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Le malattie che causano cecità (a cui stare attenti!)

Ultimo aggiornamento – 17 giugno, 2020

Cecità: cause

In collaborazione con  IAPB Italia onlus -  Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità. 


Secondo la definizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), si parla cecità quando l’acuità visiva nell’occhio migliore del paziente, ovvero la capacità dell’occhio di vedere e percepire in modo ottimale i dettagli di un’oggetto è uguale o inferiore a 1/20. Tradotto in termini semplici, significa che il soggetto interessato riconosce a 1 metro quello che il soggetto normale riconosce a 20 metri. Qualora tale valore sia compreso tra i 3/10 e 1/20 il soggetto è definito ipovedente.

Essere ciechi: dall'assistenza alla riabilitazione

L’assistenza, l’educazione e la riabilitazione del cieco sono iniziate timidamente durante la rivoluzione francese e si sono affermate in tutta Europa e nelle principali città italiane nel corso dell’Ottocento e del Novecento con la nascita degli Istituti dei ciechi, dove si praticava l’insegnamento della lettura e scrittura con l’alfabeto Braille, che sostituisce la vista al tatto, aumentando notevolmente le possibilità di interazione dei pazienti ciechi o ipovedenti con il mondo dei veggenti.

Attualmente, la classificazione della cecità è regolamentata dalla legge n.138 del 2001 e da un’adeguata legislazione a tutela del soggetto con problemi visivi sul piano sanitario, lavorativo e pensionistico.

Cecità: come si manifesta?

Come anticipato, si definisce cecità l’incapacità di vedere e distinguere ambiente ed oggetti circostanti. Il disturbo può interessare un solo occhio (cecità monolaterale) o entrambi gli occhi (cecità bilaterale).

I sintomi delle malattie che possono causare cecità sono tantissimi, ma quello che è importante ricordare è che la maggior parte delle malattie oculari gravi sono asintomatiche negli stadi iniziali. Per questo, la visita oculistica è l’unico modo per diagnosticare in tempo. A prescindere dall’abitudine di visitarsi una volta all’anno dopo i 60 anni o una volta ogni 2 dopo i 40, ci sono, poi, alcuni sintomi che devono indurre a chiamare un oculista immediatamente. 

Tra questi: 

  • un calo improvviso della vista;
  • la deformazione degli oggetti;
  • l’aumento improvviso delle “mosche volanti”; 
  • i lampi di luce; 
  • la comparsa di macchie nell’occhio o di “tendine” ai margini del campo visivo.

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Le cause della cecità

Le principali cause che inducono la perdita della vista e, quindi, alla condizione di cecità sono da ricercarsi principalmente in malattie degenerative dell’occhio.

Si tratta, salvo alcune eccezioni, di patologie oculari dove la cecità è il risultato di un lungo processo. Va ricordato che i danni alle cellule nervose dell’occhio non sono riparabili, ma solo prevenibili con una diagnosi precoce e, lo ripetiamo, con visite regolari dall’oculista.

Tra queste patologie oculari che provocano cecità si ricordano prevalentemente:

  • Degenerazione maculare legata all’età, ovvero perdita della visione centrale e mantenimento di quella periferica.
  • Retinopatia diabetica, ovvero l’effetto devastante del diabete sulla circolazione sanguigna delle retina; una tra le principali cause di cecità nel mondo occidentale e la prima nell’età lavorativa.
  • Glaucoma, malattia oculare determinata dall’aumento della pressione dell’occhio e conseguente danneggiamento del nervo ottico.
  • Distacco della retina, sottile membrana nervosa deputata alla recezione della luce e che riveste la superficie interna dell’occhio, che può subire una rottura e poi un distacco che se non operato porta allo spegnimento dell’occhio.
  • Traumi e infezioni a carico della cornea che possono provocare la perdita di trasparenza tipica di questo tessuto e non permettere il passaggio della luce.

Anche la cataratta non va sottovalutata: si tratta di una progressiva opacizzazione del cristallino dell’occhio, con conseguente difficoltà di messa a fuoco. È la prima causa di cecità evitabile al mondo, perché l’intervento chirurgico non è così frequente nei paesi a basso reddito.

Ci sono poi altre condizioni e malattie che possono generare un’invalidante situazione di cecità nel paziente, ovvero:

  • Ipertensione
  • Diabete
  • Ictus ischemico
  • Herpes simplex
  • Alcolismo
  • Uso di farmaci
  • Deficienza di vitamina A
  • Malattie vascolari
  • Malattie infiammatorie
  • Malattie infettive
  • Nascita prematura
  • Traumi

La cecità interessa tutta le età, con particolare incidenza tra la popolazione adulta oltre i 50 anni. Di non trascurabile importanza è l’elemento ereditario.

Cecità: prevenzione e cure

È ben noto come la cecità è particolarmente invalidante per il soggetto colpito.

La prevenzione è sicuramente la migliore arma di tutela per la salute dei nostri occhi, visite oculistiche periodiche possono rilevare anzitempo la presenza di disturbi oculari che, se trattati adeguatamente (con cure mediche o interventi chirurgici), possono scongiurare la perdita totale della vista.

Non dimentichiamo che la salute degli occhi è strettamente legata al nostro stile di vita: un uso adeguato di dispositivi elettronici (quali smartphone, laptop, tablet) che mettono a duro lavoro gli occhi, l’utilizzo consapevole di lenti laddove previsto e un’alimentazione sana basata su vitamine e sali minerali sono sicuramente ottime forme di prevenzione per la salute per i nostri occhi.

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