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Allergie primaverili: il calendario delle fioriture e il meteo dei pollini

Ultimo aggiornamento – 22 marzo, 2017

Quando si soffre di allergia ai pollini è bene conoscere il calendario delle fioriture, per prevenire i disturbi allergici.
Indice

Le persone che sono affette da allergie primaverili attendono questo periodo dell’anno vivendo dei sentimenti piuttosto contrastanti: da un lato, sono lieti del fatto che le temperature aumentino e che le giornate si allunghino, dall’altro lato, temono un refolo di aria che potrebbe portare alle loro narici anche una minima quantità di polline, in grado di scatenare starnuti, occhi gonfi e quant’altro.

Innanzitutto, per allergia ai pollini si intendono quelle manifestazioni che si ripresentano annualmente e, più precisamente, stagionalmente, nelle persone che sono molto sensibili alla presenza di certi specifici tipi di alberi, erbe e fiori. Le reazioni allergiche possono essere più intense in determinate zone rispetto ad altre, in base alla presenza o meno di alcuni pollini che la vegetazione offre in quel periodo.

Gli allergeni sono di piccolissime dimensioni e, grazie a questa loro caratteristica, sono in grado di diffondersi negli ambienti, in modo tale che le persone li inalino a loro insaputa, scatenando così le manifestazioni allergiche.

Allergie primaverili: i sintomi

I sintomi delle allergie ai pollini coinvolgono diversi organi: gli occhi, il naso e le vie bronchiali prevalentemente.

L’asma bronchiale e la rinite allergica compaiono quasi in contemporanea, colpendo la prima i bronchi e la seconda il naso. La rinite allergica colpisce le prime vie respiratorie causando loro un’infiammazione che interessa occhi e naso. Nella forma stagionale allergica, viene chiamata febbre da fieno, anche se non compare la febbre. Non ha nessun limite di età.

L’asma bronchiale è il peggioramento della rinite allergica e si presenta come un’ostruzione delle vie respiratorie e un’infiammazione dei bronchi. Se gli occhi si arrossano, la maggior parte delle volte è dovuto al fatto che sono congestionate le vie nasali, anche se altre volte potrebbero essere gonfi soltanto gli occhi ed essere libero il naso.

Come si sono presentati, i sintomi possono scomparire improvvisamente, anche se solitamente persistono, in quanto gli allergeni sono ancora presenti nell’atmosfera. Quando vengono colpiti soltanto gli occhi, provocando così la congiuntivite allergica, i sintomi possono essere:

  • Prurito al palato e al naso
  • Abbondante lacrimazione con irritazione
  • Prurito alle mucose degli occhi che causa il loro arrossamento
  • Fastidio in presenza di luce

Per quanto riguarda il naso invece, l’allergia può provocare questi sintomi:

  • Secrezioni nasali abbondanti
  • Riduzione del senso dell’olfatto
  • Starnuti frequenti
  • Naso chiuso

Le complicazioni della rinite allergica

Quando la rinite allergica peggiora e si trasforma progressivamente in asma bronchiale, si potrebbero presentare i seguenti sintomi:

  • Attacchi di asma
  • Difficoltà nella respirazione
  • Sibili intracostali durante la respirazione
  • Senso di costrizione e peso toracico
  • Tosse secca

Al di là di questi sintomi specifici di certe aree del corpo, si potrebbero presentare anche altre patologie, tra cui:

  • Dermatite cutanea o orticaria
  • Cefalea frontale costante
  • Difficoltà di concentrazione
  • Senso di malessere generale, come in un’influenza
  • Stanchezza cronica
  • Disturbi durante la deglutizione a causa dell’ingrossamento dell gola
  • Prurito e gonfiore alle mucosa delle labbra e della bocca;

Il calendario delle fioriture primaverili

Chi è affetto da allergie stagionali deve avere un occhio di riguardo ai calendari delle fioriture primaverili, proprio per riuscire a gestire le reazioni allergiche e magari prevenirle assumendo antistaminici prima degli attacchi.

I calendari pollinici, così chiamati perché indicano precisamente il periodo di fioritura e la specie vegetale, indicano la concentrazioni di determinati pollini allergenici in un preciso periodo dell’anno e soprattutto in una specifica regione italiana, proprio perché il clima varia molto sia in latitudine sia in altitudine.

Sono calendari che hanno una certa valenza scientifica, in quanto elaborati dal Centro Nazionale di Aereobiologia e dalle Asl del territorio. I pollini vengono raccolti periodicamente attraverso vere e proprie catture, le quali riescono a quantificare per ogni metro cubo d’aria la concentrazione di quel determinato allergene.

Per prima cosa, il calendario indica i periodi in cui sono più frequenti le allergie ai pollini, ovvero:

  • Inverno-pre-primavera: in questo periodo, i pollini che compaiono più maggiormente sono quelli delle Cupressaceae, delle arboree come l’Ontano e delle Corylaceae, come il Nocciolo, delle Oleaceae come il Frassino, delle Salicaceae come il Salice e il Pioppo.
  • Primavera: scompaiono i pollini del Salice e del Pioppo, ma in compenso si presentano quelli delle arboree Betulaceae come la Betulla, delle Graminaceae, delle Urticaceae, del Pino, del Platano, del Cipresso, delle Oleaceae come l’Olivo e il Frassino, delle Coylaceae come il Carpini e delle Fagaceae come il Faggio e la Quercia.
  • Estate: durante questa stagione compaiono i pollini del Pino, del Castagno, delle Urticaceae e delle Compositae come l’Artemisia e l’Ambrosia.

È il caso di specificare che il periodo di fioritura è influenzato da molto fattori climatici, tra cui il freddo, il caldo, l’umidità e la quantità di pioggia caduta. Non solo può variare da stagione a stagione, ma anche di anno in anno. Per questo motivo, se una persona soffre di allergie stagionali, è meglio che consulti sempre il calendario dei pollini sia della propria regione sia di altre regioni se ha intenzione di viaggiare.

Ecco un abbozzo di calendario dei pollini:

  • Da gennaio a marzo: Nocciolo
  • Da gennaio a maggio: Cipresso
  • Da gennaio/febbraio a maggio: Betulla
  • Da febbraio ad aprile: Ontano
  • Da febbraio a maggio: Tasso
  • Da febbraio a luglio: Mimosa e Robinia
  • Da febbraio ad ottobre: Parietaria
  • Da febbraio a novembre: Gramigna delle vie e Dente di leone
  • Da marzo ad aprile: Olmo
  • Da marzo a maggio: Platano
  • Da marzo a giugno: Faggio e Tiglio
  • Da marzo a settembre: Pioppo e Salice
  • Da marzo/aprile a giugno: Olivo
  • Da marzo a luglio: Paleo odoroso
  • Da aprile a maggio: Carpino bianco e nero, Acero e Ippocastano
  • Da aprile a giugno: Quercia, Paleo dei prati, Paleo, Spigolina, Frassino, Ligustro, Eucalipto, Pino domestico e Pino marittimo
  • Da aprile ad agosto: Gramigna dei prati, Orzo e Piantaggine
  • Da agosto a settembre: Ambrosia e Assenzio selvatico
  • Da maggio a giugno: Grano, Loglio e Gelso bianco
  • Da maggio a luglio: Erba codolina e Pino nero
  • Da maggio ad agosto: Avena e Logliarello
  • Da maggio a settembre: Caprinella e Erba mazzolina
  • Da giugno a luglio: Segale
  • Da giugno ad agosto: Erba bambagina, Capellini e Agroside
  • Da giugno a settembre: Assenzio e Camomilla
  • Da giugno ad ottobre: Erba canina
  • Da luglio a settembre: Granturco e Sorgo
  • Da luglio ad ottobre: Girasole, Verga d’oro e Palma nana
  • Da agosto a settembre: Cannarecchia
  • Perenne: Margheritina

Diffusione dei diversi pollini in Italia

In Italia, i pollini delle diverse piante sono diversamente presenti, in base alla regione e alla stagione. Ecco schematicamente un’idea generale delle piante più diffuse e che causano maggiormente allergie:

  • Nocciolo:
    • Nord: gennaio, febbraio, marzo, in minor misura in aprile;
    • Centro: febbraio, marzo; in minor misura in aprile, dicembre e gennaio;
    • Sud: in minima quantità in gennaio, febbraio, marzo e aprile.
  • Betulla:
    • Nord: marzo, aprile, in minor misura in maggio;
    • Centro: in minima quantità in marzo, aprile e maggio
    • Sud: in minima misura in marzo e aprile.
  • Graminacee:
    • Nord: aprile, maggio, giugno; in minor quantità in luglio, agosto, settembre, marzo;
    • Centro: aprile, maggio, giugno; in minor quantità in giugno e luglio;
    • Sud: in minima quantità in aprile, maggio, giugno e luglio.
  • Artemisia:
    • Nord: in minima misura: luglio, agosto, settembre e ottobre;
    • Centro: in minima misura: luglio, agosto e settembre;
    • Sud: in minima misura: luglio, agosto e settembre.
  • Ambrosia:
    • Nord: agosto e settembre; in minima misura in ottobre e luglio;
    • Centro: in minima misura in agosto e settembre;
    • Sud: non presente.
  • Cipresso:
    • Nord: gennaio, febbraio, marzo; in minima misura in aprile;
    • Centro: febbraio, marzo; in minima misura in aprile, dicembre e gennaio;
    • Sud: in minima misura in gennaio, febbraio, marzo e aprile.
  • Olivo:
    • Nord: in minima misura: maggio e giugno;
    • Centro: giugno; in minor misura luglio e maggio;
    • Sud: maggio, giugno; in minor misura luglio e aprile.
  • Parietaria:
    • Nord: giugno, agosto; in minima misura: settembre, ottobre, aprile, maggio, luglio;
    • Centro: maggio, giugno; in minima misura: luglio, agosto, settembre, ottobre, marzo, aprile;
    • Sud: marzo, aprile, maggio; in minima misura: giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, gennaio, febbraio.

Come utilizzare il meteo dei pollini

Il bollettino dei pollini è uno strumento utile con il quale valutare la concentrazione dei vari pollini nel nostro Paese. I soggetti allergici possono, così, programmare le uscite all’aperto, ma anche per premunirsi di tutti i farmaci necessari.

Allergie ai pollini: rimedi

Esistono diversi rimedi che si possono utilizzare per decongestionare la mucosa nasale, la lacrimazione e la secrezione di muco.

L’utilizzo dei colliri decongestionanti e degli spray nasali non deve durare a lungo, al massimo per una settimana, con un utilizzo giornaliero di 3 volte; gli effetti collaterali sistemici, infatti, potrebbero causare arrossamento degli occhi, tachicardia, bruciore al naso, ipertensione, prurito al naso, aritmia, senso di irrequietezza. La mucosa nasale, a lungo andare, potrebbe subire un’alterazione.

Gli antistaminici sono i prodotti più utilizzati, in quanto bloccano l’istamina, la sostanza chimica che il sistema immunitario rilascia nel momento in cui compare un’allergia. Si possono assumere sia sottoforma di colliri, spray nasali, sciroppi e compresse. Questi medicinali bloccano la lacrimazione oculare, i continui starnuti, il prurito e il gonfiore, tipiche manifestazioni di un’allergia.

Ovviamente, sarà il medico a prescriverne l’utilizzo, in quanto potrebbero provocare tachicardia, mal di testa, prurito agli occhi, vertigini, bruciore nasale, nausea, sonnolenza, epistassi, secchezza delle mucose. Le persone anziane e i bambini non devono assumerle.

Anche gli antileucotrieni sono molto utili, soprattutto in caso di asma bronchiale e rinite allergica. Si possono assumere sottoforma di compresse, per tutto il periodo delle allergie. Raramente, provocano disturbi intestinali e mal di testa.

Farmaci a base di cortisone e vaccini contro l’allergia

I cortisonici sono molto indicati in casi di manifestazioni allergiche, in quanto sono sia dei potenziatori del sistema immunitario sia antinfiammatori.

I medicinali a base di cortisone si trovano sottoforma di spray, compresse, colliri, pomate da mettere negli occhi. Vengono utilizzati nei casi più difficili di reazione allergica ai pollini e curano sia la congiuntivite allergica che la rinite.

Anche per questi farmaci, il consiglio è quello di utilizzarli per brevi periodi, per evitare i fastidiosi effetti collaterali da non prendere sottogamba, come sbalzi d’umore, iperglicemia, insonnia, aumento di peso, ulcera, alterazione della percezione degli odori, acne, ipertensione.

Esistono anche dei vaccini di ultima generazione che sono in grado di desensibilizzare l’organismo verso gli allergeni più specifici. Anche in questo caso, però, dovrà essere l’allergologo a consigliare per il meglio il paziente.

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