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Lesioni al ginocchio: quando la chirurgia è una soluzione

Ultimo aggiornamento – 27 giugno, 2016

Rottura del ginocchio
Indice

Di frequente, capita che vecchi infortuni alle ginocchia manifestino i loro sintomi anche a distanza di anni.

Di solito, le lesioni al ginocchio si risolvono bene grazie all’uso della fisioterapia, ma ci sono alcuni casi in cui la soluzione chirurgica è la scelta migliore.

Chirurgia del ginocchio: quando?

L’ortopedico Charles Bush-Joseph, professore presso il Rush University Medical Center, che fa parte anche del team medico dei Chicago White Sox, consiglia di ricorrere a questo tipo di trattamento quando l’infortunio porta a una perdita permanente del movimento, come ad esempio l’estensione completa del ginocchio.

Ci sono altri due segni che ci devono far temere il rischio di dover ricorrere a un’operazione. Un segno che ci indirizza verso il ricorso alla chirurgia è quando non si riesce ad accovacciarsi o a sopportare il peso sull’articolazione.

Altro caso è quando si sente un qualsiasi tipo di suono se si muove il ginocchio. Nel caso in cui si presenti una sola di queste tre condizioni, per prima cosa è bene mettersi a riposo, fare un po’ di fisioterapia, ma in modo blando, e usare antinfiammatori. Quando sono presenti almeno due dei segni di cui si è appena parlato, non è detto che il trattamento conservativo possa bastare, ma l’intervento chirurgico è la scelta migliore nel caso in cui siano invece presenti tutti e tre i sintomi.

Il trattamento operatorio

Il trattamento operatorio varia in base a quello che è il tipo di infortunio incorso. Le patologie che più di frequente colpiscono le ginocchia sono la rottura del menisco e le distorsioni o gli strappi dei legamenti. Nel primo caso si va a rompere quella cartilagine, il menisco, che si fa a trovare all’interno delle ossa dell’articolazione e che ha il compito di ammortizzatore.

Si parla di menisco laterale e mediale. Il dottor Bush-Joseph afferma come non sempre la rottura del menisco va a limitare i movimenti quotidiani e per questo non è necessariamente detto che vada sempre operato chi ne soffre. Quando si sceglie di intervenire chirurgicamente, per ripulire il ginocchio, si usa una tecnica che si chiama artroscopia, che viene praticata per mezzo di piccoli fori e non a cielo aperto. I tempi di recupero vanno dalle 2 alle 6 settimane. Quando si parla di distorsioni o strappi ai legamenti ci si riferisce a un trauma molto diffuso tra gli atleti.

Nel ginocchio sono presenti i legamenti collaterali (mediale e collaterale) e quelli crociati (anteriori e posteriori) che hanno il compito di mantenere stabile il ginocchio. Nel caso in cui non si sia atleti, che sottopongono l’articolazione a cambi violenti di direzione e velocità, l’infortunio si riprende in un paio di settimane. Anche in questo caso i tempi di recupero completo sono piuttosto brevi, circa 8 settimane, che però possono allungarsi fino a 6 mesi nel caso in cui ci sia la necessità di ricostruire un legamento seriamente danneggiato.

Se si è avuto bisogno di ricorrere alla chirurgia per risolvere una qualche patologia del ginocchio, è consigliabile parlare con un medico per valutare quali siano gli atteggiamenti da evitare per non subire ulteriori danni in futuro. Il medico consiglierà di fare un po’ di fisioterapia dopo l’intervento, per recuperare tono muscolare e dare maggiore stabilità al ginocchio stesso. Sarà più probabile che si presenti l’artrosi andando avanti negli anni.

Le più comuni lesioni del ginocchio

Il ginocchio è un’articolazione molto complessa, che può essere sottoposta a un gran numero di lesioni. Anatomicamente questa articolazione si compone di quattro componenti: ossa, cartilagini, legamenti e tendini.

  • Le ossa sono: femore, tibia e rotula
  • Le cartilagini si trovano posizionate sopra a queste ossa. Si tratta di sostanze scivolose che hanno il compito di far muovere le varie parti ossee in modo fluido. Tra queste cartilagini c’è il menisco, che fa da ammortizzatore tra femore e tibia.
  • I legamenti servono per collegare tra loro le ossa e si dividono in collaterali e crociati.
  • I tendini hanno invece il compito di collegare muscoli e ossatura.

Ora che abbiamo più chiara la struttura del ginocchio vediamo quali sono le principali lesioni che possono colpirlo.

La prima sono le fratture, che di solito coinvolgono la rotula, ma possono verificarsi anche in corrispondenza di femore e tibia. Sono causate da traumi violenti come cadute o incidenti stradali. Un altro tipo di infortunio è la dislocazione, che si ha quando le ossa del ginocchio si spostano, in parte o totalmente. Sono causate da anomalie ossee, ma anche da traumi violenti come cadute, incidenti stradali, o contatti violenti durante l’attività sportiva.

I traumi che colpiscono maggiormente i legamenti sono le lesioni al legamento crociato anteriore, molto frequenti in sportivi professionisti. Ci sono poi quelle al crociato posteriore, che si verificano a causa di un colpo violento nella parte frontale del ginocchio, quando questo è piegato. Sono lesioni parziali che guariscono da sole. Le lesioni al legamento collaterale sono, invece, causate da forti pressioni laterali e sono frequenti in sportivi.

Le lesioni al menisco, anche queste legate in modo frequente alla pratica di attività sportiva, possono insorgere anche a causa di artrite o invecchiamento, infatti questa cartilagine tende a indebolirsi con l’età.

Un’altra tipologia di infortuni a cui è sottoposto il ginocchio sono quelle tendinee. I quadricipiti e i tendini rotulei possono stirarsi o strapparsi. Cadere in modo pesante sulla parte anteriore del ginocchio o un atterraggio goffo dopo un salto sono tra le cause più frequenti di questa patologia.

 

 

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