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Attenzione al colesterolo: i rischi da non sottovalutare

Ultimo aggiornamento – 22 aprile, 2016

Indice

Chi è sopravvissuto a un infarto deve prestare molta attenzione al colesterolo. In particolare, secondo le indicazioni dell’Associazione Nazionale Cardiologi Ospedalieri, il colesterolo “cattivo” (LDL) deve essere mantenuto al di sotto di una concentrazione ematica pari a 70 mg per decilitro di sangue in chi ha sviluppato un evento coronarico acuto, come un infarto o un’angina (causata da un temporaneo scarso afflusso di sangue al cuore): questo tipo di paziente ha una maggiore probabilità di sviluppare un secondo evento coronarico acuto e uno dei più importanti fattori di rischio è rappresentato proprio da alti livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, nel sangue.

Dunque, per tentare di prevenire un nuovo infarto, è necessario tenere sotto controllo il colesterolo, ma anche i valori della glicemia, della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, ovvero di tutti i cosiddetti “fattori di rischio” relativi alle patologie cardio-vascolari.

Ma cosa è necessario fare per limitare il colesterolo?

Pochi e semplici consigli:

  • controllare regolarmente i valori del colesterolo;
  • attenersi strettamente alle terapie farmacologiche prescritte dal proprio medico;
  • rivolgersi al medico nel caso in cui l’eventuale terapia non dovesse rivelarsi efficace o se l’assunzione di farmaci causa effetti collaterali;
  • non fumare;
  • adottare un regime alimentare sano, limitando il consumo di grassi, dolci e alcol;
  • praticare almeno mezz’ora di esercizio fisico ogni giorno.

Oltre l’alimentazione, ci sono altri fattori che favoriscono l’aumento di colesterolo:

  • il sovrappeso aumenta il rischio di sviluppare l’ipercolesteremia, ma anche la probabilità di insorgenza di ipertensione e diabete;
  • sedentarietà: praticare regolarmente esercizio fisico abbassa il “colesterolo cattivo” aumenta quello “buono”. In particolare, si consiglia di svolgere tra i 30 e i 45 minuti di attività fisica di media intensità, 3-5 volte a settimana; camminare a passo svelto o optare per un’attività che migliora la resistenza (nuoto, bicicletta, ginnastica in acqua, ginnastica a corpo libero);
  • il fumo di sigaretta: fa diminuire il livello di colesterolo HDL e danneggia le pareti delle arterie;
  • età e sesso: il colesterolo aumenta naturalmente invecchiando e con la menopausa.

Per tenere il colesterolo sotto controllo ci sono due modi:

  • assumere regolarmente i farmaci prescritti dal medico, effettuando periodicamente il dosaggio del “profilo lipidico”, ovvero un semplice esame del sangue che comprende: LDL (“colesterolo cattivo”), HDL (“colesterolo buono”), trigliceridi e colesterolo totale.
  • cambiare stile di vita: dieta sana, attività fisica, peso forma, niente fumo.

Tuttavia, a seguito di un infarto, uno corretto stile di vita non basta più per mantenere i livelli di colesterolo nei limiti ed è quasi sempre opportuno necessario assumere alcuni farmaci: tra questi, i più utilizzati attualmente sono le “statine”, molecole capaci stabilizzare le placche aterosclerotiche e di abbassare la concentrazione ematiche del “colesterolo cattivo” LDL.

Se somministrate a dosaggi elevati e per periodi prolungati, le statine possono provocare effetti collaterali, quali crampi, dolori muscolari, danni epatici o renali. Laddove la terapia con statine non basti, il medico spesso ricorre a una terapia alternativa, come l’ezetimibe, un farmaco di nuova generazione.

Cosa è il colesterolo (per chi pur soffrendone volesse saperne di più)?

Il colesterolo è un grasso sintetizzato a livello epatico, ma presente in tutte le cellule dell’organismo: è necessario per la sintesi di alcuni ormoni, nella produzione della vitamina D ed è un costituente delle membrane cellulari e di vari tessuti.

Tuttavia, il colesterolo in eccesso può risultare molto dannoso poiché tende ad accumularsi sulle pareti delle arterie e nel tempo può formare una placca che restringe l’arteria e riduce il flusso di sangue: questa condizione è nota come “aterosclerosi”. Se la placca si infiamma o si rompe, si forma un coagulo detto trombo che impedisce l’afflusso di sangue al cuore e si possono sviluppare dunque ictus e infarti.

Esistono due tipi di colesterolo:

  • LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, contenuto nelle lipoproteine a bassa densità (LDL) che lo trasportano ai vari tessuti, favorendone l’accumulo sulla parete interna delle arterie;
  • HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”, che si lega alle HDL (lipoproteine ad alta densità) che lo trasportano fuori dai vasi verso il fegato, dove viene eliminato. Le HDL sono quindi una sorta di “spazzino” dei vasi sanguigni e hanno azione protettiva per le arterie, che vengono ripulite dal colesterolo in eccesso.

Il colesterolo presente nel nostro organismo è prodotto per circa il 75% dal nostre cellule mentre la restante parte deriva dal cibo e, in particolar modo, da alimenti ricchi di grassi animali, come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo dell’uovo. Il colesterolo viene introdotto anche attraverso i grassi insaturi che si ottengono aggiungendo idrogeno agli oli vegetali, tipici di molte fritture, delle margarine vegetali e dei grassi usati in pasticceria.

Cosa mangiare contro il colesterolo?

Un’alimentazione sana può ridurre il colesterolo nel sangue fra il 5% e il 10%; una riduzione del 10% della colesterolemia riduce la probabilità di morire di una malattia cardiovascolare del 20%. La principale causa dell’ipercolesterolemia è rappresentata da un regime alimentare eccessivamente ricco di grassi saturi (di origine animale, presenti in carni rosse, formaggi, insaccati, burro, margarina, tuorlo d’uovo): i grassi saturi aumentano il livello di LDL e diminuiscono il livello di HDL mentre i grassi polinsaturi (come l’olio di semi) e monoinsaturi (come l’olio d’oliva), in quantità limitata, hanno un effetto positivo perché tendono ad abbassare il livello di LDL e migliorano dunque i nostri livelli di colesterolo.

Ecco i consigli alimentari per chi ha avuto un infarto:

  • limitare il consumo di grassi in generale;
  • sostituire i grassi saturi (burro, formaggi, carne grassa, insaccati) con quelli polinsaturi (olio di semi) e monoinsaturi (olio di oliva);
  • aumentare il consumo di frutta, verdura e legumi;
  • limitare il consumo di dolci;
  • limitare il consumo di alcol.

In linea generale, gli alimenti che aiutano a ridurre in modo naturale i livelli di colesterolo nel sangue sono dunque alimenti di origine vegetale a basso contenuto di grassi saturi: cereali (avena, orzo), frutta, legumi (ceci, fagioli, lenticchie e piselli), soia e derivati, verdure ricche di fibre solubili (melanzane, rape, patate dolci), noci, mandorle e frutta secca (pistacchi, anacardi e arachidi non salate).

 

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