Asilo nido sì o no e da che età? I consigli per scegliere

Anna Nascimben | Editor

Ultimo aggiornamento – 23 Agosto, 2023

scopri a che età è giusto andare all'asilo nido

È giusto mandare i propri bambini all'asilo nido? Cosa sapere prima di compiere questa scelta? I pediatri consigliano l'asilo nido sì o no e a partire da che età? Ecco tutto quello che occorre sapere su questo argomento.

Asilo nido sì o no? Come fare la scelta giusta

Una delle domande che attanaglia maggiormente i neo genitori è quella legata alla scelta se mandare il bambino al nido oppure no. Se in alcuni casi si tratta di una scelta praticamente obbligata (ad esempio quando entrambi i genitori vogliono o devono necessariamente rientrare a lavoro, quando non si vuole, o non si può, assumere una baby sitter, oppure se non si hanno nonni disponibili ad accudire il bambino), in altri il confine è più sfumato e pone di fronte a delle importanti riflessioni.

Di fronte alla scelta se mandare il proprio bambino al nido, e da che età farlo, i genitori provano spesso un ampio ventaglio di emozioni: dall'ansia di stare sbagliando, al timore di sottoporre il proprio figlio ad un distacco prematuro e immotivato, alla poca fiducia nei confronti delle strutture dell'infanzia, fino al senso di colpa.

Le ultime ricerche in campo pedagogico hanno messo in luce come i bambini molto piccoli abbiano bisogno di poter contare sia su una o più figure di accudimento presenti e disponibili nei loro confronti, sia di momenti di socializzazione e di sperimentazione con l'ambiente circostante. Da una parte, quindi, il bimbo deve poter costruire una relazione di fiducia con il suo caregiver di riferimento, in modo da poter creare quella base sicura dell'attaccamento che, come teorizzato da Winnicott, poi gli consentirà di esplorare il mondo in autonomia; dall'altra, però, è ugualmente importante fornire ai bambini la possibilità di giocare e di svolgere delle attività arricchenti e stimolanti, tanto a livello fisico quanto in quello emotivo.

Inoltre, nella scelta nido sì o no, entra in gioco anche la qualità dell'approccio pedagogico offerto dalla struttura, la quale comprende numerosi aspetti: dalla formazione dello staff alla loro esperienza, dalla capacità di relazionarsi in modo costruttivo con la famiglia al progetto pedagogico proposto, fino  all'ambiente, agli arredi e al materiale di gioco.

Asilo nido: da che età iscrivere il bambino

È molto difficile stabilire un'età ideale per mandare i propri figli al nido in quanto vi sono diversi fattori che possono influenzare questa scelta, a partire dalla possibilità o meno di assentarsi dal lavoro, dalla presenza dei nonni e dal tipo di struttura scelta. Secondo alcuni l'ideale darebbe a partire da 1,5/ 2 anni di vita, ovvero quando i bimbi sarebbero in grado di godere a pieno di tutte le varie attività proposte, tuttavia questa indicazione è molto soggettiva e andrebbe sempre messa in relazione con le necessità della famiglia.

Per i bambini più piccoli, ovvero quelli sotto l'anno di età, sono consigliate strutture di dimensioni ridotte o i micronidi, i quali accolgono gli iscritti in un ambiente intimo e contenuto. I nidi in famiglia o le cosiddette "tagesmutter" ad esempio, sono opzioni sempre più comuni che vengono scelte dai genitori in quanto permettono un sufficiente livello di accudimento e la presenza di una figura educativa stabile. Qualora il bimbo frequentasse il nido per molte ore al giorno, dovrebbe comunque avere la possibilità di trascorrere la restante parte della giornata con i genitori, in modo da sopperire al bisogno di contatto fisico ed emotivo tanto del bimbo quanto di mamma e papà. 

Asilo nido e bambini: pro e contro

La scelta fra asilo nido si o no dipende moltissimo dalle esigenze della singola famiglia, ma quali sono i principali punti a favore e quali, invece, le criticità da tenere presenti? Fra i benefici di iscrivere proprio figlio al nido rientrano:

  • la possibilità di vivere un ambiente nuovo ma in una sfera comunque protetta;
  • provare esperienze arricchenti sotto vari aspetti;
  • sperimentare diverse attività in uno spazio pensato apposta per i bambini piccoli;
  • trascorrere del tempo all'aria aperta insieme a dei coetanei;
  • giocare con diversi materiali attentamente selezionati;
  • socializzare e condividere con i compagni una parte importante del loro sviluppo;

Di contro, i genitori che preferiscono tenere il loro bambino a casa durante i primi tre anni di vita adducono spesso ragioni legate alla paura delle malattie. Sebbene in molti casi l'ambiente dell'asilo contribuisca ad aumentare le difese immunitarie del piccolo, in altri quest'ultimo viene esposto a numerosi agenti patogeni che lo rendono più soggetto ad ammalarsi. Un'altra motivazione portata a sostegno dei detrattori dell'asilo nido è, poi, il fatto che i bambini piccoli tendono a dormire svariate ore al giorno, riducendo di molto le ore di socializzazione. 

Asilo sì o no: i consigli per decidere   

Ecco alcuni suggerimenti da tenere in considerazione quando ci si trova a dover decidere se mandare o no proprio figlio all'asilo nido.

  • prestare attenzione alla qualità della struttura scelta, al fatto che essa disponga di sufficiente spazio per far giocare i bambini e che tutto sia predisposto in modo da rendere la frequentazione sicura;
  • verificare che la struttura rispetti le norme di igiene, che personale sia adeguatamente formato e che i materiali siano abbondanti e selezionati con cura;
  • informarsi circa la presenza della cucina interna o di un eventuale servizio mensa;
  • verificare il numero massimo di bambini per educatrice, privilegiando le strutture in cui ci sono meno iscritti;
  • per quanto riguarda la scelta tra asilo nido si o no, il pediatra di riferimento può fornire utili informazioni e rassicurare i genitori circa la scelta fatta;
  • scegliere preferibilmente strutture che dispongono di un giardino esterno dove i bambini possano giocare in sicurezza;
  • alcune strutture sono estremamente flessibili e permettono una frequenza ridotta. Alcuni nidi, ad esempio, permettono di riprendere il bambino a metà giornata, mentre altre danno la possibilità di scegliere di mandare il bimbo solo per tre giornate a settimana;
  • valutare la distanza del nido da casa e dare la preferenza alle strutture più vicine;
  • una volta deciso per l'iscrizione al nido, non avere fretta di concludere l'inserimento nel più breve tempo possibile e lasciare che il bambino si abitui al nuovo ambiente con i suoi tempi;
  • tenere presente che, in alcune situazioni, quando si opta per i nonni al posto dell'asilo nido, questi potrebbero interferire con le indicazioni educative previste dai genitori, rendendo poi difficile mantenere una linea pedagogica coerente per il bambino.
Anna Nascimben | Editor
Scritto da Anna Nascimben | Editor

Con una formazione in Storia dell'Arte e un successivo approfondimento nello studio del Digital Marketing, mi occupo da anni di creare contenuti web. In passato ho collaborato con diversi magazine online scrivendo soprattutto di sport, vita outdoor e alimentazione, tuttavia nel corso del tempo ho sviluppato sempre più attenzione nei confronti di temi come il benessere mentale e la crescita interiore.

a cura di Dr. Giuseppe Pingitore
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Anna Nascimben | Editor
Anna Nascimben | Editor
in Bebe e neonati

1029 articoli pubblicati

a cura di Dr. Giuseppe Pingitore
Contenuti correlati
Una bambina parla con uno psicoterapeuta
Cos'è l'autolesionismo nei bambini e negli adolescenti e come affrontarlo

L'autolesionismo nei bambini e negli adolescenti da cosa è determinato? Scopriamo quali sono i fattori che lo causano e quale terapia si può mettere in atto.

coppia di genitori omosessuale giocano con loro figlia
Come funziona l'adozione omogenitoriale in Italia

L'adozione omogenitoriale è una possibilità prevista dall'ordinamento giuridico italiano? E se sì, come funziona e quale iter seguire? Ecco cosa bisogna sapere.