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Noduli alla tiroide

Endocrinologia
Noduli alla tiroide

Cosa sono i noduli alla tiroide

I noduli tiroidei sono delle aree solide localizzate nella tiroide che, in base alle dimensioni e alla posizione, possono risultare palpabili o meno durante la visita. Infatti, alla palpazione si apprezzano di solito i noduli che superano il diametro di 1 cm o quelli più piccoli se localizzati più superficialmente.

La prevalenza dei noduli tiroidei aumenta con l’avanzare dell’età. Sono più frequenti nel sesso femminile.

Tipi di noduli alla tiroide

I noduli alla tiroide possono essere maligni e benigni.

I noduli alla tiroide maligni sono:

  • singoli;
  • multipli.
Una ghiandola tiroidea che contiene noduli multipli viene indicata come un gozzo multinodulare; se il nodulo è riempito con fluido o di sangue, è chiamato ciste tiroidea. I noduli alla tiroide benigni sono:

  • noduli colloidi;
  • adenomi follicolari;
  • adenoma cella Hurthle.

Sintomi dei noduli alla tiroide

La maggior parte dei pazienti con gozzo multinodulare è asintomatica. Eventuali sintomi riguardano soprattutto la compressione delle strutture del collo.

I segni e sintomi più frequenti sono caratterizzati da:

  • massa a lenta crescita a livello della regione tiroidea del collo;
  • senso di soffocamento e tosse stizzosa;
  • disfagia soprattutto per i liquidi;
  • difficoltà a dormire in posizione supina;
  • dispnea (in casi più gravi in cui si verifica compressione tracheale);
  • disfonia, paralisi del nervo frenico (solo in casi rari di neoplasia tiroidea);
  • Segni di ipertiroidismo (accelerazione della frequenza cardiaca, tremori fini alle dita e palpebrali, retrazione palpebrale, cute sudata e calda, aumento della pressione).

Causa dei noduli alla tiroide

La causa della maggior parte dei noduli alla tiroide non è nota.

In alcuni casi, una mancanza di iodio nella dieta può causare i noduli alla tiroide, altre volte vi sono alcuni geni che possono essere coinvolti nello sviluppo di noduli alla tiroide.

Come si valutano i noduli alla tiroide

Durante la visita specialistica vanno valutati alcuni parametri della ghiandola tiroidea e dei noduli in essa presenti:

  • Diametro
  • Forma
  • Consistenza
  • Mobilità della ghiandola e dei noduli tiroidei con la deglutizione
  • Ricerca di adenopatie laterocervicali palpabili
Un nodulo con caratteristiche sospette per malignità ha consistenza aumentata, margini poco delimitati, può essere fisso rispetto alle altre strutture (tipico dei noduli tumorali) ed essere non dolente.

Queste caratteristiche, tuttavia, possono essere tipiche anche di noduli di vecchia data andati incontro a calcificazione.

Interpretazione degli esami di laboratorio 

La valutazione dei pazienti che presentano uno o più noduli tiroidei, inizia con il dosaggio del TSH e, se i valori sono al di fuori del range, di FT3 ed FT4 per definire in modo più completo la funzione tiroidea.

Il TSH (tireotropina o ormone tireotropo) è una sostanza prodotta dall’ipofisi che controlla la produzione e il rilascio degli ormoni tiroidei (T3 o triiodotironina e T4 o tiroxina). Il funzionamento della tiroide si può intuire dai valori del TSH. I valori del T4 e del T3 vengono dosati come FT4 (tiroxina libera) e FT3 (triiodotironina libera).

In caso di ipotiroidismo si evidenzia riduzione dei valori plasmatici di FT4 che, solitamente, precede quella dell’ FT3. Quindi l’ipotiroxinemia, insieme al valore di TSH, è l’indice più affidabile nella diagnosi di ipotiroidismo.

In caso di ipertiroidismo si verifica l’aumento degli ormoni FT3 ed FT4 (esistono forme di FT3 elevati con FT4 nella norma, in particolare nel morbo di Basedow).

In caso di tiroide con struma multinodulare tossico o adenoma tossico (Plummer), l’ipersecrezione ormonale comprende entrambi gli ormoni tiroidei. Dunque in caso di ipertiroidismo è necessario dosare entrambi gli ormoni.

Un eventuale ipotiroidismo secondario a deficit di TSH o terziario, conseguente ad un difetto ipotalamico, determina bassi valori di ormoni tiroidei con valori non elevati (normali o bassi) di TSH.

Gli anticorpi anti-tireoperossidasi sono caratteristici di malattia autoimmune della tiroide, mentre gli anticorpi anti-tireoglobulina vengono dosati, oltre che nel caso di sospetto di tiroidite di Hashimoto, anche nel caso di carcinoma tiroideo dopo tiroidectomia.

La calcitonina è il marker del carcinoma midollare della tiroide (CMT).

Esami strumentali

I principali esami strumentali utilizzati sono:

  • Ecografia: Permette di evidenziare lesioni nodulari di piccole dimensioni e di definirne le dimensioni. E’ utilizzata anche come guida nell’esecuzione dell’agoaspirato. Inoltre, consente di distinguere le lesioni solide da quelle cistiche. Per quanto riguarda, invece, la distinzione tra noduli benigni e maligni, è più utile affidarsi all’agoaspirato.
  • Agoaspirato (FNAB): Ecograficamente guidato, l’agoaspirato è considerato il metodo più affidabile per distinguere la natura dei noduli tiroidei. È una metodica di semplice esecuzione, eseguita in regime ambulatoriale attraverso l’inserimento di un ago e successiva aspirazione del tessuto nodulare. Il campione prelevato va esaminato in laboratorio. I pazienti da sottoporre ad agoaspirato sono coloro che presentano noduli con caratteri ecografici sospetti e sottoposti a determinati fattori di rischio per carcinoma tiroideo (pregressa irradiazione del collo, famigliarità per carcinomi tiroidei, famigliarità per carcinoma midollare, aumento volumetrico del nodulo durante il follow-up).
  • Scintigrafia: La scintigrafia in passato era molto più utilizzata. Vengono utilizzati degli isotopi come: 99Tc, 123I e 131I. La scintigrafia non rappresenta più un esame di prima scelta nella diagnostica dei noduli tiroidei.
  • TAC, RMN e PET: Il loro utilizzo nella diagnostica della patologia nodulare tiroidea è limitato a quei casi in cui la tiroide, o i noduli in essa presenti, provocano compressione tracheale o delle strutture retrosternali. 

Terapia per i noduli alla tiroide

Le terapie disponibili sono:

  • Terapia soppressiva con L-tiroxina: Dato che il TSH funge da supporto trofico per la tiroide, utilizzare la terapia soppressiva con tiroxina presuppone la sua soppressione e ciò rallenta o bloccare la crescita del tessuto tiroideo.
  • Chirurgia: È una delle opzioni terapeutiche per i noduli o tiroidi multinodulari di grosse dimensioni. In passato si tendeva ad attuare una tiroidectomia parziale in modo da mantenere una riserva funzionale ghiandolare adeguata ed evitare la terapia sostitutiva. Oggi si tende alla tiroidectomia totale per evitare recidive.  La decisione di intervenire chirurgicamente dipende da alcuni fattori, come: fattore estetico (se il gozzo è evidente dall’esterno) o sospetto di carcinoma (in questo caso l’agoaspirato avrà già orientato nella diagnosi).
  • Terapia radiometabolica: La terapia radiometabolica viene utilizzata per il trattamento degli ipertiroidismi soprattutto nel morbo di Basedow e nei casi in cui la chirurgia può rappresentare un rischio. 

Cosa bisogna fare se i noduli alla tiroide non vengono rimossi

Nel momento in cui i noduli alla tiroide non sono stati rimossi, devono essere tenuti sotto controllo attraverso un esame fisico, l'ecografia o entrambi.

Di tanto in tanto, un medico può tentare di ridurre i noduli alla tiroide utilizzando dosi soppressive di ormoni tiroidei.

Prevenire la cisti alla tiroide

La ciste alla tiroide non può essere prevenuta perché le cause della formazione dei noduli tiroidei benigni non sono del tutto chiare.

Di certo, è importante che nella dieta non ci sia carenza di iodio, ma i fattori genetici sono le cause più probabili.

Un paziente con ipotiroidismo può anche avere alcune cisti tiroidee, soprattutto se la causa è l'infiammazione conosciuta come tiroidite di Hashimoto.
Dr. Mario Vasta Medico Chirurgo
Dr. Mario Vasta
endocrinologomedico dello sport

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