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“Cibo e acqua per tutti”: sarà davvero possibile?

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

dieta sostenibile
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Non è semplice rispondere a questa domanda, soprattutto considerando il grande divario tra Paesi sviluppati e Terzo Mondo. Eppure, in futuro, l’educazione alimentare, gli stop agli sprechi e le diete sostenibili non sono solo importanti, ma necessari.

Il “diritto al cibo” è qualcosa di imprescindibile, come sottolinea Ruth Richardson, Executive Director, Global Alliance for the Future of Food, presente al 7° Forum Internazionale su Cibo e Nutrizione promosso dal Barilla Center for Food & Nutrition. Le abbiamo rivolto alcune domande, per condividere il suo pensiero sul nostro domani.

Quale sarà il futuro per il cibo (e la nutrizione) e, secondo lei, come le nostre abitudini alimentari cambieranno nei prossimi anni?

Abbiamo bisogno di cambiare il modo in cui intendiamo l’interazione tra l’alimentazione e i sistemi che regolano la produzione e diffusione del cibo; così facendo, le politiche sociali che influenzano questi sistemi dovranno essere orientati alla salute di tutto il mondo e delle singole comunità.

Un futuro positivo per l’alimentazione è possibile, se si riconosceranno e rimodelleranno i sistemi alimentari – un bambino che soffre di obesità in Messico o un bambino che manifesta un arresto della crescita in Africa sub-sahariana, a causa di un eccesso di cibo o della mancanza dello stesso. Queste condizioni sono il risultato dei sistemi che abbiamo creato.

I nostri sistemi alimentari non stanno garantendo la salute. Ciò che è necessario è un ri-orientamento verso sistemi che forniscano salute, rinnovabilità, solidità, diversità, equità e interconnessione.

Ciò richiederà un cambiamento su tutti i livelli, dal locale al globale, attraverso cambiamenti radicali nel governo, nelle imprese, in azienda, in politica e una profonda cooperazione tra le nazioni e le istituzioni, assieme a una più ampia comprensione di come i sistemi alimentari impattino sulla salute a livello globale e locale.

Lo spreco alimentare mondiale che tipo di impatto ha sui Paesi in via di sviluppo?

Il 30% della nostra produzione alimentare globale si spreca e, per questa ragione, lo spreco di cibo è un problema davvero significativo per noi come comunità globale, soprattutto perché ci troviamo di fronte al fatto che i Paesi in via di sviluppo sopportano un onere sproporzionato del problema.

L’Alleanza globale per il futuro del cibo sta sostenendo lo sviluppo di un importante quadro di valutazione, condotto da TEEBAgriFood. L’iniziativa riunisce scienziati, economisti, politici, imprese e agricoltori, per effettuare una valutazione economica completa dei sistemi agricoli, delle pratiche, dei prodotti e degli scenari politici, in modo da poter capire meglio i costi invisibili dei sistemi alimentari.

Ad esempio, l’impatto dei pesticidi sulla salute e sull’acqua, come certi tipi di agricoltura influenzano gli ecosistemi e il patrimonio culturale, e il vero costo degli sprechi alimentari. Intraprendendo questo lavoro, possiamo analizzare in maniera più completa il tutto e dimostrare gli effetti positivi e negativi dei diversi sistemi, delle imprese e delle pratiche agricole, facendo quindi le scelte migliori per i sistemi alimentari che vogliamo e di cui abbiamo bisogno per un futuro salutare dell’alimentazione.

“Il cibo e l’acqua per tutti”: come possiamo rendere possibile questo obiettivo?

Al cuore del concetto di “cibo e acqua per tutti” ci sono dei sistemi globali che si basano sui principi di sostenibilità – rinnovabilità, solidità, diversità, equità, salute e interconnettività – e il passaggio a sistemi che abbracciano questi principi è necessario per affrontare questioni urgenti, come il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare, la salute umana e la costruzione di economie vivaci.

Abbiamo costruito sistemi che non forniscono cibo e acqua per tutti. Abbiamo, dunque, bisogno di re-immaginare, ricostruire e passare a sistemi capaci di farlo.

La Global Alliance ha avviato un progetto provvisoriamente chiamato “Segnali di speranza”, con la Biovision Foundation, che intende dimostrare i benefici della transizione a sistemi alimentari sostenibili e informare sull’approccio multidisciplinare e intersettoriale necessario per il cambiamento di cui abbiamo bisogno di vedere, alla velocità che ci serve per vedere se siamo in grado di garantire la salute del pianeta e di tutti quelli che ci vivono.

Come i nostri partner di BioVision sottolineano: “È sempre più riconosciuto che il riallineamento dovrà avvenire su molti e più fronti, per costruire una “legittimità di spessore” e per permettere il cambiamento”.  

Perciò, c’è bisogno di uno sforzo per comprendere il paesaggio dei sistemi alimentari sostenibili, che dovrebbe esplorare le iniziative esistenti sul terreno e le opzioni possibili per lo sviluppo di una base di prove convincenti per i decisori, che poi saranno in grado di identificare le misure di politica migliori, in grado di supportare efficacemente tale cambiamento.

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