Fitoestrogeni: mai provati? Scopri un alleato contro i sintomi della menopausa

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Ultimo aggiornamento – 22 Marzo, 2021

Donna in Menopausa Cerca Sollievo dalle Vampate di Calore Utilizzando un Ventaglio

In menopausa, si sa, gli ormoni femminili tendono a diminuire, mettendo in atto varie trasformazioni sul piano fisiologico: le reazioni a questi mutamenti costituiscono i noti sintomi della menopausa. Aumento di peso nella zona dei fianchi e del girovita, pelle sensibile, vampate di calore e prurito intimo.

Ecco allora venire in aiuto i fitoestrogeni, una elemento utilissimo per contrastare i fastidiosi segni della menopausa

Fitoestrogeni: cosa sono

I fitoestrogeni sono una sostanza naturale presente nelle piante e in un ampio numero di alimenti vegetali: una dieta ricca di frutta, verdure, legumi e alcuni cereali consente, infatti, un apporto adeguato di fitoestrogeni

Il prefisso fito- viene dal greco physis, che significa natura e fa riferimento al mondo vegetale. Gli estrogeni sono, invece, ormoni sessuali femminili che regolano lo sviluppo di caratteri secondari femminili, come la formazione di mammelle, la distribuzione della peluria, la presenza del ciclo mestruale e molto altro; anche se in misura ridotta, sono presenti negli uomini. 

Più nel dettaglio, quindi, i fitoestrogeni sono estrogeni contenuti nelle piante e nei vegetali che, una volta ingeriti, svolgono le stesse funzioni ormonali dei loro omonimi presenti nel corpo umano. 

Ma perché i fitoestrogeni in menopausa sono così utili?

Fitoestrogeni in menopausa: un aiuto naturale

In misura limitata, i fitoestrogeni potrebbero quindi fungere da naturale terapia ormonale sostitutiva, sia assunti in forma alimentare che attraverso integratori.

Essi sono utilissimi per trovare sollievo dalle vampate di calore, anche in perimenopausa, quella condizione che ha di solito inizio intorno ai 40 anni e che precede l’entrata in menopausa.

In questo periodo, il corpo smette di produrre alcuni ormoni femminili, tra cui appunto gli estrogeni. La perimenopausa comporta sintomi molto fastidiosi, tra cui i noti: vampate di calore, sbalzi d'umore e diminuzione della libido, che continuano poi anche durante la menopausa.

La struttura chimica molto simile agli estrogeni suggerisce una modalità di azione simile: essi infatti riescono a creare una interazione con i recettori degli estrogeni presenti nell'organismo umano, mettendo così in moto i mutamenti fisiologici a loro connessi.

La loro efficacia risulta però ridotta e, dunque, sono identificabili come estrogeni deboli. In menopausa diminuisce appunto il livello ormonale, a cui segue una reazione corporea tale da avviare i sintomi. Un apporto di estrogeni naturali, anche se deboli, consente di ripristinare l'equilibrio, placando i segni della menopausa

Attenzione, questo non significa che gli effetti della menopausa scompariranno del tutto, ma la loro intensità risulterà notevolmente ridotta.

Alimenti ricchi di fitoestrogeni

I fitoestrogeni si trovano in molti prodotti dell'orto. Alcune erbe ad alto contenuto fitoestrogenico possono poi essere assunte in forma di integratori, che solitamente possiedono livelli più alti rispetto agli alimenti. Prima di assumerli, però, consultare il proprio medico è consigliato.

Le due principali classi di fitoestrogeni sono gli isoflavoni e i lignani; la soia è per esempio ricca di isoflavoni, mentre i lignani si trovano nei semi di lino, nei cereali integrali, nei legumi, nei frutti e nella verdura.

L'elenco degli alimenti che contengono fitoestrogeni comprende allora:

  • tutti i prodotti della soia (fagioli di soia, tofu, tempeh, miso, bevande di soia);
  • semi (semi di lino, semi di sesamo, semi di soia, semi di girasole);
  • cereali (avena, orzo, frumento, germe di frumento);
  • legumi (fagioli secchi, lenticchie, fagioli mung, piselli, arachidi);
  • frutta (mele, arance);
  • verdura (cavolfiore, broccoli, cavoletti di Bruxelles e cavolo);
  • caffè e tè
  • radici (come la radice di liquirizia e le carote);
  • piante come il trifoglio rosso e l'angelica.

Attenzione, però, i fitoestrogeni, specie se assunti tramite integratori, possono innescare anche alcuni effetti collaterali da non sottovalutare. Per questo, è sempre necessario parlare con uno specialista prima di assumerli.

Fitoestrogeni: controindicazioni

I fitoestrogeni possono fornire alcuni benefici analoghi agli estrogeni naturali e sintetici; questo, tuttavia, non li rende necessariamente più sicuri degli ormoni sintetici.

Gli estrogeni sintetici hanno infatti una lista di effetti collaterali negativi, come aumento dei rischi per l'obesità, il cancro, i disturbi riproduttivi e i difetti congeniti nelle donne in gravidanza.

Anche se i fitoestrogeni, in quanto di derivazione naturale, sembrano più sicuri, agiscono nello stesso modo e possono quindi creare gli stessi rischi, che includono:

  • cambiamenti nei cicli ormonali;
  • difficoltà con l'allattamento;
  • aumento del rischio di cancro al seno;
  • aumento del rischio di endometriosi;
  • aumento del rischio di cancro endometriale;
  • aumento del rischio di epatite tossica non virale;
  • aumento del rischio di fibromi uterini.

Evitare quindi di prendere integratori fitoestrogeni in dosi elevate (non si devono superare gli 80g giornalieri) e consultarsi con il medico sia prima di iniziare ad assumerli che durante, se si nota qualcosa di anomalo.

Sono certamente utili più studi a riguardo, per capire a fondo gli effetti collaterali dei fitoestrogeni. Finora, comunque, una dieta ricca di frutta e verdura contenente fitoestrogeni non risulta però dannosa, anzi può soltanto apportare benefici per la salute

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