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Convulsioni o crisi epilettiche? Impariamo a distinguerle

Ultimo aggiornamento – 13 marzo, 2017

epilessia e convulsioni: ecco le differenze
Indice

Il manifestarsi di convulsioni non implica necessariamente che il paziente è affetto da epilessia, pur essendo crisi di questo tipo il sintomo caratterizzante di questa patologia, a riferirlo è anche la WebMD. Le convulsioni si distinguono dalle crisi epilettiche per frequenza, intensità e soprattutto per causa scatenante.

Convulsioni: cosa sono e quali sono le cause?

Con il termine convulsioni si indicano movimenti involontari dei muscoli della durata di pochi minuti. Si tratta di eventi isolati, destinati a rimettersi spontaneamente nell’arco di breve tempo.

Le convulsioni non sono direttamente connesse a una disfunzione dell’attività elettrica celebrale, pertanto non sono classificabili come malattia.

Episodi di crisi di questo genere sono riconducibili a:

  • Stress
  • Problemi psicologici
  • Abuso di droga
  • Malattie virali
  • Febbre (è la causa più frequente di convulsioni nel neonato)
  • Basso livello di zucchero nel sangue

Epilessia: cosa è e quali sono le cause?

L’epilessia è la patologia neurologica più comune: secondo le stime della Fondazione Epilessia, 3 milioni di americani ne sono affetti.

A differenza delle convulsioni, in caso di crisi epilettiche siamo di fronte a una condizione medica causata da un’attività elettrica anomala da parte del cervello, più specificatamente dei neuroni localizzati a livello della corteccia cerebrale, ovvero dell’encefalo.

Le crisi epilettiche si manifestano in maniera molto similare alle convulsioni, tanto da renderne difficile la distinzione, ovvero contrazioni dei muscoli seguite a brevi rilassamenti, accompagnate da deviazione degli occhi in alto. Ciò che differenzia le crisi epilettiche dalle più comuni convulsioni è la tendenza delle prime a ripetersi nel corso della vita dell’individuo.

La durata e l’intensità di ciascun episodio varia da soggetto a soggetto: solitamente le crisi epilettiche hanno durata di pochi minuti, con intensità e frequenza maggiori a inizio dell’episodio e più ridotte a fine dell’attacco, generalmente sono seguite da uno stato confusionale del paziente e da dolore muscolare.

È bene sapere che le crisi epilettiche sono un sintomo tipico dell’epilessia, ma non esclusivo, ad esempio non sono rari i casi di epilessia manifestata prevalentmente con momenti di assenza da parte del soggetto che per pochi secondi è incapace di comunicare e muoversi.

Come trattare crisi epilettiche e convulsioni?

Fenomeni di crisi epilettiche e convulsioni al loro manifestarsi vanno trattati prevalentemente nello stesso modo.

Ecco alcune semplici regole, definite dall’American Academy of Neurology, che potrebbero essere d’aiuto nel caso in cui una persona vicino a noi dovesse essere colpita da una crisi:

  • Mettere al sicuro l’individuo: spostare mobili e altri oggetti per impedire che il soggetto possa colpirli durante la crisi e farsi del male.
  • Posizionare il soggetto su un fianco in modo tale che la saliva o il vomito non possano ostacolare le vie respiratorie.
  • Allentare indumenti stretti intorno al collo (cravatte, girocolli, camicie).
  • Non mettere nulla in bocca al soggetto per evitare di scheggiare i denti o ostacolare le vie respiratorie.
  • In caso di difficoltà respiratorie, anche a termine della crisi, servendosi delle dita, cercare di liberare la bocca del soggetto da eventuale vomito o saliva, in modo da non soffocarlo.
  • Una volta conclusa la crisi contattare un medico senza allontanarsi dal soggetto.

Diagnosi

Diagnosticare la natura di una crisi non è semplice, pertanto è consigliato, anche in caso di singolo episodio, sottoporsi a un elettroencefalogramma per poter rilevare eventuali alterazioni elettriche da parte del cervello.

Nella maggior parte dei casi l’elettroncefalogramma consente di rilevare anomalie dell’attività celebrale anche se non sono in corso crisi. In caso di episodi ripetuti è bene approfondire la condizione del soggetto anche con Tac celebrale, esami del sangue e delle urine.

Purtroppo non è possibile prevenire il manifestarsi delle convulsioni, ma conoscerne la causa può aiutare a limitare l’aggravarsi della condizione dell’individuo, ad esempio attraverso una opportuna terapia farmacologica che potrebbe aiutare il paziente a vivere meglio.

 

 

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