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Bere birra per prevenire l’Alzheimer

Andrea Salvadori | Blogger

Ultimo aggiornamento – 05 Febbraio, 2015

Bere birra per prevenire l’Alzheimer

Arriva una buona notizia per gli amanti della birra: secondo una recente scoperta, pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, la birra potrebbe aiutare a proteggere le cellule cerebrali contro un tipo di danno collegato a malattie neurodegenerative, come Parkinson o Alzheimer.

Attenzione però: ciò non significa che possiamo berne in grandi quantità, ma che la scoperta potrebbe aprire il cammino a ricerche mirate a sviluppare nuove medicine o terapie, partendo da un particolare componente di questa bevanda.

La birra: un potente antiossidante

Si tratta dello xantumolo, un componente attivo presente nel luppolo. Fa parte della famiglia dei flavonoidi, metaboliti presenti in varie piante, spesso responsabili del loro colore. L’interesse per questi composti, contenuti anche in frutti di di bosco, cioccolato o vino rosso, è cresciuto significativamente negli ultimi anni a causa dei numerosi benefici che possono apportare alla salute. Ad esempio, gli studi hanno dimostrato che possono avere effetti cardio-protettivi e giocare un ruolo positivo nella prevenzione del cancro e delle infiammazioni. Questo è dovuto al fatto che i flavonoidi sono dei potenti antiossidanti.

Durante il metabolismo aerobico, le nostre cellule producono composti dell’ossigeno a elevata attività ossidante chiamati ROS (Reactive Oxygen Species), che contengono perossido di idrogeno e, spesso prodotti in eccesso, causano danni alle molecole (il cosiddetto “stress ossidativo”). I ROS sono particolarmente attivi nel cervello e il danno ossidativo che possono causare alle cellule neuronali sembra essere collegato alle malattie degenerative.

Poiché lo xantumolo è noto per possedere forti proprietà antiossidanti, i ricercatori si sono chiesti se poteva avere un ruolo neuro-protettivo nel cervello, e hanno testato le loro ipotesi sui topi, esponendo i loro neuroni in una provetta di xantumolo e danneggiandoli attraverso lo stress ossidativo. Lo xantumolo non solo ha eliminato le molecole ossidanti in eccesso, ma anche portato all’attivazione di alcuni geni protettivi, chiamati geni citoprotettivi, che fanno da scudo alle cellule, proteggendole dallo stress ossidativo e dalle malattie collegate, come il cancro, la neurodegenerazione e l’infiammazione.

Ciò avviene grazie all’attivazione di una proteina cellulare chiamata NF2, che è un fattore di trascrizione. I fattori di trascrizione sono molecole importanti nella cellula che si legano a tratti di DNA e quindi alterano il tasso di espressione genica.

Necessarie nuove sperimentazioni

Anche se sono necessarie ulteriori indagini, i ricercatori pensano che lo xantumolo possa essere un candidato importante nella lotta a queste malattie. L’importante è pero ricordare che la birra va consumata con moderazione, come tutti gli altri tipi di bevande.

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