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Scoperto un superbatterio resistente agli antibiotici

Ultimo aggiornamento – 30 maggio, 2016

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Negli Stati Uniti è scattato l’allarme batterio killer; sarebbe stato trovato, infatti, un batterio resisteste a tutti gli antibiotici ad ora sul commercio. La portatrice di questo temuto batterio sarebbe una donna, la quale non riesce a combatterlo nemmeno usando i medicinali più potenti.

Antibiotico-resistenza

In termini medici, si parla di antibiotico-resistenza, ovvero, nessun antibiotico sarebbe in grado di combattere questo batterio, composto da un gene particolare.

La donna, una quarantanovenne della Pennsylvania, avrebbe effettuato dei semplici esami dell’urina, dai quali è emerso questo temibile batterio. L’intero studio è stato pubblicato sulla rivista “Antimicrobial agents and chemoterapy“, nel quale i ricercatori hanno spiegato minuziosamente il caso.

Si tratterrebbe di un ceppo derivante dall’Escherichia coli, il quale non si fa sconfiggere nemmeno dalla colistina, l’antibiotico più potente attualmente in commercio. Gli scienziati hanno spiegato, infatti, che nei casi in cui i batteri si rivelassero molto resistenti alle cure, l’ultima spiaggia sarebbe proprio questo antibiotico colistina, il quale è in grado di distruggere i batteri più resistenti, che, se non combattuti per tempo, potrebbero uccidere fino alla metà dei pazienti colpiti.

Un futuro senza antibiotici

Il timore più grande dei ricercatori è che questa scoperta porti alla fine dell’utilizzo di tutti gli antibiotici che sono stati somministrati fino ad ora. Questo implicherebbe ricominciare da capo con nuove ricerche e sperimentazioni per poter abbattere i batteri killer, con un conseguente dispendio finanziario, senza contare tutti gli anni che verrebbero impiegati tra ricerca e sperimentazione prima che il nuovo farmaco possa entrare a pieno regime nel mercato. Le parole allarmanti di Thomas R. Frieden, direttore dei Centers for Disease Control and Prevention sono state: “Siamo entrati in un’era post-antibiotica“.

Nuove cure

La primaria necessità è quindi quella di trovare nel più breve tempo possibile delle nuove cure in grado di sconfiggere quanto prima questo batterio, prima che mieta delle vittime.

Il gene in questione è il mcr1, scoperto già a novembre da uno studio cinese. Il mcr-1 permetterebbe al batterio di rendersi resistente a qualsiasi cura. La ricerca era stata condotta studiando i geni di comuni batteri, diffusi soprattutto tra le malattie responsabili di polmoniti o tra le malattie che riguardavano la circolazione sanguigna. In particolar modo, i batteri analizzati sono stati quelli dell’escherichia coli e della klebsiella penumoniae. Se il mcr-1 è presente in questi batteri, allora si riveleranno non sono incurabili, ma si pensa avranno una capacità di diffusione incontrollabile.

E’ una situazione che va arginata immediatamente, proprio per il fatto che la rapidità della sua diffusione potrebbe arrivare a livelli tali da uccidere una persona ogni 3 secondi. Il contagio, se così si può chiamare, avverrebbe in particolar modo in ambienti ospedalieri, dove i batteri prolificano. Il microbiologo Gail Cassell, medico dell’Harvard Medical School, spiega che sarebbe importante capire dove si sia infettata la donna. Quello che si sa a riguardo è che la paziente non ha viaggiato nei 5 mesi precedenti l’individuazione del batterio.

E’ di pochi giorni fa l’allarme lanciato dal premier David Cameron che dichiarava che entro il 2050 le infezioni riusciranno a uccidere una persona ogni 3 secondi, questo è soprattutto dovuto al fatto che la gente abusa degli antibiotici, che così vedono sfumare il proprio effetto antibatterico.

L’evoluzione della malattia

Dalle ultime notizie, sembra che la paziente stia bene, ma questa scoperta ha messo in allarme i maggiori dipartimenti della difesa della salute americani. Quello che si vuole scoprire al più presto è se questo batterio si sia staccato da un ceppo o sia l’evoluzione di un altro batterio già resistente agli antibiotici. Da adesso in poi, negli esami di controllo ai quali si sottopporranno le persone, ci sarà anche l’analisi per scoprire la presenza di questo batterio killer.

In Cina, la scoperta era stata fatta sugli animaali e si era capito suubito che riusciva a diffondersi molto rapidamente. Era stato trovato anche in Europa e in Italia, ma non si era rivelato resistente alla colistina, considerata l’ultima risorsa in capo medicinale. Una possibilità di contagio potrebbe derivare anche da qualche alimento, ma di sicuro non qualcosa che la paziente deve aver mangiato all’estero, avendo dichiarato di non essere uscita dal Paese.

Cosa succede in Italia?

Nel nostro Paese, esiste già un batterio che si rivela resistente a quasi tutti gli antibiotiici: il Klebsiella, ma per adesso la situazione è ancora contenuta.

 

 

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