Come insegnare a leggere ai bambini?

Ludovica Cesaroni

Ultimo aggiornamento – 10 Agosto, 2023

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Intorno ai 6 anni di età si verificano una serie di complesse acquisizioni nel bambino che lo conducono all'apprendimento della lettura e della scrittura, e successivamente all'automatizzazione di tali abilità; ma come insegnare a leggere a un bambino? Anzitutto, occorre tener conto dell’idioma.

La lingua italiana è considerata "trasparente", poiché ogni lettera ha un suono corrispondente, il che influenza positivamente il processo di apprendimento della lettura. Numerosi studi hanno approfondito l'attività cerebrale del lettore esperto durante la visualizzazione di una parola, evidenziando l'attivazione di specifiche aree cerebrali coinvolte in funzioni come l'attenzione, i movimenti oculari, l'inibizione degli stimoli esterni e il riconoscimento del significato delle diverse sequenze di testo.

Di fronte a questa complessità, come è possibile insegnare in modo efficace la lettura ai bambini? Nei loro primi tentativi, i bambini accedono alla lettura associando a ciascuna lettera (grafema) un suono corrispondente (fonema) e giungono al significato della parola solo dopo averla pronunciata. Non è infrequente osservare che i giovani lettori, inizialmente, suddividano le parole in singole lettere (ad esempio, "casa" diventa c-a-s-a), successivamente pronuncino la parola nel suo insieme e, infine, ne acquisiscano il significato; altre volte, i processi possono coincidere, in toto o parzialmente.

Insegnare a leggere ai bambini piccoli si può?

È possibile avviare l'insegnamento della lettura prima della scuola primaria? I bambini sviluppano le competenze necessarie per il processo di lettura già a partire dai 3-4 anni, durante il periodo del gioco e quando sono esposti a stimoli che possono promuovere la lettura, come cartelloni pubblicitari, insegne e cartelli stradali; attraverso il gioco, il bambino sviluppa i prerequisiti fondamentali per l'apprendimento della lettura e della scrittura.

Negli anni '80, Utah Frith, una rinomata psicologa dello sviluppo, ha proposto un modello di acquisizione della lettura che comprende quattro fasi distinte e sequenziali. Questo modello consente agli educatori di comprendere come insegnare la lettura ai bambini in base alle loro età e alle loro esigenze:

  1. Durante gli anni dell'asilo, il bambino identifica le lettere come se fossero disegni e può essere in grado di riconoscere il proprio nome o di identificare i nomi di oggetti conosciuti.
  2. Con l'inizio della scuola primaria, il bambino inizia a riconoscere le lettere, i loro suoni e fa i primi tentativi di manipolazione delle parole.
  3. Tra il secondo e il terzo anno della scuola primaria, il bambino si specializza nel riconoscimento delle sillabe, comprende la struttura delle parole e impara le eccezioni e le irregolarità grammaticali.
  4. Infine, il bambino è in grado di riconoscere le parole in modo globale e immediato, senza bisogno di scomporle.

Nell'insegnamento della lettura ai bambini, è importante considerare che il passaggio da una fase all'altra non segue necessariamente una progressione lineare. Alcuni bambini potrebbero necessitare di più tempo, mentre in altri casi si possono verificare momenti di stagnazione; la fluidità del processo dipende dallo sviluppo cognitivo di ogni singolo bambino e dall'esposizione a un metodo di insegnamento adeguato.

Un metodo per insegnare a leggere: l’alfabeto

Un approccio efficace per facilitare l'apprendimento della lettura consiste nell'iniziare insegnando le lettere dell'alfabeto: in questo modo, il bambino sviluppa la capacità di individuare le parole e distingue le diverse lettere all'interno di una stessa parola. Ecco alcune strategie:

  • Filastrocche. Sebbene la memorizzazione dell'alfabeto sia un metodo tradizionale, è possibile sperimentare alternative come filastrocche in rima o canzoncine, purché vengano ripetute con calma, cosicché il bambino possa imitarle e, successivamente, pronunciarle autonomamente.
  • Giochi. Per stimolare l'interesse del bambino e renderlo più coinvolto nell'attività di lettura, è consigliabile rendere questa esperienza un momento di gioco. Ad esempio, si potrebbe ricreare il gioco del bowling, utilizzando cubetti con diverse lettere (l'obiettivo sarebbe far cadere i cubetti corrispondenti alla lettera designata utilizzando una pallina).
  • Lettura. Un'altra attività utile consiste nell'associare la lettura ad alta voce alle nozioni di base della scrittura. È stato dimostrato che l'apprendimento congiunto di lettura e scrittura facilita il compito dei bambini e li fa sentire più sicuri, in quanto riescono a riconoscere i suoni delle lettere che hanno scritto personalmente e, di conseguenza, si sentono più a loro agio nell'attività.
  • Ripetizione. Un buon punto di partenza può essere quello di ripetere parole semplici che si riferiscono a oggetti che il bambino manipola regolarmente e di cui conosce il significato. Inoltre, può essere utile spiegare loro che alcune parole iniziano con la stessa lettera, evidenziando questa lettera con un colore vivace in modo che possano cercarla anche in altre parole.

Durante l’apprendimento è normale che ci siano errori, ma è importante incoraggiare e gratificare il bambino dopo ogni obiettivo raggiunto anziché rimproverarlo; non bisogna sovraccaricare il bambino di aspettative, poiché ciò potrebbe essere controproducente: l'obiettivo deve essere quello di far sperimentare al bambino una nuova forma di gioco.

Imparare le vocali

Per facilitare l'insegnamento delle vocali, si può iniziare concentrandosi sulle cinque vocali presenti nella lingua, che sono facilmente memorizzabili. Un approccio utile potrebbe essere quello di associare ciascuna vocale a un dito della mano, ad esempio il pollice per la "A" e l’indice per la "E", in modo da favorire una migliore memorizzazione delle lettere speciali e visualizzare il collegamento sulla mano, magari disegnandolo su un foglio di carta.

Imparare le consonanti

Per quanto riguarda l'insegnamento delle consonanti, è importante sottolineare che ogni consonante richiede una vocale per essere pronunciata correttamente. Pertanto, si consiglia di non richiedere una memorizzazione immediata delle consonanti isolate. Nell'apprendimento delle consonanti, c'è un ulteriore passaggio dall'aspetto grafico alla pronuncia del suono.

La sillabazione

Un metodo più semplice per i bambini è iniziare direttamente con le sillabe, poiché rappresentano un esercizio ripetitivo e rassicurante. Una volta compreso questo meccanismo, sarà più facile apprendere altre componenti linguistiche. È importante tenere presente che ci sono eccezioni nella lingua italiana, ma i bambini sono, generalmente, in grado di memorizzare facilmente tali casi.

Per aiutare i bambini a leggere le sillabe, si può fare uso di schede che associano una sillaba a un disegno e un'altra sillaba a un'altra immagine, in modo da facilitare l'associazione nella memoria. È consigliabile iniziare con le consonanti più frequenti che si trovano comunemente in parole di uso quotidiano: "N", "M", "P" e "R".

Imparare a leggere col metodo Montessori

Un passo cruciale nell'insegnamento della lettura riguarda l'associazione dei suoni pronunciati alle singole lettere o alle combinazioni di lettere, noto come "consapevolezza fonologica". Questo concetto è ampiamente sostenuto dal metodo Montessori, un metodo pedagogico di insegnamento dalla larga diffusione.

Attraverso l'approccio di Maria Montessori, il bambino si avvicina alla lettura e alla scrittura in base al proprio interesse e in maniera quasi autonoma:

  • inizialmente, il bambino osserva gli oggetti circostanti e mostra interesse verso di essi, diventando sempre più curioso dell'ambiente che lo circonda; 
  • poi, nell'approccio alla lettura, non si contano le sillabe, ma si riconoscono i fonemi, ovvero i più piccoli elementi sonori che determinano una parola.

Sebbene la scomposizione di ogni parola in fonemi possa sembrare un procedimento più complesso rispetto al metodo tradizionale delle sillabe, è importante ricordare che per un bambino tutto è in continua evoluzione, compresa la propria metodologia di apprendimento. Una volta che il bambino avrà acquisito questa competenza, sarà pronto per imparare a leggere.

L'apprendimento dei fonemi, se si opta per questa scelta diretta, deve essere organizzato in modo accurato: è consigliabile iniziare con i fonemi più semplici e procedere ai più complessi in un secondo momento. 

Rime per imparare a leggere

Utilizzando cantilene e brevi poesie ritmate, si può contribuire a migliorare la capacità del bambino di riconoscere più rapidamente i fonemi, le lettere e le parole comuni. Un aspetto distintivo dell'insegnamento della lettura attraverso le rime è che queste strutture presentano schemi ben definiti che si ripetono. Una volta che il bambino comprende il ritmo, inizierà spontaneamente a scoprire le analogie sonore che si creano unendo lettere vicine.

Quando la prima fase sarà ben appresa, si può passare alla fase successiva, ovvero l'esercizio di decodifica. La decodifica rappresenta una forma iniziale di lettura di una parola e si basa sull'unione dei suoni individuali di ciascuna lettera che la compone, rispetto al cercare di leggerla tutta in una volta. Esercitarsi a decodificare le parole ad alta voce consente di suddividere l'atto della lettura in due parti:

  1. la prima riguarda la lettura effettiva del termine, 
  2. la seconda riguarda la comprensione del significato. 

È importante tenere presente che il secondo passaggio verrà successivamente; quando si insegna a leggere occorre concentrarsi sul primo punto.

È meglio proporre testi molto brevi, come rime o liste di parole, piuttosto che storie complete e libri. Concentrandosi su questo insieme ristretto di termini, il bambino imparerà più facilmente a pronunciare una parola, soprattutto se la decodifica ad alta voce.

Occorre lasciar sperimentare il bambino nello scomporre la parola in parti più piccole: un trucco può essere quello di battere le mani, per accompagnare la scomposizione.

La decodifica delle parole è un processo lungo che richiede notevole impegno e i progressi avvengono gradualmente. Questa tecnica è valida quando il bambino ha circa 5-6 anni, poiché può risultare complessa per i più piccoli. Se li si lascia sperimentare, spesso i bambini sono in grado di attivare gradualmente la memoria e riconoscere le parole automaticamente, senza nemmeno rendersene conto.

Ludovica Cesaroni
Scritto da Ludovica Cesaroni

Amo definirmi una creativa dalla forte impronta razionale. Scrivere, disegnare e creare con le mani sono le mie grandi passioni, ma il pungolo della curiosità mi ha sempre portato a interrogarmi sui grandi misteri della vita e a informarmi sui 'piccoli misteri' dell'uomo.

a cura di Dr. Giuseppe Pingitore
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