Inserimento al nido: i consigli per favorirlo

Anna Nascimben | Editor

Ultimo aggiornamento – 16 Agosto, 2023

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L'inserimento al nido è un momento tanto atteso quanto temuto da molti genitori, i quali sono consapevoli del disagio che potrebbe provare il loro bambino nel momento del distacco. Vediamo quindi come funziona la procedura di inserimento all'asilo nido e i consigli utili da mettere in pratica per renderla più veloce e meno traumatica possibile.

Inserimento all'asilo nido: cosa sapere

Con il termine inserimento si intende comunemente l'entrata del bambino all'asilo nido, il che rappresenta per il bambino, il più delle volte, la prima forma di distacco dalle figure di accudimento che ha imparato a conoscere nei mesi  iniziali della sua vita. Proprio in virtù della delicatezza di questo momento, i genitori tendono a vivere l'inserimento con una leggera ansia, preoccupati che i loro piccoli si sentano smarriti e non che non siano in grado di adattarsi ad un nuovo ambiente. In realtà per la maggior parte dei bimbi l'inserimento al nido avviene senza troppe difficoltà e nei tempi prestabiliti, soprattutto se percepiscono la tranquillità che gli viene trasmessa dagli adulti.

Ma come funziona in dettaglio la procedura di inserimento all'asilo nido e quanto dura? Non esiste una risposta univoca a questa domande perché molto dipende dal bambino, da come esso vive il momento del distacco, dalle esigenze della singola famiglia e da quelle della struttura scelta. In linea di massima il personale della struttura dell'infanzia decide le modalità e la quantità di tempo che il bimbo può cominciare a trascorrere all'asilo, di giorno in giorno, in modo da valutarne il grado di ambientamento e non forzare la mano. Un suggerimento utile per i genitori può essere quello di tenersi disponibili (il quanto più possibile liberi da impegni lavorativi e reperibili) per circa due settimane, sebbene di norma per i bambini più piccoli, ovvero quelli di età inferiore agli otto mesi, l'inserimento sia in genere molto più veloce.

L'età anagrafica, infatti, svolge un'influenza significativa nel determinare la durata temporale dell'inserimento: se i bimbi molto piccoli (dai sei agli otto mesi circa) ancora non avvertono lo stacco dai genitori e sono quindi in grado di farsi accudire anche da figure estranee, per quelli un po' più grandi (a partire dai nove fino ai 15 mesi) risulta maggiormente difficile fidarsi di chi non si è mai visto. A partire dall'anno di vita fino a circa i 24 mesi, invece, cresce sempre di più nei bambini la voglia di socializzare e di giocare con i loro coetanei, pertanto essi potrebbero mostrarsi già ben predisposti all'incontro con l'altro.

Inserimento all'asilo nido: come funziona?

Come funziona nello specifico l'inserimento al nido? In genere i primi giorni il bambino frequenta la struttura insieme a uno dei due genitori, in modo che possa essere libero di esplorare il nuovo ambiente avendo però la possibilità di tornare tra le braccia rassicuranti di mamma e papà ogni volta che lo desidera. Se il piccolo manifesta sin da subito la voglia di giocare, il genitore può via via lasciare sempre più spazio alle educatrici, limitandosi a rimanere a portata di sguardo. In maniera molto graduale e non appena il bambino avrà preso confidenza sia con l'ambiente che con le persone, egli potrà poi cominciare ad allontanarsi, magari dapprima per qualche decina di minuti, per poi allungare pian piano il distacco.

Qualora il bambino si mostrasse a disagio e manifestasse un forte turbamento nel vedere il genitore allontanarsi lasciandolo da solo, è opportuno rallentare il ritmo dell'inserimento ed essere pronti a rientrare nella struttura. Per far sì che l'inserimento proceda nel migliore dei modi, quindi, è importante prevedere una certa dose di flessibilità e non manifestare frustrazione o impazienza di fronte al bimbo. È importante tenere presente, inoltre, che i primi giorni di inserimento non prevedono né il pasto né il momento della nanna, i quali cominciano ad essere introdotti dopo circa una- due settimane dall'avvio del processo

Inserimento al nido: i consigli utili

Ecco alcuni consigli utili per facilitare il processo di inserimento all'asilo nido:

  • il momento del saluto è molto importante e non andrebbe mai saltato. Sia quando si porta il bambino, sia quando lo si va a riprendere, quindi, è necessario salutare con calma e comunicare in modo chiaro che si farà ritorno a breve da lui;
  • non forzare mai il bambino facendo leva sul senso di colpa e lasciarlo libero di vivere il momento del distacco con i suoi tempi;
  • un buon consiglio può essere quello di prevedere un primo momento di incontro con il personale dell'asilo nido prima che il bimbo cominci ufficialmente la sua frequentazione. Ad esempio, si potrebbe approcciare il nuovo ambiente facendo un saluto, partecipando a una festa di inizio anno o facendo vedere al piccolo l'entrata dell'asilo da fuori;
  • una delle raccomandazioni più importanti è quella di essere pronti a ritornare indietro qualora il bimbo non fosse pronto ad essere lasciato con le educatrici. È fondamentale prendersi tutto il tempo necessario per vivere il momento dell'inserimento con gradualità, senza che esso diventi una fonte di stress per tutta la famiglia;
  • lasciare al bambino un oggetto di transizione (come ad esempio un peluche) che funga per lui da consolazione e che gli ricordi l'ambiente di casa;
  • evitare di far coincidere il momento dell'inserimento al nido con altri cambiamenti, come ad esempio un trasferimento in una nuova casa;
  • nei momenti in cui il bimbo non è all'asilo nido, trascorrere molto tempo insieme a lui e ricavarsi dei momenti di intimità che gli facciano capire che i suoi genitori saranno sempre al suo fianco;
  • prevedere dei momenti di crisi. È molto probabile che durante l'inserimento al nido il bimbo attraverserà qualche momento di pianto: l'importante è rassicurarlo senza andare nel panico e fargli percepire la propria presenza; 

Inserimento tradizionale o modello svedese?

Oltre al cosiddetto modello tradizionale che viene comunemente utilizzato in Italia, e che prevede un inserimento di durata variabile piuttosto lungo, negli ultimi anni ha preso sempre più piede un'alternativa definita "svedese", in quanto essa viene adoperata principalmente nei paesi del Nord Europa. Il modello di inserimento svedese prevede che il genitore rimanga vicino al bambino meno giorni (in genere tre), ma che egli partecipi a tutte le attività previste dall'asilo, compresi i momenti dei pasti e del riposo pomeridiano. Rispetto al primo giorno, verso la fine il genitore tenderà a lasciare sempre più spazio alle educatrici, fino ad allontanarsi definitivamente verso il quarto - quinto giorno.

Entrambe le alternative presentano punti a favore e non, anche se molto cambia a seconda del temperamento del bambino e degli impegni dei genitori. Alcuni ritengono che il modello nordico sia più indicato per i bambini dai due anni in su in quanto, grazie al maggiore sviluppo cognitivo che li contraddistingue, essi sarebbero già in grado di collocare gli eventi in ordine temporale; altri, invece, propendono per l'inserimento più lungo in quanto il bambino si troverebbe a sperimentare un livello di stress più circoscritto nel tempo e avrebbe maggior modo di stemperare la sua ansia da distacco grazie alla presenza continua del genitore.

Anna Nascimben | Editor
Scritto da Anna Nascimben | Editor

Con una formazione in Storia dell'Arte e un successivo approfondimento nello studio del Digital Marketing, mi occupo da anni di creare contenuti web. In passato ho collaborato con diversi magazine online scrivendo soprattutto di sport, vita outdoor e alimentazione, tuttavia nel corso del tempo ho sviluppato sempre più attenzione nei confronti di temi come il benessere mentale e la crescita interiore.

a cura di Dr. Giuseppe Pingitore
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