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Cos’è il piede torto congenito e come si cura?

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

piede torto: come curare il disturbo con la fisioterapia

Il piede torto (o più correttamente piede torto congenito) è una malformazione del piede del neonato, che può manifestarsi in forma più o meno grave. Si tratta di una deviazione degli assi anatomici del piede con una conseguente modificazione dei punti di appoggio normali.

Si stima che ne soffra circa un bambino ogni mille, ed è più frequente negli individui di sesso maschile. Nel 50% dei casi, la malformazione si presenta su entrambi i piedi: in questi casi si parla di piede torto bilaterale.

Il piede torto può poi presentarsi come deformità isolata o in associazione ad altre anomalie dell’apparato locomotore (ad es. torcicollo miogeno, lussazione congenita del ginocchio, displasia congenita dell’anca, di cui spesso il piede torto è spia). Il piede torto tende a recidivare fino ai 5-7 anni d’età.

Vi possono poi essere varie tipologie di piede torto:

  • addotto
  • varo
  • equino
  • supinato (85% dei casi)
  • talo-valgo (10%)
  • metatarso-addotto (5%)

Ognuna di queste tipologie indica una particolarità del piede torto e un unico soggetto può presentare anche più peculiarità assieme.

La diagnosi di piede torto può essere fatta sin dalle prime settimane di gravidanza (all’incirca attorno all’undicesima settimana di gestazione), attraverso una semplice ecografia.

Dall’ecografia si riuscirà anche a evidenziare se la patologia è a uno stadio lieve, medio o grave. La gravità non dipende da quanto il piede sia ritorto verso l’interno, ma si valuta attraverso l’esperienza tattile (manipolazione e verifica di quanto sia possibile correggere la posizione del piede con le mani); vengono inoltre considerati altri aspetti quali la presenza di pliche profonde, di rigidità, di ipertono, di cavismo, di curvatura del bordo laterale, di possibilità (o meno) di toccare il calcagno all’interno del tallone, ecc.

Quali sono le cause del piede torto?

Tra le cause della malformazione vi è l’ereditarietà: se uno o entrambi i genitori hanno manifestato questa patologia alla nascita, vi sono molte più probabilità che anche il bambino presenti la stessa problematica.

Le cause del piede torto non sono ancora del tutto note, ma è verosimile una eziopatogenesi multifattoriale. È anche possibile che un evento patologico possa avere interagito nel periodo embrionale, ostacolando il normale processo di formazione del piede del bambino.

La causa più comune per il piede torto è comunque quella meccanica, a carico di alcune condizioni uterine (come briglie amniotiche, cordone ombelicale, neoplasie uterine) o fetali (parti gemellari, microsomia); in tutti questi casi, si tratta di malposizione (più facile da correggere), e non di malformazione congenita (piede torto “vero”). È poi importante operare la distinzione tra piede torto idiopatico (non associato a cause specifiche), da quello secondario, collegato ad altri eventi patologici come l’artrogriposi, le distrofie muscolari congenite, la spina bifida, ecc.

Quali sono i trattamenti per il piede torto?

Effettuare una diagnosi tempestiva può essere di grande aiuto per cercare di definire per tempo il miglior trattamento da effettuare sul bambino subito dopo la nascita, ma la terapia ideale potrà essere scelta solo al momento della nascita.

La problematica del piede torto congenito necessita un tempestivo intervento: tale problema, infatti, se trascurato o affrontato inadeguatamente, può essere totalmente invalidante per il bambino; la terapia deve essere effettuata entro 10/15 giorni dalla nascita.

A seconda della gravità della patologia, vi sono differenti trattamenti da poter effettuare.

In caso di piede torto lieve, si riuscirà a correggere la malformazione attraverso un ciclo di sedute fisioterapiche: il professionista, attraverso specifiche tecniche di manipolazione, permetterà al piedino di ritrovare la posizione normale. Particolari tutori da indossare nel periodo del trattamento aiuteranno il piede ad assumere la giusta postura.

In caso di gravità media, i piedi si presentano alquanto rigidi, e sarà pertanto necessario eseguire delle ingessature periodiche per monitorare la modificazione ossea del piede. Dopo un ciclo di gessature (circa un mese), esse andranno sostituite con un tutore.

Nei casi gravi, la soluzione al piede torto è l’intervento chirurgico: nell’intervento il medico recide il tendine d’Achille e immobilizza successivamente il piede con un’ingessatura.

Il metodo Ponseti

Tra i trattamenti previsti per i casi più gravi, il metodo Ponseti è tra le tecniche più apprezzate per la cura di tale patologia. Si tratta di una soluzione alternativa e meno invasiva rispetto all’intervento chirurgico, ma è comunque altrettanto efficace. Si tratta di cicli di gessature settimanali (circa sei) da eseguire assieme all’ausilio di un particolare tutore (da indossare nelle ore notturne) fino ai 4-5 anni d’età.

Fisioterapia

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