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Identificato il recettore del cervello responsabile del disturbo ossessivo compulsivo

Ultimo aggiornamento – 25 luglio, 2016

DIsturbo ossessivo compulsivo: le cause
Indice

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (OCD) può manifestarsi in molti modi, che vanno, ad esempio, dal lavarsi continuamente le mani, al verificare di continuo se la porta è chiusa.

Una nuova ricerca, realizzata da un team di neuroscienziati della Duke University e pubblicata sulla rivista Biological Psychiatry, ha identificato il recettore cerebrale responsabile dell’OCD.

Lo studio, effettuato sui topi, ne ha misurato l’attività neurale nello striato dorsolaterale, una regione neurale che contiene cellule chiamate neuroni striatali di protezione. Tali cellule svolgono un ruolo importante nel coordinamento delle attività e danno vita a due tipi diversi di percorsi, quelli diretti che promuovono l’attività e quelli indiretti che la inibiscono.

Secondo i ricercatori, i topi che non hanno il gene Sapap3, tendono ad avere una via diretta iperattiva, che li spinge a ripetere le stesse azioni più volte. Analizzando l’attività neurale dei roditori, è emerso che, in quelli con OCD, era costantemente attivo un recettore chiamato mGluR5, che porta i neuroni striatali di protezione a essere più eccitati e che potrebbe essere il responsabile del disturbo ossessivo – compulsivo. Gli studiosi hanno, poi, iniettato ai topi una sostanza chimica che disattiva i recettori mGluR5 e, immediatamente, l’OCD è scomparso.

Anche se i risultati della ricerca devono ancora essere confermati nel trattamento dell’OCD sugli esseri umani, questa ricerca costituisce un ottimo punto di partenza per il trattamento del disturbo.

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo

L’OCD rappresenta una condizione cronica di disordine in cui una persona ha l’impulso di ripetere più volte le stesse azioni.

Le persone affette da OCD possono avvertire molteplici sintomi, tra i quali:

  • pensieri aggressivi verso gli altri o verso se stessi;
  • paura dei germi e della loro contaminazione;
  • pensieri proibiti riguardo il sesso o argomenti simili;
  • senso maniacale di mantenimento dell’ordine.

Il senso compulsivo nel ripetere le azioni può riguardare:

  • pulizia eccessiva delle mani;
  • organizzazione molto precisa degli oggetti e delle cose da fare;
  • controllo continuo delle cose, come, ad esempio, la chiusura della porta o lo spegnimento del forno;
  • conteggio compulsivo.

Alcuni individui affetti da OCD hanno anche dei tic motori brevi, improvvisi, come movimenti degli occhi, smorfie del viso o tic vocali. I sintomi possono andare e venire, migliorare o peggiorare.

Alcune persone si rendono conto di soffrirne, ma, ad esempio, i bambini affetti da OCD non sanno cosa accada loro e necessitano dell’aiuto di genitori e insegnanti.

Quali sono le cause?

Le cause dell’OCD sono ancora in fase di studio, ma tra i fattori di rischio, vi sono :

  • fattori genetici;
  • anomalie di alcune aree cerebrali;
  • l’aver subito abusi fisici o sessuali durante l’infanzia;
  • infezione da streptococco nei bambini.

Come si cura il disturbo ossessivo compulsivo?

Solitamente, l’OCD è trattato con farmaci o psicoterapia perché, spesso, i pazienti sono anche affetti da ansia, depressione e altri disturbi. Tra i tipi di psicoterapia più efficaci nel trattamento dell’OCD, vi è la terapia cognitivo comportamentale.

Spesso, si usano inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, come fluoxetina, fluvoxamina, sertralina, il cui trattamento può durare da 8 a 12 settimane. In ogni caso, il trattamento deve essere prescritto da un medico e la sospensione improvvisa senza il consenso medico può portare a un peggioramento dei sintomi.

Sono continuamente in corso nuovi studi clinici, il cui obiettivo è determinare nuovi trattamenti di sperimentazione clinica. Gli studi riguardanti l’OCD coinvolgono numerose aree di studio, tra le quali la cognizione, la genetica e l’epidemiologia.

Non resta che aspettare che le nuove ricerche confermino l’individuazione esatta delle cause del disturbo ossessivo – compulsivo, in modo da poter giungere a un trattamento efficace.

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