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Incontinenza notturna: la causa che non ti aspetti!

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Incontinenza: tutte le Cause
Indice

A cura di logofais


Alzi la mano chi soffre di incontinenza notturna! Probabilmente, non lo farà nessuno, proprio perché non è per nulla semplice ammettere il disturbo.

Eppure, l’enuresi notturna – questo è il nome scientifico – è una condizione abbastanza diffusa tra gli adulti (parliamo del 2% della popolazione) che, per imbarazzo, a volte tendono a non ricercare le cure più adeguate.

Ma cosa fare in questi casi?

In primis, è necessario distinguere tra le differenti tipologie di incontinenza nelle ore notturne:

  • Incontinenza primaria, ovvero costante, colpisce i pazienti che non possono controllare lo sfintere vescicale.
  • Incontinenza secondaria, si presenta nei soggetti che, pur avendo acquisito il controllo della vescica, di notte presentano ancora difficoltà a controllare la minzione.
  • Sintomatica notturna, si verifica solo di notte, nelle prime ore di sonno e meno quando il sonno è più profondo.

Una volta individuato il tipo di incontinenza, sarà più semplice risalire alle cause. Molto spesso, il fattore scatenante è di natura patologica, legato alla comparsa del diabete di tipo 2.

Negli anziani, invece, il disturbo può essere ricollegato a una progressiva perdita della funzionalità del tono muscolare dello sfintere (compare così anche di giorno), che non si chiude completamente.

Inoltre, patologie come il morbo di Alzheimer e la demenza senile provocano la mancata percezione dello stimolo a urinare.

E nelle donne?  

Certamente, a essere maggiormente colpite da fenomeni di incontinenza sono le donne. La gravidanza, infatti, fa sì che l’utero premi sulla vescica, anche di notte. Dopo il parto, poi, il pavimento pelvico tende a rilassarsi e a non contrarsi più con la stessa elasticità. Se trascurata, la condizione può cronicizzarsi. Inoltre, bisogna ricordare che le donne, a causa dell’uretra più corta, potrebbero essere soggette a infezioni, come la cistite, che causano perdite di urina.

Con la menopausa, infine, si indebolisce anche la muscolatura della parete vescicale, con il conseguente rischio di incontinenza urinaria notturna nelle donne.

Negli uomini?

Nello specifico, gli uomini sono colpiti dal disturbo se affetti da ipertrofia prostatica benigna, ovvero ingrossamento della prostata.

Enuresi notturna: le cause che non ci si aspetta

Non tutte le cause sono, per così dire, ovvie. Sapevate, ad esempio, che il freddo intenso o l’abuso di sostanze diuretiche provocano un aumento della produzione di urina?

Dunque, occhio a non esagerare con caffè, tè o alcol nelle ore serali: potreste avere una brutta sorpresa al vostro risveglio!

Ricordate, infine, di svuotare sempre la vescica prima di andare a letto.

Incontinenza notturna: ecco cosa fare  

Una volta riscontrato il disturbo, non è il caso di vivere la notte come un momento da incubo. Importate è confrontarsi subito con uno specialista in urologia per valutare le cause e capire qual è la migliore soluzione.

Se all’origine del disturbo c’è il diabete, si può agire su questo con una terapia farmacologica. Se incidono le cattive abitudini, è possibile cambiarle.

In alcuni casi, potrebbe essere necessario utilizzare delle mutandine assorbenti per limitare il disagio e, parallelamente, eseguire degli esercizi per migliorare il tono del pavimento pelvico (esercizi di kegel).

Importate è non trascurare il problema e parlarne, chiedendo aiuto anche a realtà autorevoli come la FAIS – Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati, che sapranno certamente indicare il percorso più indicato da seguire.

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