Glaucoma: i sintomi da riconoscere e perché la diagnosi precoce è fondamentale

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano

Data articolo – 09 Marzo, 2026

Una donna che fa un esame oculistico

Il glaucoma è una patologia oculare cronica che colpisce il nervo ottico e rappresenta una delle principali cause di perdita della vista nel mondo.

Spesso viene definito una malattia “silenziosa”, perché nelle fasi iniziali non provoca sintomi evidenti. Proprio questa caratteristica rende fondamentale la diagnosi precoce attraverso controlli oculistici periodici.

Per l’appunto, si tratta di una condizione che può svilupparsi lentamente nel corso degli anni e che, se non trattata in modo adeguato, può compromettere in modo permanente la capacità visiva.

Cerchiamo di comprendere, attraverso le parole del Dr. Miguel Rechici – oculista – come capire come si manifesta, quali sono i fattori di rischio e quali trattamenti sono disponibili è il primo passo per proteggere la salute degli occhi.

Che cos’è il glaucoma?

Il glaucoma è una malattia degenerativa che interessa il nervo ottico, la struttura che trasmette le informazioni visive dalla retina al cervello. Quando questo nervo viene progressivamente danneggiato, il campo visivo si riduce e la qualità della vista peggiora.

Nella maggior parte dei casi, il danno è associato a un aumento della pressione intraoculare, ovvero la pressione del liquido presente all’interno dell’occhio. Tuttavia, esistono anche forme di glaucoma che si sviluppano con valori di pressione oculare apparentemente normali.

La progressione della malattia è generalmente lenta, ma il danno che provoca è irreversibile: una volta compromesse le fibre del nervo ottico, infatti, non è possibile ripristinarle. Per questo motivo la prevenzione e la diagnosi precoce assumono un ruolo decisivo.

I diversi tipi di glaucoma

Il glaucoma non è una singola malattia, ma un gruppo di patologie con caratteristiche diverse.


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Le forme più comuni sono due.

  • glaucoma ad angolo aperto: è la forma più diffusa. Si sviluppa in modo graduale e spesso non provoca sintomi nelle fasi iniziali. Il drenaggio del liquido oculare avviene in modo meno efficiente del normale, causando un aumento progressivo della pressione all’interno dell’occhio. Proprio perché evolve lentamente, molte persone scoprono di avere il glaucoma solo durante una visita oculistica di routine;
  • glaucoma ad angolo chiuso: è una forma meno frequente ma potenzialmente più grave. In questo caso l’angolo di drenaggio del liquido oculare si chiude improvvisamente, causando un aumento rapido della pressione intraoculare. Questa condizione può provocare sintomi intensi e richiede un intervento medico urgente.

I sintomi del glaucoma: perché spesso passa inosservato

Uno degli aspetti più insidiosi del glaucoma è la quasi totale assenza di sintomi nelle prime fasi della malattia.

Nella maggior parte dei casi il danno inizia interessando la visione periferica, cioè la capacità di vedere lateralmente.

Poiché il cervello tende a compensare queste piccole perdite visive, molte persone non si accorgono del problema fino a quando il campo visivo non è già significativamente compromesso.

Con il progredire della malattia possono comparire alcuni segnali, tra cui:

  • riduzione della visione periferica;
  • visione offuscata;
  • difficoltà a vedere in condizioni di scarsa illuminazione;
  • comparsa di aloni luminosi attorno alle luci.

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Nel caso del glaucoma acuto ad angolo chiuso, i sintomi possono manifestarsi in modo improvviso e includere dolore oculare intenso, arrossamento dell’occhio, mal di testa, nausea e visione molto offuscata.

Le cause del glaucoma

La causa più comune del glaucoma è l’aumento della pressione intraoculare. All’interno dell’occhio è presente un liquido chiamato umore acqueo, che viene continuamente prodotto e drenato attraverso un sistema di canali microscopici.

Quando questo meccanismo di drenaggio non funziona correttamente, il liquido si accumula e la pressione interna aumenta.

Nel tempo, questa pressione può danneggiare le fibre del nervo ottico.

Tuttavia, la pressione oculare non è l’unico fattore coinvolto. In alcune persone il nervo ottico può essere particolarmente sensibile anche a valori di pressione considerati normali.

In questi casi entrano in gioco altri elementi, come la circolazione sanguigna o la predisposizione genetica.

Chi è più a rischio?

Il glaucoma può colpire chiunque, ma alcuni elementi aumentano la probabilità di sviluppare la malattia.

Un uomo che si mette un collirio

Tra i principali fattori di rischio ci sono:

  • età superiore ai 40 anni;
  • familiarità con casi di glaucoma;
  • pressione oculare elevata;
  • diabete;
  • miopia o ipermetropia significative;
  • uso prolungato di farmaci cortisonici;
  • precedenti traumi oculari.

Per le persone che presentano uno o più di questi fattori, i controlli oculistici regolari diventano particolarmente importanti.

Come si diagnostica il glaucoma?

Il glaucoma può essere individuato attraverso una serie di esami oculistici specifici. Si tratta di test indolori che permettono di valutare sia la pressione oculare sia lo stato del nervo ottico.

Tra gli esami più utilizzati ci sono:

  • tonometria, che misura la pressione all’interno dell’occhio;
  • pachimetria, utilizzata per valutare lo spessore della cornea;
  • gonioscopia, che analizza l’angolo di drenaggio del liquido oculare;
  • esame del fondo oculare, per osservare direttamente il nervo ottico;
  • test del campo visivo, utile per individuare eventuali perdite della visione periferica.

Grazie a questi strumenti, l’oculista può individuare la malattia anche prima che compaiano sintomi evidenti.

Glaucoma: le cure disponibili

Sebbene il glaucoma non possa essere curato definitivamente, oggi esistono diverse strategie terapeutiche che permettono di controllare la malattia e rallentarne la progressione.

L’obiettivo principale del trattamento è ridurre la pressione intraoculare e proteggere il nervo ottico da ulteriori danni.

Le terapie più comuni includono:

  • colliri specifici che riducono la produzione di liquido o ne migliorano il drenaggio;
  • farmaci sistemici in situazioni particolari;
  • trattamenti laser che facilitano il deflusso dell’umore acqueo;
  • interventi chirurgici destinati a creare nuovi canali di drenaggio.

La scelta della terapia dipende dal tipo di glaucoma, dalla gravità della malattia e dalle condizioni generali del paziente.

L’importanza della prevenzione per il glaucoma

Dal momento che il glaucoma può evolvere senza sintomi evidenti, la prevenzione passa soprattutto attraverso i controlli periodici della vista.

Gli specialisti raccomandano una visita oculistica completa almeno ogni due anni dopo i 40 anni, e con maggiore frequenza in presenza di fattori di rischio.

Una diagnosi precoce consente infatti di intervenire tempestivamente, riducendo il rischio di danni permanenti alla vista.

In un contesto in cui le malattie oculari legate all’invecchiamento sono sempre più diffuse, conoscere il glaucoma e sottoporsi a controlli regolari rappresenta uno degli strumenti più efficaci per preservare la salute degli occhi nel lungo periodo.

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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