamente la mano o le dita. Si può notare l'estremità del dito che si muove a scatti, in avanti e in dietro. Una caratteristica tipica del Parkinson è il tremore della mano quando è rilassata.
  • Rigidità muscolare. Tale fenomeno può interessare qualsiasi parte del corpo: collo, arti, tronco. Nel Parkinson i muscoli appaiono sempre rigidi e tesi, e mai rilassati, riducendo notevolmente i movimenti possibili. La rigidità muscolare colpisce molto spesso gli arti superiori quindi le persone con Parkinson hanno spesso ridotto pendolamento degli arti superiori mentre camminano. La rigidità muscolare oltre a limitare seriamente i movimenti, risulta anche piuttosto dolorosa.
  • Instabilità posturale. È  uno dei sintomi più evidenti del Parkinson e si caratterizza per la tendenza a non riuscire a mantenere l'equilibrio quando ci si alza. Una persona con instabilità posturale ha perso dei riflessi necessari al mantenimento della stazione eretta.
  • Cambio della voce. Tra i sintomi secondari del Parkinson, rientrano anche i cambiamenti nella voce. In particolare, possono sorgere problemi a parlare: il tono della voce appare più basso e meno variabile.

Quali sono le cause del Parkinson?

Le cause del Parkinson idiopatico, ad oggi, sono ancora da chiarire. Molti studiosi sono concordi nel considerare che la malattia sia in realtà il risultato di una combinazione di fattori, di natura genetica e ambientale, che variano in base alla persona.

Quel che è invece è più noto, è il meccanismo chimico che innesca la degenerazione neuronale. Nel Parkinson si assiste ad una progressiva morte di alcuni neuroni che utilizzano una sostanza chiamata dopamina, come loro messaggero. Dal momento in cui si assiste alla riduzione dei livelli di dopamina, iniziano a comparire i sintomi tipici della malattia.

Tra le cause genetiche gli studiosi hanno comunque individuato una classe di geni, che se mutati, aumentano sensibilmente il rischio di sviluppare la malattia. Mentre per quanto riguarda i fattori ambientali, si è evidenziato come l'esposizione prolungata ad alcune sostanze tossiche, può avere in ruolo nell'insorgenza del Parkinson.

Quali sono le cure possibili per il Parkinson?

Ad oggi, non esiste una vera e propria terapia che possa curare il Parkinson, ma è comunque possibile seguire un trattamento farmacologico che aiuti ad alleviare i sintomi della malattia. Inoltre, può essere d'aiuto rivolgersi a fisioterapisti per cercare di recuperare alcune capacità motorie, e logopedisti per intervenire sulle difficoltà nel parlare.

Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, questo tende ad intervenire sui diversi sintomi, come il  tremore e le difficoltà durante la deambulazione. I farmaci hanno la funzione di aumentare i livelli della dopamina, neurotrasmettitore responsabile dell'insorgenza della malattia.

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