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Vulvovaginite

Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cos'è la vulvovaginite?

Si tratta di una infiammazione della vulva e vagina contraddistinta per lo più da bruciore, prurito, perdite (a volte maleodoranti e di diverso colore), gonfiore di grandi e piccole labbra.

Quali sono le cause della vulvovaginite?

Anche se il prurito vaginale è il segno distintivo di infezioni vaginali (comprese le malattie sessualmente trasmissibili), può avere molteplici cause. Il prurito vaginale, detto vulvovaginite, può essere dovuto anche a sostanze chimiche irritanti, che possono trovarsi in:

  • detersivi o saponi ◦lavande e creme vaginali ◦carta igienica ◦prodotti per il bagno
  • prodotti per l'igiene femminile
  • prodotti contraccettivi vaginali.

Le donne in perimenopausa possono soffrire di vulvovaginite a causa delle fluttuazioni dei livelli di estrogeno. Infatti, non appena i livelli di estrogeno calano, la parete vaginale diventa più sottile e più secca e può provocare prurito. Alcuni studi hanno dimostrato un legame tra lo stress psicologico e le infezioni vaginali da lievito. Ciò è probabilmente dovuto, come è noto, al fatto che lo stress ha un effetto negativo sul sistema immunitario.

A parte le situazioni ormonali e da stress le vulvovaginti sono per lo più espressione di una malattia sessualmente trasmessa Candidiasi: molto comune. Sono varie le specie di Candida, quasi tutte sensibili ai derivati dell’ Imidazolo(Fluconazolo o Itraconazolo), anche se ultimamente si stanno sviluppando specie insensibili a questo farmaco, ma la scienza sta producendo nuovi antimetaboliti per la aree fungina(Echinocandine).

Trichomoniasi: molto diffusa. Dà perdite grigio verdastre , spesso maleodoranti. Il Metronidazolo (Flagyl) è il farmaco di scelta.

Gardnerella : dà perdite maleodoranti, quando da commensale comune della vagina ( 50% delle vaginosi batteriche) diventa patogena, determinando microfori della parete cellulare della mucosa vaginale, liberando sostanze, come la spermina e la putrescina che provocano l’odore sgradevole, che spesso si accentua dopo i rapporti. Clamidya Trachomatis: la clamidia è spesso asintomatica nella fase iniziale, ma evolve poi in una infiammazione pelvica che può manifestarsi in modo acuto, con febbre , dolore, disuria, oppure, più facilmente, in modo cronico , creando aderenze interne tra tube, ovaie ed intestino che possono portare a sterilità.

Gonorrea: caratterizzata da perdite abbondanti, spesso maleodoranti, accompagnata facilmente da sovrainfezione virale che porta ad una specie di condilomatosi.

Come si fa una diagnosi di vulvovaginite?

Il tipo di perdite è di solito già abbastanza significativo , soprattutto per alcuni tipi di vaginite, come la Candida, con perdite biancastre , abbastanza solide, tipo latte cagliato, oppure la tricomoniasi con perdite schiumose, spesso maleodoranti, così come la Gardnerella.

Il metodo più sicuro è certamente un tampone vaginale, che permette sia l’esame microscopico a fresco, sia l’esame colturale. Con l’esame microscopico a fresco si individuano facilmente Candida ( presenza di formazioni che ricordano le canne palustri),Trichomonas, ( perché è mobile e con una codina o flagello) e Gardnerella ( presenza di cellula indizio: una cellula ricoperta di formazioni a clava).

A livello ambulatoriale, si hanno ottime indicazioni col “Fish odour Test”: mettendo a contatto le perdite prelevate con un tampone o una pipetta con una soluzione di idrossido di Potassio (KOH) si sviluppa un forte odore di pesce.

Qual è la terapia per la vulvovaginite?

Per le varie specie di Candida, abbiamo già detto .Per la Gardnerella , il Trichomonas, e la Vaginosi batterica il farmaco di prima scelta resta il Metronidazolo. Per la Gonorrea il farmaco di prima scelta è un macrolide:

Azitromicina ( a volte basta un’unica dose), in alternativa le Cefalosporine di 2^ e 3^ generazione. Tali farmaci sono indicati anche nel trattamento della Clamydia ( la cui diagnosi può essere fatta anche con un esame apposito sulle urine).

Importante tener presente che la maggior parte delle vulvovaginiti è da considerarsi malattia sessualmente trasmessa (MST) e che ,quindi , va sempre curato anche il partner.

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