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TSO - Trattamento Sanitario Obbligatorio

TSO - Trattamento Sanitario Obbligatorio
Curatore scientifico
Dr. Paola Valenzano
Specialità del contenuto
Psichiatria

Cos’è il TSO?

TSO è l’acronimo di Trattamento Sanitario Obbligatorio, cioè l’insieme delle procedure sanitarie applicate in caso di necessità clinica ad un soggetto che rifiuta di sottoporvisi, per tutelarne la salute. In Italia, legge che regolamenta il TSO è quella del 23 dicembre 1978, articoli 33-35. L’articolo 34 disciplina il TSO in caso di patologie psichiatriche, che costituiscono il principale motivo di ricorso al TSO. Il ricovero forzato (precedentemente noto come ricovero coatto) è possibile solo se sussistono contemporaneamente tre condizioni:

  • il soggetto è affetto da patologia e necessita di cure sanitarie urgenti;
  • il soggetto rifiuta i trattamenti sanitari;
  • non vi è possibilità di curare il paziente al di fuori dell’ospedale.

Nel caso di malattia psichiatrica, il soggetto viene ricoverato in un Centro di Salute Mentale (CSM) o nel reparto di psichiatria di un ospedale pubblico (SPDC - Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura).

Quali sono le motivazioni del TSO?

La richiesta di TSO è inoltrata quando la persona appare pericolosa per sé (minacce di suicidio, isolamento, rifiuto di terapie, alimentazione, acqua) o per gli altri (minacce o compimento di lesioni a cose e/o persone, comportamenti imprevedibili e violenti), e sussistono le condizioni precedentemente elencate.

Chi dispone il TSO?

La richiesta di TSO è inoltrata da un medico che:

  • certifica l’esistenza delle tre condizioni necessarie per il ricovero forzato;
  • documenta la condizione clinica del soggetto;
  • motiva le ragioni del TSO.

Un secondo medico appartenente alla struttura pubblica, generalmente uno psichiatra della ASL, deve confermare la certificazione. La richiesta deve essere indirizzata al sindaco del comune di residenza, il quale ha 48 ore per emettere un’ordinanza con cui disporre il TSO. Solitamente vi è un ufficio del comune preposto allo svolgimento delle pratiche di TSO, e i documenti sono firmati da un assessore delegato (solitamente l’assessore alla sanità) invece che dal sindaco.

Nelle 48 ore successive al ricovero, il sindaco (o l’ufficio preposto) deve inviare l’ordinanza di TSO al giudice tutelare per la convalida del provvedimento, che deve avvenire entro altre 48 ore. Il giudice tutelare può annullare il provvedimento, o convalidarlo. Nel caso in cui la convalida non giunga nei tempi previsti, il provvedimento decade.

Come viene attuata l’ordinanza di TSO?

Il soggetto viene invitato da vigili e sanitari a recarsi con loro presso il CSM o il reparto di SPDC. Qualora opponesse rifiuto, gli incaricati del trasferimento possono procedere in modo forzato.

Qual è la durata del TSO?

La durata del ricovero forzato è di 7 giorni massimo, ma con la possibilità di proroga qualora vi sia necessità documentata dallo psichiatra dell’ASL di riferimento. Lo psichiatra deve inviare una richiesta al sindaco del comune di residenza, prima dello scadere dei 7 giorni, motivando le ragioni del prolungamento. Tale richiesta deve essere debitamente accettata e firmata dal sindaco o dall’ufficio comunale preposto, entro 48 ore, e inviata al giudice tutelare, il quale ha 48 ore per convalidare o meno il procedimento.

Al termine del TSO, un medico psichiatra deve comunicare al sindaco la cessazione del ricovero forzato. Il sindaco (o l’ufficio comunale), deve inoltrare la documentazione al giudice tutelare.

Quali sono i diritti di chi è soggetto al TSO?

Il soggetto del TSO ha diritto di:

  • scegliere la struttura di degenza (il medico richiedente il TSO, infatti, può fare esplicita richiesta nella documentazione sottoposta al sindaco);
  • essere informato sulle terapie a cui è sottoposto, e, in presenza di alternative, operare fra queste una scelta;
  • conoscere nominativi e qualifiche di chi opera nel reparto;
  • comunicare con chi ritenga opportuno, attraverso tutti i mezzi di comunicazione o di persona;
  • può proporre al tribunale competente per territorio il ricorso contro il provvedimento già convalidato dal giudice tutelare. Il ricorso può essere proposto dal soggetto del TSO o da chiunque vi abbia interesse. Il sindaco ha l’obbligo di rispondere entro 10 giorni. In caso di risposta negativa, la richiesta di revoca può essere inviata al Tribunale, e il soggetto può indicare un rappresentante di sua fiducia;
  • presentare denuncia in caso di violenza verbale e/o fisica degli operatori della struttura di degenza, o in caso di abuso delle misure di contenzione fisica, le quali dovrebbero essere limitate ai casi eccezionali e per periodi di tempo non superiori alla somministrazione della terapia;
  • allontanarsi dal reparto in autonomia al termine del regime di TSO;
  • di richiedere e ricevere notifica del provvedimento disposto, in caso di proroga.
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