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Crioterapia: una valida soluzione per i microtraumi degli atleti

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

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La Nazionale Italiana di Rugby ha scelto, tempo fa, la crioterapia contro i dolori muscolari, per prepararsi al meglio alla tournée in Argentina, Canada e Stati Uniti.

Il giornalista di Sky, Moreno Molla, li ha seguiti in questo loro ritiro a Orzinuovi (presso il centro specializzato “Bongi”), per capire e sperimentare insieme a loro questa innovativa soluzione terapeutica.

Gli effetti biologici della crioterapia secondo gli esperti

Gli effetti biologici della crioterapia si possono riassumere in quattro aspetti importanti:

  1. Un aspetto antidolorifico e antalgico abbastanza immediato.
  2. Un effetto antiedemigeno e antinfiammatorio.
  3. Un effetto antispastico.
  4. Per ultimo, un aumento delle endorfine che sono delle sostanze naturali antistress.

Il giornalista ha dato voce anche al preparatore atletico della squadra, che ha dichiarato che alcune squadre che partecipavano al torneo delle Sei Nazioni avevano già beneficiato della crioterapia, prima o durante il torneo stesso.

Essendo il rugby uno sport di contatto, i microtraumi sono all’ordine del giorno, quindi, poter avere la possibilità di recuperare velocemente e permettere ai giocatori di allenarsi ogni giorno al meglio, la crioterapia è una valida soluzione.

Come agisce la crioterapia?

Riprende la parola lo specialista, per spiegare in che modo viene somministrata la crioterapia: “Nella precamera, gli atleti vengono messi a -70°, per 30 secondi, dopodiché viene aperta una porta intermedia, entrano nella camera principale, in cui la temperatura viene progressivamente ridotta da -120° a -140°”.

Crioterapia: l’azione del freddo

La terapia del freddo è una terapia ad alto impatto e, quindi, prevede che il paziente abbia determinati parametri vitali. Innanzitutto, va fatto un elettrocardiogramma, per controllare che il cuore non rischi di subire dei danni durante la terapia. Dopo aver appurato che tutto sia regolare, si può procedere con la preparazione.

Anche il vestiario, infatti, ha la sua importanza. Nella camera, bisogna entrare possibilmente in pantaloncini corti e calzettoni di lana lunghi fino al ginocchio, guanti di lana, fascia che copra le orecchie e mascherina per il viso.

Una volta entrati nella camera, la prima parte prevede di trascorrere 30 secondi a -70°; la seconda fase, passa in un arco temporale di un minuto e mezzo, da -120° a -140°. Alla fine della seduta, saranno necessari almeno 20 minuti di cyclette per riattivare la circolazione sanguigna e rimettere in moto l’organismo.

La crioterapia: i benefici per il sonno

La crioterapia ha anche un ottimo effetto sulla qualità del sonno. Gli atleti, sotto forte ed estenuante allenamento, rischiano di non dormire la quantità di sonno necessaria per recuperare le energie. Questa terapia, invece, ha il vantaggio di favorire il sonno. È utile sia prima delle competizioni, quindi in fase preparatoria, sia dopo aver gareggiato, per defaticare e riprendere gli allenamenti al top.

La crioterapia è indicata per tutti, atleti di professione o chi ha a cuore il proprio benessere personale.

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