Ansia e depressione? Potrebbe essere colpa delle apnee del sonno

Redazione

Ultimo aggiornamento – 14 Aprile, 2020

Il legame tra Ansia e Apnee Notturne del Sonno

Una ricerca, realizzata da un team di esperti guidati da Jong-Yeup Kim, del Department of Otorhinolaryngology della Konyang University coreana, ha fatto luce su una correlazione tra apnee notturne e ansia. Proprio così. Sembrerebbe ormai chiaro che chi soffre di apnee ostruttive nel sonno è esposto anche a un aumentato rischio di depressione e ansia.

Cerchiamo di capirne di più.

Le apnee notturne del sonno aumentano il rischio di soffrire d’ansia

La sindrome della apnee ostruttive del sonno (OSAS, dall’acronimo inglese Obstructive Sleep Apnea Syndrome) è una patologia caratterizzata da interruzioni nella respirazione durante il sonno dovute all’ostruzione – totale o parziale – delle vie aeree superiori. È accompagnata da intenso russare, sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione, risvegli improvvisi, colpi di sonno e cefalea. Spesso, le attività quotidiane per chi soffre di questa condizione sono compromesse.

Oggi, si aggiunge un altro importante tassello a caratterizzare le apnee notturne: ansia e depressione. La ricerca, pubblicata sulla rivista JAMA Otolaringology Head & Neck Surgery, ha infatti legato questo disturbo al rischio di soffrire di stati d’ansia e depressione. Un pericolo raddoppiato rispetto a quello di base, che sembra emergere con più facilità nelle donne.

Ma qual è il motivo?

Tutta colpa dello stato di scarsa ossigenazione del sangue? Sì, ma non solo

Il motivo del legame tra ansia e apnee notturne non è ancora del tutto chiaro.

Secondo l’ipotesi più accredita, a causare ansia e depressione potrebbe essere lo stato di scarsa ossigenazione del sangue che viene a instaurarsi per una respirazione insufficiente durante il sonno.

Non solo. Il team di ricerca coreano ha, infatti, evidenziato altre possibili spiegazioni. “Questi sintomi psicologici potrebbero essere la conseguenza più dello stato di sonnolenza diurna che della riduzione dell’ossigenazione in sé e per sé” – hanno dichiarato.

Nulla di strano. Sono numerosi gli studi che dimostrano come la sonnolenza diurna – apnee a parte – possa associarsi a sintomi depressivi, che tendono a migliorare con un sonno ristoratore.

Le ipotesi del perché ansia e apnee notturne siano correlate non finiscono qui. C’è, infatti, chi sostiene che siano i cambiamenti strutturali e funzionali ai quali si espone il cervello in mancanza di una buona ossigenazione a generare gli stati di ansia e di depressione.

In ogni caso, perché a parte, il legame è abbastanza chiaro. La soluzione, a questo punto, anche. La diagnosi delle apnee del sonno diventa fondamentale per scongiurare sintomi (e pericoli) a essa associati.

L’importanza di capire se si soffre di apnee del sonno

La riduzione dei sintomi e delle complicanze delle apnee notturne parte sicuramente da una diagnosi affidabile. È qui che entra in gioco la polisonnografia, un esame del sonno che permette di monitorare al meglio tutti i parametri legati alle attività respiratoria, cerebrale, cardiaca, muscolare e oculare.

Una volta diagnosticata l’apnea notturna tramite polisonnografia, in base alla sua severità, vanno messi in atto tutti gli interventi terapeutici opportuni. Nei casi lievi, cambiamenti delle abitudini di vita saranno sufficienti. Talvolta, anche l’utilizzo di un apparecchio intra-orale può essere risolutivo.

Nei casi più gravi, invece, si fa ricorso alla terapia con CPAP, che consente di mantenere pervie le vie aeree superiori.

Insomma, attenzione alle apnee. Per farlo, date sempre un occhio ai sintomi, ansia compresa.

Redazione
Scritto da Redazione

La redazione di Pazienti.it crea contenuti volti a intercettare e approfondire tutte le tematiche riguardanti la salute e il benessere psificofisico umano e animale. Realizza news e articoli di attualità, interviste agli esperti, suggerimenti e spunti accuratamente redatti e raccolti all'interno di categorie specifiche, per chi vuole ricercare e prendersi cura del proprio benessere.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Redazione
Redazione
in Salute

1782 articoli pubblicati

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
Contenuti correlati
icon/chat