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Inappetenza nell’anziano: cause, rischi e rimedi

Ultimo aggiornamento – 21 settembre, 2020

Quali sono le cause dell'inappetenza nell'anziano? Vediamole insieme, cercando di capire come risolverla
Indice

Con il termine “inappetenza” si indica una condizione di scarso appetito, abituale o transitoria.

L’inappetenza è un sintomo molto generico che può essere causato sia da stati di malessere fisico, sia da stati di malessere psicologico. Anche alcuni farmaci possono causare mancanza di appetito. Chiunque può presentare questo disturbo, ma la mancanza di appetito negli anziani è piuttosto frequente.

Quali sono le cause della mancanza di appetito negli anziani?

L’inappetenza è un sintomo comune tipico della terza età. Tra le cause di inappetenza troviamo:

  • ansia, depressione o tristezza, emozioni che spesso caratterizzano i soggetti anziani che, a causa della solitudine e/o malattie si deprimono e perdono l’entusiasmo di sorridere alla vita;
  • alcune forme tumorali;
  • insufficienza cardiaca, renale o epatica;
  • malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO);
  • chemioterapia e radioterapia;
  • dentizione insufficiente o protesi dentarie;
  • uso di antibiotici o narcotici;
  • difficoltà a deglutire;
  • perdita del gusto o dell’olfatto;
  • nausea accompagnata o meno da vomito.

Quali sono i rischi dell’inappetenza nelle persone anziane?

Se la mancanza di appetito viene assecondata e il soggetto non mangia, la debilitazione è la conseguenza principale, seguita da forte dimagrimento, perdita di memoria, disidratazione, debilitazione muscolare, depressione.

Considerando che lo scarso appetito può essere sintomo e causa allo stesso tempo, si deduce facilmente che il soggetto subirà conseguenze sia da parte del problema che determina l’inappetenza, sia dall’inappetenza stessa.

È importante che il paziente segua un piano di trattamento formulato appositamente per lui dal medico, per ridurre il rischio di eventuali complicazioni tra cui:

  • perdita di forza;
  • malnutrizione;
  • estensione del cancro (nei casi di patologie tumorali);
  • diffusione dell’infezione (nei casi di infezioni);
  • carenze vitaminiche;
  • formazione di corpi chetonici;
  • sindrome da deperimento.

Qualora l’inappetenza dell’anziano si trasformi in rifiuto o impossibilità di nutrirsi autonomamente, allora sarebbe opportuno ricorrere a un servizio di assistenza domiciliare.

Alimentazione negli anziani: linee guida

Generalmente, gli anziani dovrebbero seguire le buone norme di sana alimentazione che valgono per tutte le età. Quando si è avanti con gli anni si spendono meno energie, la massa magra tende a diminuire e quindi diminuisce il fabbisogno di calorie. Bisognerebbe anche mantenere un minimo livello di attività fisica.

L’apporto calorico giornaliero consigliato dipende dal sesso e dall’età dell’anziano:

  • donna 60-74 anni: 1600-1900 kcal
  • uomo 60-74 anni: 1900-2250 Kcal
  • donna dopo i 75 anni: 1500-1750 Kcal
  • uomo dopo i 75 anni: 1700-1950 kcal

Vi sono poi raccomandazioni generali che dovrebbero essere seguite da tutti i soggetti anziani, fra cui:

  • Bere molta acqua al fine di mantenere un adeguato stato di idratazione.
  • Consumare molto pesce (ricco di grassi polinsaturi benefici per il sistema cardiovascolare) e legumi.
  • Consumare con moderazione uova, latte e formaggi.
  • Fra le carni sono da preferire quelle bianche (pollame e coniglio) e più magre.
  • Ridurre i grassi contenuti in margarina, burro e carni rosse.
  • Non esagerare con gli zuccheri raffinati, preferire carboidrati complessi, contenuti nei cereali, nel pane integrale, legumi, verdura e frutta.
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