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Anticoagulanti e complicanze vascolari del Coronavirus: il ruolo dell’eparina

Ultimo aggiornamento – 15 maggio, 2020

Trombo e Coronavirus

A cura del dr. Guido Arpaia, specialista in Angiologia ed Ematologia e Presidente della  SIAPAV - Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare


In queste settimane, si parla sempre più spesso, sebbene non esista ancora una chiara letteratura scientifica, di complicanze vascolari legate alle forme più gravi di Coronavirus e del ruolo terapeutico che gli anticoagulanti possono avere in alcuni casi. 

Abbiamo, dunque, intervistato il dr. Guido Arpaia, medico angiologo ed ematologo, e Direttore della Medicina dell’Ospedale di Carate Brianza, presidente della SIAPAV.

Il Coronavirus potrebbe essere causa di danni al sistema vascolare? Se sì, in che modo?

La risposta è sicuramente sì.

Ci si è resi conto della cosa già dopo le prime settimane di pandemia, perché si è notato esaminando i pazienti ricoverati che, durante le fasi più gravi della malattia, si assisteva a un netto peggioramento di valori indice della presenza di patologie vascolari, come trombosi venose ed arteriose. 

Sono emerse infatti evidenze che durante l’infezione, soprattutto nei casi più gravi, vi è una attivazione della coagulazione, probabilmente dovuta al danno che il virus causa alle cellule che rivestono i nostri vasi, l’endotelio, e l’infezione causa una grave endotelite

Da qui, possono scatenarsi delle complicanze vascolari che vanno dalle trombosi venose alle trombosi arteriose, all’interessamento della microcircolazione che, anche nei pazienti più giovani, come si legge, provocano manifestazioni simili alla  malattia di Kawasaki

Dunque, c’è un possibile danno vascolare, che è uno dei problemi che la malattia può dare, che contribuisce a peggiorare il quadro generale. 

SIAPAV

Chi sono i soggetti più a rischio di complicanze vascolari da Coronavirus: gli anziani o i più giovani? 

Sicuramente dobbiamo partire da una considerazione: abbiamo tanti dati frammentari, non abbiamo ancora uno studio epidemiologico talmente forte da farci vedere un quadro completo. 

I disturbi vascolari più frequenti sono stati segnalati nelle persone non più giovani e nell’ambito del sistema venoso, dunque  trombosi venose , embolie polmonari. 

Da quanto si legge in questo periodo nella letteratura sembra che le complicanze vascolari nel giovane più facilmente siano meno gravi. Ma sottolineo, in questo momento fare dei discorsi epidemiologici è nettamente prematuro. 


Anticoagulanti, eparine, antinfiammatori possono aiutare i pazienti colpiti? 

Soprattutto per quanto riguarda l’eparina, c’è stata un’attenzione addirittura diventata spasmodica. 

Il punto è che questi pazienti, soprattutto i pazienti allettati o con importante ipomobilità, di età avanzata, con malattia infiammatoria acuta, hanno un alto rischio di sviluppare il cosiddetto trombo-embolismo venoso

Andando ad analizzare i casi, si è visto che queste complicanze sono molto frequenti nei pazienti con patologie legate al Covid avanzate, con polmonite, bronco-polmonite, insufficienza respiratoria. 

In questi casi, l’incidenza di complicanze vascolari è molto alta, nei vari studi compresa tra il 25% e il 40%. Sono pazienti per i quali la terapia preventiva, la profilassi con l’eparina va fatta sempre. La profilassi va eseguita con dosi di eparina basse, perché soprattutto nei casi più gravi ci può essere paradossalmente una tale attivazione della coagulazione che dare dosi di eparina alta può risultare controproducente. 

Dunque, l’eparina va somministrata a tutti i pazienti, se non controindicata, quando a rischio e/o di età avanzata; nei pazienti nei quali poi si individua la complicanza trombotica va usata la terapia anticoagulante, ma laddove si valuti la possibilità dello sviluppo di una Coagulazione Intravascolare Disseminata allora bisogna stare molto attenti e valutare con attenzione il quadro. 

L’eparina ha quindi un ruolo, ma a livelli profilattici e non di anticoagulante per tutti i Pazienti. 

Come gestire in questo periodo di emergenza/Fase 2 i pazienti con patologie vascolari pregresse?

Il paziente che ha una patologia vascolare pregressa è ovviamente un paziente più fragile che dovrebbe tutelarsi maggiormente. 

Preservarsi sempre con la mascherina e far sì che la indossino anche gli altri. Di gente senza mascherina, purtroppo, ce n’è ancora troppa. Anche una mascherina “fai da te” può fare la differenza, perché frena le famose goccioline di saliva emesse anche parlando. 

C’è chi sostiene, ma anche in questo caso nulla di certo, che il paziente che abbia già avuto una complicanza trombotica che è in terapia anticoagulante potrebbe essere meno esposto alle complicanze vascolari potenziali. Parliamo, comunque, di dati non certi che non ci devono al momento rendere meno attenti.

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