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Ecografia alla tiroide, quando e perché farla

Chiara Tuccilli | Biologa e Dottore di Ricerca in Scienze Endocrinologiche

Ultimo aggiornamento – 15 Ottobre, 2019

Ecografia alla tiroide, quando e perché farla

L’ecografia alla tiroide è un esame strumentale molto comune e utile nella diagnostica delle patologie tiroidee. Si tratta di un esame non invasivo eseguito in ambulatorio, che permette di visualizzare e studiare la morfologia e la struttura della tiroide attraverso l’utilizzo di una sonda ad ultrasuoni, di un computer e di un monitor. In quali particolari situazioni è utile ricorrere a questo esame?

Ecografia tiroidea, a cosa serve

Con l’ecografia tiroidea si possono osservare morfologia e struttura della tiroide, quindi il medico può valutare il volume della ghiandola e l’eventuale presenza di noduli e di infiammazione.

Durante l’esame ecografico, poi, è possibile utilizzare due applicazioni chiamate colorDoppler e powerDoppler, che permettono la valutazione della vascolarizzazione del tessuto tiroideo e di eventuali noduli.

Un’altra applicazione, chiamata elastografia, invece, dà informazioni sulla durezza del tessuto tiroideo e supporta la diagnosi differenziale tra nodulo benigno e maligno.

Sottoponendo il paziente all’esame ecografico del collo,  il medico può valutare le caratteristiche dei linfonodi cervicali e delle ghiandole salivari.

Attraverso l’ecografia, in nessun modo si può indagare la funzionalità della tiroide, ovvero capire se essa funziona di più (ipertiroidismo) o di meno (ipotiroidismo) rispetto alla norma. Ipotiroidismo ed ipertiroidismo, infatti, sono diagnosticati sulla base dei dosaggi ormonali (TSH, FT3, FT4).

Il riscontro dell’alterazione degli ormoni tiroidei rappresenta, per altro, un’indicazione per eseguire l’ecografia tiroidea

Quando fare l’ecografia alla tiroide

Il riscontro dell’alterazione del TSH e degli ormoni tiroidei (ipotiroidismo o ipertiroidismo) è un’indicazione per il medico ad approfondire la situazione clinica del paziente attraverso l’ecografia tiroidea.

Un’altra indicazione all’esecuzione dell’ecografia tiroidea è la positività agli anticorpi anti-tiroide, il cui dosaggio è solitamente richiesto insieme a quello di TSH e ormone tiroideo ed effettuato su semplice prelievo di sangue.

Altre indicazioni per fare l’ecografia alla tiroide sono:

  • Riscontro dell’ingrossamento della tiroide all’esame palpatorio durante visita medica
  • Sensazione di corpo estraneo in gola, disfagia e disfonia
  • Familiarità per patologia tiroidea
  • Controllo periodico di noduli noti o di tiroidite cronica (infiammazione cronica della tiroide)

Perché fare o non fare una ecografia tiroidea

Tra i vantaggi dell’ecografia tiroidea possiamo annoverare il fatto che è un esame non invasivo, indolore, di breve durata (10 minuti circa) e relativamente economico. Inoltre, non richiede alcun tipo di preparazione per il paziente e non utilizza radiazioni o sostanze radioattive (usa gli ultrasuoni, perciò può essere eseguita a qualsiasi età e in gravidanza).

Il più grande vantaggio dell’ecografia tiroidea, però, è sicuramente rappresentato dalla possibilità di “vedere” direttamente la tiroide e di studiarne in modo immediato la struttura e la sua vascolarizzazione. Con l’ecografia è possibile infatti capire se la tiroide è in una situazione di perfetta normalità oppure se è infiammata (il tessuto è disomogeneo), se vi sono dei noduli, caratteristiche annesse (nodulo singolo o più noduli, anche di dimensioni inferiori al centimetro, che possono essere sicuramente benigni o che hanno caratteristiche di malignità).

Sebbene le loro caratteristiche ecografiche possano far insorgere il sospetto di malignità, l’ecografia da sola non è sufficiente per la diagnosi di noduli. La certezza rispetto alla benignità o malignità di un nodulo si ottiene solo sottoponendosi ad un altro esame, chiamato agoaspirato, che viene eseguito con la guida ecografica (un ago sottile entra nel nodulo sospetto ed aspira parte del suo contenuto).

Nonostante i molti vantaggi, l’ecografia tiroidea presenta anche qualche limite. Ad esempio, in alcuni casi di gozzo (aumento del volume tiroideo), se la tiroide cresce estendendosi verso lo sterno non è più possibile valutarla in modo adeguato con l’ecografia. Un altro limite dell’ecografia è relativo alla pratica della tecnica, per cui la sua accuratezza dipende abbastanza dall’esperienza dell’operatore.

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